Antonio Canova e il suo tempo: incontri culturali ad ingresso gratuito

Sincronie – Incontri culturali ad ingresso gratuito presso la sala del Refettorio dei Musei San Domenico di Forlì.

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domenica 1 febbraio 2009 ore 16.30
ROBERTO CRESTI
Antonio Canova: la linea del bello
fra il pensiero e l’antico
L’opera di Antonio Canova è solitamente associata al gusto
neoclassico come una ripresa di modelli scultorei greci ed
ellenistici. Ma l’orizzonte storico nel quale essa si inscrive,
ovvero, per la massima parte, il secolo XVIII, è dominata
anche dagli sviluppi della scienza nata nel secolo precedente,
e soprattutto dal modello cosmologico della fisica di Galileo
e di Newton. Tenuto conto anche di questo aspetto del
tempo in cui Canova si formò e svolse il proprio ufficio di
scultore, il neoclassicismo assume nella sua opera valenze
che non si possono restringere solo alle dinamiche dell’arte
e del gusto.
Roberto Cresti è docente di Estetica e di Filosofia
dell’Immagine all’Accademia di Belle Arti di Macerata e
docente a contratto di Storia dell’Arte Contemporanea
all’Università di Macerata e in Master dello stesso ateneo.
Da oltre quindici anni è conduttore, in varie città d’Italia,
di cicli di conferenze di storia dell’arte antica, medievale,
moderna e contemporanea e di seminari di aggiornamento
per insegnanti. Saggista, traduttore, è autore di cataloghi di
mostre d’arte e di altre pubblicazioni nell’ambito dell’estetica
e della critica.

domenica 8 febbraio 2009 ore 16.30
LUCIA CAPITANI
La bellezza in movimento:
Canova e la danza
La danza è uno dei temi privilegiati da Antonio Canova
come dimostrano numerose statue, rilievi, disegni e tempere.
Era un’arte che appassionava lo scultore, come ricordano
i biografi e come si evince dall’assidua frequentazione degli
spettacoli teatrali documentata nei giovanili Quaderni di
viaggio.
Per comprendere le motivazioni di tale scelta iconografica
e poetica è necessario seguire l’evoluzione della danza fra
Sette e Ottocento, ricreando l’atmosfera respirata da
Canova, e mettere in evidenza come la figura danzante
all’interno dell’estetica neoclassica divenga immagine per
eccellenza della Grazia, della “bellezza in movimento”.
La “modernità” di Canova consiste nel corrispondere
all’orizzonte di attesa del suo pubblico accogliendo la sfida
a trasferire le qualità specifiche della danza -cioè il movimento
e la successione temporale- all’arte scultorea, per tradizione
concepita come squisitamente statica.
Lucia Capitani si è Laureata in Lettere presso l’Università
di Pisa con una tesi di Storia dell’arte Moderna
sull’emblematica gesuita nel Seicento, relatore il prof. R.P.
Ciardi, ha dedicato gli anni della specializzazione e del
Dottorato agli studi canoviani conclusi nel 2004 con il
lavoro intitolato “La bellezza in movimento. La scultura di
Canova tra mimica, danza e recitazione”, relatore Prof. A.
Pinelli.
Autrice di numerose pubblicazioni, ha collaborato con la
Scuola Normale Superiore e la Soprintendenza di Pisa
nell’ambito dell’applicazione delle nuove tecnologie ai Beni
Culturali. Dal 2005 è docente di storia dell’arte presso il
Liceo Classico Machiavelli di Lucca.

domenica 15 febbraio 2009 ore 16.30
FEDERICA GIACOMINI
Gli ateliers di Canova,
Thorvaldsen e Camuccini:
metodi produttivi e strategie
promozionali nella Roma neoclassica
In un’età che vede la figura dell’artista emanciparsi dalla
stretta dipendenza dal committente e al contempo acquisire
un sempre più consolidato status sociale, verranno tratteggiati
l’organizzazione, l’assetto e la funzione degli ateliers dei tre
principali artisti attivi a Roma nei primi decenni
dell’Ottocento. Particolare attenzione sarà dedicata ai metodi
creativi, sia della scultura che della pittura, e al ruolo
promozionale svolto dai luoghi di lavoro per artisti sempre
più consapevoli del proprio prestigio.
Federica Giacomini si è diplomata come restauratrice di
dipinti e materiali lapidei presso l’Istituto Centrale del
Restauro nel 1994. Nel 1999 si è laureata in Lettere (Storia
dell’Arte) presso l’Università La Sapienza di Roma e nel
2005 ha completato il dottorato di ricerca presso la facoltà
di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università della
Tuscia. Associa all’attività di restauratrice, lo studio delle
tecniche esecutive e della storia del restauro e della tutela,
con particolare interesse per il Settecento e l’Ottocento,
argomenti su cui ha pubblicato diversi contributi. Collabora
con l’Università La Sapienza ed insegna Storia delle tecniche
esecutive e Storia e teoria del restauro presso l’Istituto
Universitario americano IES a Roma.

domenica 22 febbraio 2009 ore 16.30
PAOLA GORETTI
L’antico alla moderna:
per un’eleganza neoclassica
Nelle infinite declinazioni a cui il termine di “classicismo” sembra
ricondursi, quello piu’pertinente accorpa i concetti di bellezza,
grazia, proporzione, misura, armonia, occupando l’intero arco
della percezione estetica occidentale; la sua eleganza è normativa,
sobria e virtuosa, magari sorretta dal guizzo di un certo non so
che, o da quella sprezzatura che ostenta la naturalezza negando
lo sforzo per compierla.
Così, lo stupefacente andamento disadorno del guardaroba
neoclassico spazza via secoli di ostruzionismo corporeo. La
grammatica del nuovo stile –sostenuta dalle nascenti riviste di
moda- prende le mosse da un’ispirata anticomania che colpisce
il cuore del revival settecentesco: il vagheggiamento d’oriente
si mescola al sogno delle rovine mediante i travestimenti alla
pompeiana. Il fervore assegnato alle febbri archeologizzanti
diventa inarrestabile; l’antico non è piu’ solo desiderato, disegnato,
collezionato: ora bisogna anche indossarlo e con esso decretare
una garanzia di modernità democratica.
Di impronta sostanzialmente istituzionale e ufficiale, esso incarna
talvolta anche il suo contrario; il gusto neoclassico si mescola
ai tratti di una visionarietà antinormativa, che fa dell’anticomania
persino la forma celebrativa del dissenso, di quella controrivo-
luzione sensuale che si colloca nel cuore stesso della vampata
rivoluzionaria contemporanea.
Paola Goretti, antichista, professore di Storia del Costume presso
L.UN.A (Libera Università delle Arti) Bologna, lavora ai sistemi
di “umanità vestita” mediante l’uso di fonti intrecciate. Già
docente di Scenari presso l’Università dell’Immagine di Milano
(1998-2005), di Estetica della moda presso l’Università di Rimini
(2002-2003), di Iconografia teatrale presso l’Università di Bologna
(2000-2002), visiting professor di numerosi atenei, ha pubblicato
una trentina di saggi sul costume di età medievale, moderna e
contemporanea, curando mostre, convegni, servizi alla didattica.
Ha collaborato a progetti di ricerca per istituzioni nazionali e
internazionali. E’ esperta di integrazione sensoriale e di cultura
dell’estetica, a cui ha dedicato gran parte dell’attività scientifica.

venerdì 6 marzo 2009 ore 21.00
GIOVANNA CAPITELLI
Canova e il ritratto: dalla Paolina
Borghese al George Washington
Il potere normativo della proposta estetica di Antonio
Canova è ampiamente dimostrato dallo straordinario seguito
incontrato dai suoi ritratti nella cultura figurativa occidentale
della prima metà dell’Ottocento. Dall’icona della napoleonide
Paolina Borghese al fallimentare monumento americano a
George Washington, la conferenza analizzerà la ricezione
contemporanea della ritrattistica canoviana in pittura,
scultura, nelle arti applicate e nelle fonti a stampa, illustrando
una galleria di principi, pontefici e aristocratici tra Rivoluzione
francese ed età di Restaurazione.
Giovanna Capitelli è professore associato di Storia dell’arte
moderna presso l’Università della Calabria. Specialista di
cultura figurativa dell’Ottocento a Roma, ha pubblicato
numerosi contributi sul sistema delle arti negli stati-preunitari
italiani e sulla pittura sacra in età di Restaurazione. Ha di
recente curato con Carla Mazzarelli il volume La pittura di
storia in Italia. 1785-1870. Ricerche, quesiti, proposte (Silvana
Editoriale, 2008).

venerdì 20 marzo 2009 ore 21.00
MARCELLO VERDENELLI
Note e percorsi sul neoclassicismo
di Ugo Foscolo
L’incontro si prefigge di approfondire, in riferimento a certi
precisi esiti letterari, la dinamica nel corso del tempo di
certo registro neoclassico nella scrittura foscoliana; colta,
tale dinamica, a partire dai primi movimenti di quella poetica
foscoliana fino ad arrivare a un’opera come le “Grazie”,
che rappresenta, in rapporto soprattutto a una più diffusa
atmosfera artistica dell’epoca, non solo uno dei punti più
alti e moderni della vocazione foscoliana in questa direzione,
ma anche un esempio tra i più riusciti e importanti di
interazione fra mondo letterario e mondo artistico, secondo
una sensibilità quale quella che si venne sviluppando in Italia
tra fine Settecento e inizio Ottocento.
Marcello Verdenelli è docente ordinario di Comunicazione
letteraria e Lingua letteraria e linguaggi settoriali presso la
Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di
Macerata. Ha al suo attivo numerosi saggi e libri di critica
letteraria.Tra i suoi ultimi lavori ricordiamo: Le architetture
di “Palazzo Bello”. Saggi leopardiani (2000); O poesia tu più
non tornerai. Campana moderno (2003); Dino Campana:
“una poesia europea musicale colorita” (2007); Foscolo:
una modernità al plurale (2007).

Antonio Canova e il suo tempo
Ideazione e organizzazione:
TRE CIVETTE Società Cooperativa
sede operativa: Via Maldenti n° 18 – Forlì
www.cooptrecivette.com – info@cooptrecivette.com
www.animegrafiche.it

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