Più lento, più bello, migliore

I Verdi ripartono con un ottimo risultato in Alto Adige, dove ottengono il 5,8% dei consensi, a soli 400 voti di distanza dal Partito Democratico.

Questo voto dimostra che l’alternativa ecologista ed ambientalista è seria e condivisa dall’elettorato, che invece ha punito sonoramente le forze politiche oggi maggiormente rappresentate in Parlamento e ha però premiato anche formazioni di estrema destra. E’ un dato, quest’ultimo, che desta grande preoccupazione e che rende ancora più necessario il ruolo di un partito Verde impegnato a costruire una società sostenibile da un punto di vista sociale e ambientale, una società aperta, solidale, multietnica.

La crisi economica e quella del clima sono figlie di una stessa radice, che si nutre di sprechi, disuguaglianze e dell’idea della totale assenza di limiti.
Oggi occorre ripartire dall’analisi dei problemi alla fonte, discutere seriamente di processi di decrescita e di miglioramento del ben-essere dei cittadini, continuare a dimostrare con esempi positivi i valori di cui la cultura ecologista è portatrice, dare risposte concrete alle difficoltà che ciascuno incontra quotidianamente.

Tutte le altre forze politiche sono prive di alternative credibili a questo sistema, ed anche di fronte ad uno dei suoi periodi più neri continuano a prescrivere la stessa medicina della crescita, prefigurando così una società caratterizzata da diseguaglianze sempre più forti.
Oggi più di ieri è necessario mantenere una autonomia che liberi i Verdi da etichettature politiche improprie e permetta di iniziare un nuovo percorso, partendo dai gruppi che lavorano localmente e ottengono i consensi che meritano.

Approfondimenti: Programma elettorale Verdi Alto Adige + Liste Civiche

5 risposte a “Più lento, più bello, migliore”

  1. Molto bello anche il simbolo.
    La colomba su fondo verde appare più incisivo e accattivante che il sole che ride.

  2. @ Sofia:
    In Alto Adige si è appena votato. I Verdi hanno preso il 5.8%, assieme con alcune liste civiche ma fuori dalla Sinistra Arcobaleno.

    Sono partito da questo dato per fare una analisi del futuro dei Verdi: a mio parere è assolutamente necessario che i Verdi tornino ad avere una loro collocazione autonoma, anche perché ritengo che il loro programma sia diverso da tutte le altre forze politiche.

    Poi si possono cercare alleanze (ma fuori dal simbolo) per governare, ma questo è un altro discorso.

    Spero di essere stato chiaro, altrimenti fammi una domanda più specifica.

  3. Concordo perfettamente con quello che ha scritto Alessandro. La collocazione politica secondo me ha creato solo danni, il doversi allineare, a volte malgrado, a pensieri politici dettati da altri ha portato a confusione da parte degli elettori. In particolar modo gli estremismi, hanno creato nella gente comune
    un senso di rifiuto verso i Verdi.
    Mi sono sentito umiliato in piu’ di una occasione, ascoltando le voci di contadini, agricoltori, semplici cittadini, i quali associandoci a “terroristi, brigatisti e comunisti” ci hanno deriso e schifato.
    Credo sia arrivato il momento di “frenare le gambe” e far funzionare il cervello.
    Un saluto

  4. @ Luca:
    Non credo che la collocazione autonoma possa far sparire la diffidenza, spesso dettata da ignoranza, verso i Verdi.

    Solo due esempi: capita spesso che la gente confonda l’ufficio verde del comune (che si occupa di alberi) con il partito dei verdi, e chiami nelle nostre sedi per lamentarsi della resina dei pini. Altri, invece, credono alla favola dei verdi che lanciano le vipere dagli elicotteri.
    O ancora i call center delle multi-utility che rispondono ai cittadini che chiamano arrabbiati per le zanzare che la colpa è dei verdi che non vogliono le disinfestazioni (uno scaricabarile molto comodo).

    Sembrano follie, ma anche in casi meno estremi veniamo accusati di cose che non sono nemmeno lontanamente plausibili, anche perché rappresentiamo un modo di vedere scomodo a tanti, che hanno solo l’interesse nel diffondere certe falsità.

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