Elezioni: La gelosia delle idee

Io sinceramente non capisco tutta questa rabbia di chi ha sempre sostenuto alcune idee ed oggi le vede condivise da avversari politici. Alcune delle idee per le quali ho lavorato per anni quasi in solitudine oggi sono patrimonio comune, come ad esempio l’uso del software libero. Se l’obiettivo è il cambiamento, e non il proprio timbro, quando una battaglia fa cambiare idea agli altri è già mezza vinta.

Se nel 2004 ci fossero stati più sostenitori del porta a porta, e più voti a chi lo chiedeva, oggi non avremmo un nuovo inceneritore. Questo è un dato oggettivo. Ma oggi, che senso ha arrabbiarsi se altri hanno cambiato idea?

Qualcuno arriva ad accusare di ipocrisia Balzani perché da mesi si è impegnato su questo tema. Per queste persone sarebbe stato forse meglio che il candidato con più probabilità di essere eletto sindaco non si impegnasse su questo fronte? Mi pare una follia.

Non a caso Bulbi e Lucchi, candidati come presidente in Provincia e Sindaco a Cesena, non l’hanno inserito nel proprio programma. Perché il programma è un impegno e gli impegni non rispettati si pagano. Semplicemente loro non lo vogliono fare. Infatti, per coerenza, i Verdi in questi due casi hanno deciso di presentarsi fuori dalle coalizioni che li sostengono.

Che senso ha questa lotta così affannata contro l’unico che si avvicina alle proprie idee, e la quasi totale indifferenza verso chi invece ha autorizzato veramente l’inceneritore o chi si candida senza voler migliorare la gestione dei rifiuti?

Chi riceve un’idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia; come chi accende la sua candela con la mia riceve luce senza lasciarmi al buio. (T. Jefferson)

7 risposte a “Elezioni: La gelosia delle idee”

  1. penso che succede troppo spesso nell’agire politico che si perda di vista l’obbiettivo.
    Il mezzo, l’azione propria e del proprio gruppo, diventa il fine.

  2. L’accusa di ipocrisia è lecita se consideri il contesto temporale in cui avvengono questi “cambiamenti di rotta”, SOLO ed esclusivamente in campagna elettorale. Poi si sa, gli impegni una volta eletti si stemperano, si comincia a dire “entro la legislatura”, poi “dobbiamo concertare la cosa in tutta la provincia” ed altre amenità che abbiamo sentito fin troppe volte.

    Balzani non deve dire “VEDRETE CHE IO LO FARO'”, ma deve dire “MI IMPEGNO PER CONVINCERE IL MIO PARTITO, I MIEI CITTADINI, E I GRUPPI POLITICI NELLE CITTA’ VICINE CHE QUESTA E’ UNA STRADA DA PRENDERE SUBITO E CON CONVINZIONE”.

    Uno che dice “farò tutto io, vedrai”, ti deresponsabilizza (vedi psiconano), uno che dice “convincerò tutti gli altri a farlo con me”, ti lascia coinvolto nel processo decisionale.

    Ipocrisia significa dire una cosa senza essere convincenti che in questa cosa ci si crede veramente, e sotto campagna elettorale non c’è niente di più facile.

    Non è gelosia delle idee.

    1. Guarda che Balzani dice esattamente questo: la coalizione oggi si è assunta questa responsabilità, ma non è tutta vinta, una parte di città sarà inizialmente contraria e sarà da convincere.

      Non ha mai parlato di “entro la legislatura”, nel programma c’è scritto che si parte subito (e tra l’altro per un pezzetto di città è già previsto, ricordi?)

      Non dice “io lo farò” per deresponsabilizzare gli altri, ma semplicemente per sottolinare che Rondoni non ne vuole sapere, e gli altri che lo dicono non avranno gli strumenti per farlo, dall’opposizione.

      Le elezioni sono il momento dei programmi. E’ ovvio che in queste occasioni i programmi si ridiscutano, anche perché ci si confronta con le altre forze della coalizioni. E, se permetti, un minimo di merito ce l’abbiamo.
      Faccio l’esempio del programma della Masini precedente. Diceva 50% di raccolta differenziata entro il mandato. Sappiamo che non l’ha ottenuto, ed oggi questo è stato uno dei motivi che ha contribuito alla scelta di cambiare Sindaco, dopo solo un mandato, cosa che non era accaduta mai in 40 anni.

      Una domanda: Zoffoli, a Forlimpopoli, non lo aveva neppure promesso nel programma e lo ha fatto. E’ anche lui del PD, ma grazie al sostegno di chi ci credeva ed ad un impegno suo personale che tutti gli riconoscono c’è riuscito.
      Perché lui ora gode della fiducia del comitato, che lo ha invitato più volte alle iniziative pubbliche, e non Balzani? Solo per la propaganda elettorale?

      1. Posso anche sottoscrivere quanto dici, ma non certo che il porta a porta sia stato uno dei motivi che abbia spinto la Masini a perdere le primarie. Conta sicuramente di più il fatto che a sentirli parlare uno a fianco all’altro, culturalmente c’è un abisso. Anche dal lato delle capacità di comunicazione stravince. La Masini aveva come unico punto a favore quello di essere sindaco uscente.

  3. “ipocrisia indica l’incoerenza voluta tra azioni svolte e valori enunciati tacitamente o esplicitamente. Per ipocrita si definisce la persona che afferma una determinata idea e poi si comporta in una maniera contradditoria ad essa”
    quando si usano le parole bisogna anche conoscere il significato.

    si può parlare di ipocrisia solo dopo che si è compiuto delle azioni, tali da dimostrare la mancanza di coerenza con gli impegni presi in precedenza.

    Speriamo che l’azione di disturbo condotta con tanto impegno, anche di denaro, non crei danni alla candidatura di Balzani e tutti i suoi detrattori “anticipati”, per pregiudizio, debbano riconoscere l’errore, se ci riescono.

    1. Dato che fatti concreti da valutare non se ne possono attribuire a Balzani, in quanto new entry (ma al suo staff si!), rimane pur sempre l’accezione “psicologica” della parola:

      http://it.wikipedia.org/wiki/Ipocrisia

      “L’ipocrisia psicologica è generalmente interpretata dai teorici come un inconscio meccanismo di difesa più che un volontario inganno”

      Non capisco dove stia questa azione di disturbo condotta con tanto impegno, anche di denaro… da quando in quà l’esercizio della democrazia è un “disturbo” ? Spero di avere interpretato male le tue parole, Fausto.

  4. Carissimi,
    forse il mio intervento è un pò fuori dall’argomento e me ne scuso.

    Se ci pensiamo bene la gelosia della propria posizione è uno dei mali della politica oggi e possiamo dire che si traduce nel non condividere, anzi, nel criticare sempre e a priori l’altra parte.

    Questo è il modo di portare avanti tutte le battaglie.
    Ma battaglie contro cosa e contro chi?
    Il bene comune, la risoluzione di problemi quali la delinquenza, la perdita di posti di lavoro, la ricerca di un ambiente più sano e vivibile non dovrebbero essere temi condivisi da tutti?

    Ognuno cavalca la propria onda e ricorre il proprio “target”.
    Non sarebbe opportuno imparare ad attingere anche dalle esperienze e visioni di chi ci vive accanto senza barricarsi nella propria torre?

    Se è vero che “saggio è colui che ammette i propri errori” mi sà che politica e saggezza siano ben lontane, eppure per governare ce ne vorrebbe tanta!

    Meditiamo su questo e capiremmo la disaffezione della gente alla politica.

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