Il Digitale terrestre è una tecnologia costosa, limitata, già obsoleta

Ho scritto più volte in tempi non sospetti, che il digitale terrestre è una tecnologia inutile. Di solito si cambiano le abitudini (e gli elettrodomestici) per andare verso sistemi migliori, mentre il digitale terrestre non è altro che un tentativo di mantenere lo status quo della comunicazione radio-televisiva (pochissime reti in mano a pochissime aziende).
Oggi si potrebbe fare molto altro, a partire dal satellitare in chiaro per finire alle web TV.

Una cosa positiva è che finalmente anche qualche grosso quotidiano inizia a mettere in dubbio questa tecnologia:

Digitale terrestre, prime sconfitte – Corriere della Sera

per mantenere molti trasmettitori attivi ci vuole l’energia che illuminerebbe una città
Gli esperti tv: «Tecnologia costosa, limitata, obsoleta» Esperienza difficile in Sardegna. E si guarda al satellite

8 risposte a “Il Digitale terrestre è una tecnologia costosa, limitata, già obsoleta”

  1. Ciao, anche io ho letto l’articolo del Corriere e ho trovato conferme di quello che da molte parti (Beppe Grillo ecc.) si dice da anni. Purtroppo l’informazione mainstream è troppo ingessata per accorgersi delle novità vere e troppo bloccata da interessi (politici, economici).

  2. Il problema della TV in rete è anche l’assenza di uno standard unico. Servirebbero dei “decoder” che si attaccano ad internet e permettono di scegliere tra migliaia di canali diversi.

    Ovviamente Youtube e questi servizi non possono pretendere di soppiantare la televisione, ma con una organizzazione diversa potrebbe essere tutto fattibile.

    Per esempio si potrebbero guardare film ad 1€ a scelta tra migliaia di titoli, comodamente seduti, senza andare al videonoleggio.

    Sono convinto che gli introiti per i produttori sarebbero ancora maggiori di quelli attuali, nonostante costi più bassi.

  3. ronchi alessandro esperto in comunicazione…………..comunicati con i sardi..poveri deleritti obligati dalla comunita’ europea per primi ad usare solo il digitale terrestre costretti ormai ad osservare 50 60 canali televisivi in digitale terrestre …….molti dei quali il 90% fuori dal possibile controllo dell’odiatissimo presidente del consiglio.
    ti chiedo se è vero che i bugiardi hanno le gambe corte.
    ciao poi con calma dimmi che cosa dicono i sardi, gli opinionisti troppo politicamente coinvolti, spesso sono intelletualmente molto piu’ bassi di brunetta, che per quello che dice e che fa’ dovrebbe essere alto almeno un metro e novanta..
    orlando

    1. L’articolo parla proprio anche dei problemi in Sardegna:

      La messa in opera del Dtt è in sofferenza, come testimonia la Sardegna, dopo lo switch off di ottobre, lo spegnimento della tradizionale tv analogica e il passaggio coatto alla nuova tecnologia. In molte zone ci sono seri problemi di ricezione: non si vede ancora il nuovo ma non si vede più neanche il vecchio. Della nuova situazione ha approfittato Sky, aumentando il normale trend dei propri abbonamenti sull’isola.

      Lascio stare tutti gli altri vaneggiamenti su Brunetta, gli opinionisti politici (???) ed i 60 canali televisivi non berlusconiani.

      Probabilmente hai fatto solo un bel sogno.

      1. In Valle d’Aosta il digitale non funziona e Sky gongola; si teme il giorno dello switch off anche se, in fondo, potrebbe essere il primo passo x fare a meno della tv.

        1. Non penso che la soluzione sia la fine della TV, comunque il satellitare è già un grosso passo in avanti, anche perché si possono inserire migliaia di canali anche fuori SKY.

  4. Non avevo pensato ai costi energetici dei trasmettitori.
    Essendo una trasmissione broadcast digitale a banda larga in effetti dovrebbe consumare una quantità di energia spaventosa, soprattutto per il fatto che deve potere funzionare con antenne convenzionali, non ottimizzate per la ricezione digitale, quindi per sopperire allo scarso rapporto segnale/rumore DEVONO probabilmente trasmettere con una portante di intensità mostruosa, e relativo inquinamento elettromagnetico.

    Nessuno è in grado di quantificare:

    1) Il campo elettrico in V/Metro in prossimità delle trasmittenti
    2) Una stima sui KWatt che ogni trasmettitore in band UHF dovrà sputare fuori per garantire la medesima copertura del segnale analogico.

    Il satellitare non ha di questi problemi, sono sufficienti pochi watt per coprire una ampia fetta della superficie terrestre, con costi energetici irrisori (i satelliti vanno ad energia solare)

    Non è escluso che il digitale terrestre sia uno spreco di energia e di risorse COLOSSALE.

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