Caro Brunetta, per favore la smetta

Non conta più cosa si fa, ma come lo si dice. Così con cadenza e frequenza scientifica il ministro (ahimè) Brunetta rilascia dichiarazioni molto offensive su qualche categoria di lavoratori, per attirare il consenso di tutti gli altri (in modo che la ricerca del capro espiatorio faccia puntare il dito sempre altrove).
Ieri è riuscito in due imprese incredibili. Primo, ha detto che la valutazione sui dipendenti seguirà le orme di Ebay: “Chiunque di voi abbia comprato qualcosa lì sa che alla fine della transazione compaiono tre freccette”. Caro ministro, chiunque abbia comprato su Ebay sa che lì non esistono freccette, ma valutazioni su ogni aspetto dell’asta ed un campo testuale per i commenti.

Poi è riuscito ad offendere due categorie di lavoratori contemporaneamente: “Il tornitore alla Ferrari ha il sorriso e la dignità di dire al figlio che cosa fa, l’impiegato al catasto, i professori, i burocrati no”. Caro ministro, se fosse vero che professori, impiegati del catasto e dipendenti pubblici si vergognassero di dire al figlio il loro mestiere forse ci sarebbe veramente qualcosa da sistemare, partendo magari dai sogni costruiti dei più piccoli dati dai dibattiti stupidi in TV. Di certo non gioverebbe in alcun modo il suo populismo.

Sono certo che qualche italiano si debba vergognare, a partire da quelli che per ambizione personale sfruttano i mal di pancia.

3 risposte a “Caro Brunetta, per favore la smetta”

  1. Io sono un dipendente Statale e mi vanto col mio lavoro di contribuire al funzionamento della macchina amministrativa.Piuttosto il ministro Brunetta si dovrebbe vergognare (ammesso che conosca cosa sia il pudore) di infangare una categoria di cui lui stesso è al vertice.Le sue esternazioni offendono non solo la dignità di chi lavora e guadagna uno stipendio misero rispetto ai tanti signorotti e padroni che si accampano al governo ma offendono anche la logica che vorrebbe vederci uniti in un momento critico per i molti.
    Devo pensare che le affermazioni di Brunetta facciano parte di un programma governativo che mira e screditare il lavoro pubblico e a delegittimarlo in maniera da trasferire tutte le funzioni del pubblico al privato (naturalmente a favore di imprese con manovalanza sottopagata che erogano servizi pubblici tutte riconducibili alla corte di Berlusconi).Del resto stiamo già assistendo a un trasferimento di funzioni e competenze (specie quelle in cui si richiede esborso di denaro da parte dei cittadini
    ,vedi riscossione crediti riscossione cartelle e pagamento multe).
    Per avere mano libera nel processo di spolpamento del pubblico si mira a denigrare categorie di lavoratori che in realtà si trovano a soffrire delle inefficienze del sistema (vedi mancanza di forniture finalizzate all’espletamento del lavoro o mancanza di coordinamento).In questo modo questa classe politica si sta impadronendo attuando la tattica dell’antica Roma “dividi et impera” di tutto l’apparato pubblico offrendo per giunta gli stessi servizi a un costo sensibilmente maggiore.La vergogna dell’Italia è che certe persone occupino un posto di amministratori dell’interesse pubblico mentre in realtrà altro non fanno che pensare ai propri affari privati,ai propri guadagni o come nel caso del capo dei capi a sfuggire ai processi e alle condanne della magistratura.La vergogna è che a politici inquisiti si rifiuti l’autorizzazione a procedere mentre sarebbe civiltà che gli amministratori corrotti lasciassero il proprio incarico

  2. Concordo perfettamente, ma aggiungo una cosa;
    Un proverbio dice:
    “Si sgrida il figlio per redarguire la nuora”.
    In realta’, questa crociata contro gli statali e’ assolutamente
    patetica, un pretesto per non risolvere i veri problemi.
    Io che sono un lavoratore autonomo, dovrei gioire, secondo il ministro, che la colpa sia degli statali. In realta’ serei felice solo se fossi completamente scemo, perche’ il furbetto non ci pensa minimamente a rivedere gli Studi di Settore del comparto industriale.
    Gli studi di settori sono i principali responsabili della crisi dell’industria perche’ impediscono lo sviluppo (non puoi comprare attrezzatura) impediscono l’acquisto di nuove tecnologie (materia prima) e sistemi di sicurezza.
    Smettiamola di scuotere la testa di fronte alle stragi sul lavoro.
    Lo studio di settore impedisce l’acquisto di sistemi di sicurezza
    (sono considerati beni strumentali) per ogni euro di acquisto,
    deve corrispendere una fatturazione superiore di 4volte (fonte CNA)
    come dire, se io eseguo una installazione con tutte le misure di sicurezza, devo chiedere al cliente piu’ del doppio di quanto pattuito.
    Ecco perche ogni giorno, poveracci, qualche povero operaio ci lascia le penne. E migliaia di loro e’ a forte riscio.
    Ma io sono contento, “perche l’assenteismo tra gli statali e’ diminuito”.
    Ministro vai a farti uno sciampo.

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