Referendum: se vincono i sì nessuna nuova legge

Chi dice che una vittoria del referendum sulla legge elettorale porterà ad una nuova legge, con la cancellazione del Porcellum, dice una falsità. Anche Di Pietro ha cambiato idea, probabilmente ha finalmente capito che una vittoria dei sì peggiorerebbe la legge, lasciando inalterate tutte le storture (niente preferenze, premio di maggioranza per regione al Senato) ed aggiungendo la possibilità di governare con una minoranza dei voti.

Un sì al referendum senza una corretta revisione della legge elettorale consegnerebbe le chiavi del sistema Paese ad un partito unico di matrice fascista. (DI Pietro)

Peccato che Di Pietro sia uno dei firmatari del referendum in questione, ed un promotore fino al 21 Aprile scorso !!!

Dichiarava, al raggiungimento del numero necessario di firme:

“Mentre le cicale della politica parlata continuano a cincischiare sul da farsi noi dell’Italia dei valori, formiche operaie del referendum, contribuendo fattivamente alla raccolta delle firme, abbiamo lanciato il cuore oltre il nostro partito accettando anche di morire politicamente pur di far rivivere la governabilità del Paese e la supremazia delle istituzioni”

Quando si dice la coerenza!

Tornando alla possibilità di una nuova legge, per evitare dubbi ad esplicita domanda sia Capezzone (portavoce PDL) sia Chiti (Vice Presidente del Senato) hanno seccamente smentito la possibilità di una nuova legge dopo la vittoria del referendum.

Ora, quindi, le carte in tavola sono scoperte.
Sappiamo cosa chiedono i quesiti del referendum, sappiamo cosa vogliono i promotori, sappiamo cosa succederà se vinceranno i sì.

21 risposte a “Referendum: se vincono i sì nessuna nuova legge”

  1. Certo che il referendum non elimina il porcellum, occorre però sottolineare che GIA ORA in senato è possibile la vittoria a chi ha preso meno voti globalmente, dato che la ripartizione è regionale, come infatti è già accaduto al senato nel 2006. L’unica cosa che cambia è che il premio di maggioranza viene dato al partito e non più distribuito sulla coalizione.

    Persino Benito Mussolini non aveva osato tanto, dato che per avere il premio di maggioranza occorreva avere superato almeno il 25% delle preferenze proporzionali.

    Però occorre anche pensare ai lati positivi, primo fra tutti SI DISINCENTIVANO LE COALIZIONI, e questo è un bene, così molti piccoli partitini potranno o sparire o aderire a una formazione più grande, senza l’ipocrisia della coalizione, che sappiamo sempre durare il tempo di una stagione.

    Sono veramente dispiaciuto che persino i verdi non sappiano sottrarsi a logiche di politica di bottega, vedendo solo il proprio tornaconto, perdendo di vista l’insieme.

    La volete cambiare la legge elettorale oppure no ??

    Se passa il referendum, il gioco si incrina, e una riforma appare possibile, se non passa NON LA CAMBIERANNO MAI.

    Invito pertanto tutti ad ANDARE A VOTARE al referendum, magari votando NO se vi fa paura un premio di maggioranza assoluto, ma smettetela per favore di menarla con il boicottaggio antidemocratico di uno dei pochi diritti che ci restano come cittadini.

    1. >Però occorre anche pensare ai lati positivi, primo fra tutti SI DISINCENTIVANO LE COALIZIONI, e questo è un bene, così molti piccoli partitini potranno o sparire o aderire a una formazione più grande, senza l’ipocrisia della coalizione, che sappiamo sempre durare il tempo di una stagione.

      Un bene? Direi di no.
      Per aver stabilità è possibile dare il premio di maggioranza (magari il 51%) al partito con più voti DELLA COALIZIONE.
      In questo modo ci sarebbe sia stabilità che rappresentatività.

      >Se passa il referendum, il gioco si incrina, e una riforma appare possibile, se non passa NON LA CAMBIERANNO MAI.

      Ma anche se passa, non è detto che cambino la legge IN MEGLIO, vista la maggioranza.

      >Invito pertanto tutti ad ANDARE A VOTARE al referendum, magari votando NO se vi fa paura un premio di maggioranza assoluto, ma smettetela per favore di menarla con il boicottaggio antidemocratico di uno dei pochi diritti che ci restano come cittadini.

      Su questo sono concorde. :-)

    2. Caro Paolo, non è una cosa da poco il fatto che dalla coalizione il premio di maggioranza passi al partito. E’ il motivo per il quale questa proposta è inaccettabile!!!

      Non si disincentivano le coalizioni, si fanno sparire.

      I partiti si possono ridurre con un quorum del 3%. Pensa alla Germania o alla Svizzera, dove esistono diversi partiti, c’è un governo stabile ed a nessuno viene in mente di fare una cosa del genere!

      Caro Paolo, ti stimo ma su questa partita proprio non hai capito per nulla l’importanza e la gravità della situazione.

      Non è una questione di bottega o piccoli interessi, la democrazia si basa sulla pluralità della scelta e tu proponi di eliminarla. Io sono per un governo alla tedesca e non uno all’americana, se anche sparissero i Verdi (cosa che sinceramente ritendo poco auspicabile) la cosa importante è mantenere una forma di governo democratica.

      Lascia perdere la questione del quorum, che è stata bellamente ignorata quando si doveva difendere la legge sulla procreazione assistita.

    3. come no, è come se il tacchino corresse al pranzo di Natale.

      Non scherziamo, il referendum può portare solo al peggioramento del porcellum, chi è contrario a ciò che propone il referendum sta a casa e basta.

      1. Stare a casa è lecito.
        Costringere gli altri a starsene a casa (o spostare le date per rendere scomodo andare a votare) è tutta un altra cosa.

        Sarebbe come se spostassero per legge un primo maggio che cade di giovedì alla domenica, tanto per impedire alla gente di fare il ponte.

        Sarebbe una bastardata, no ?

        1. Qui non si costringe nessuno.

          Non consideri che sarebbe diventato quasi impossibile nel caso le date coincidessero votare per 7-8 schede contemporaneamente, e dire alle persone di non ritirarne 2.

          Pensa alle persone anziane, che già si confondono con 3-4 schede.

          L’espressione del voto deve essere semplice. Se la gente andrà al mare invece di perdere un minuto per votare non avrà esercitato un diritto.

          La cosa importante è che questo diritto ci sia e non ci siano impedimenti.

  2. Alessandro (riferito a Di Pietro): “Quando si dice la coerenza!”
    “Solo gli stupidi non cambiano mai idea” (cit.)

    Per quanto riguarda il referendum, per i primi due punti, così come sono stati proposti, non mi vedono favorevole. Sarei stato favorevole se il premio (ma ridotto al 51%) andava al partito maggiore, ma della coalizione vincente.

    Invece è importante votare si al terzo referendum, il giochetto di candidarsi in molte circoscrizioni per poi lasciare il posto al secondo (per i più popolari) o di provare a proporsi e “almeno in uno riuscirò a passare” (per i meno votati) è un vecchio giochino che dobbiamo impedire di fare.

    Per il resto, in bocca al lupo per le elezioni. :-)

    1. Io penso che il voto dei cittadini non debba essere modificato artificiosamente. Il premio di maggioranza non può influire troppo sul voto, altrimenti tra questo ed il voto utile sparisce la democraticità data dalla pluralità delle posizioni.

      I tedeschi hanno un proporzionale con sbarramento, che penso sia il sistema migliore in assoluto.

      Sul terzo quesito potrei essere d’accordo, ma è come il dolcificante delle medicine, la priorità per ora non è quella.

  3. Sui primi due quesiti, non ho difficoltà Alessandro a darti ragione, io personalmente voterò NO sul premio maggioranza, e SI al divieto di candidature multiple (che è un malcostume evidente).

    Il punto però è un altro, indipendentemente dall’obrobrio di legge che verrebbe fuori, non possiamo dirci democratici e poi BOICOTTARE un referendum che ha visto centinaia di migliaia di persone apporre la propria firma per sostenerlo.

    Troppo facile usare la possibilità che la legge da di invalidarlo per mancanza del quorum, solo perchè si sostiene una parte. In questo i Verdi hanno sbagliato di brutto (come anche altri partiti del resto), invitando a NON andare a votare (ricordate Craxi che invitava ad andare al mare?)

    Invito pertanto i verdi, anzichè gioire per lo spostamento della data elettorale, minimizzando il risparmio di spesa che un accorpamento avrebbe provocato, a SOSTENERE IL REFERENDUM magari invitando a votare NO per le ragioni di cui sopra.

    Ma non a boicottarlo, altrimenti quando si tratterà di referendum in materia ambientale, o altri, se passa la linea che è MORALMENTE ACCETTABILE boicottare un esercizio democratico del popolo, la cosa gli si ritorcerà contro.

    Aspetto al varco i Verdi… nel dire “andare a votare per il NO”.

    1. Chi ha firmato il referendum non è stato informato correttamente. Tu stesso, che l’hai sostenuto, mi dicesti che sarebbe stata una riforma positiva. Ora hai cambiato idea.

      La legge prevede che deve votare la maggioranza degli italiani. Non c’è nulla di illegale e se permetti è anche opportuno che sia così: per lo stesso ragionamento se un 30% di persone votasse a favore del ritorno alla monarchia ed un 21% votasse no secondo te sarebbe giusto tornarci? Non sarebbe la maggioranza degli italiani a volerlo, ma il 30%.

      Io non ho gioito allo spostamento di data, avrei preferito che:
      a) nessuno lo presentasse
      b) che il Parlamento approvasse una legge in modo da superare il problema dei costi.

      Troppo comodo far leva sui costi, dopo averlo presentato!

      Tu stesso sei candidato per una lista civica, non dovresti gioire per l’eliminazione delle alternative ai 2 grandi partiti.

  4. E’ vero che la gente non è informata correttamente, ma perchè boicottarlo invece di informare correttamente la gente ? Solo perchè “sappiamo” che se vincesse il Si sarebbe peggiorativo ? Dobbiamo essere noi come partito a decidere se è peggiorativo o deve essere il popolo ?

    I padri della patria già avevano previsto che non si possa cambiare la costituzione a colpi di referendum, richiedendo una maggioranza qualificata e duplice approvazione di camera e senato (a distanza di sei mesi), pertanto il problema che tu dici non si pone.

    Non ho cambiato idea, la mia idea era di RISPETTARE il quesito referendario come lecito, la corte costituzionale non serve a questo ? Poi una volta informatomi avrei sicuramente votato NO comunque.

    La leva sui costi l’hai fatta tu, minimizzandoli per motivi opportunistici, chi ha paventato che il non accorpamento avrebbe aumentato i costi, aveva perfettamente ragione, non può essere tacciato di motivi opportunistici, se non l’intenzione di garantire la massipa partecipazione possibile al voto.

    Si, sono candidato ad una lista civica, pertanto NON ragiono come i partiti come potresti fare tu, se le istanze di carattere ambientale e una maggiore attenzione alla sostenibilità fosse portata avanti trasversalmente saprei rinunciare anche al mio orticello e scioglere il legame con una formazione che entra in politica SOLO perchè la politica NON FA il suo dovere. A questo servono le liste civiche, non a regalare un ennesimo partito alla società.

    Credo che il difetto principale dei Versi stia nella autoreferenzialità, non nelle battaglie che sostiene, che condivido interamente!

    Meno partiti, tutti un po più verdi e attenti all’ambiente, non la vedo poi così tragica, anche se a rinunciare all’orticello dovessi essere io (che comunque ho probabilità = 0 di essere eletto).

    1. Si è visto in questo Parlamento come tutti i partiti siano verdi.

      Non capisco la differenza che fai tra partito e lista civica, sono la stessa cosa a parte il fatto che il partito si presenta anche a livello nazionale.

      La leva sui costi è fondamentale, perché il dibattito è stato per 2 mesi incentrato sui costi delle elezioni.

      Tu pensi veramente che con questa informazione si potrebbe fare una informazione corretta?

      Mi spiace, ma la pensiamo in maniera diametralmente opposta su questo tema.

    1. Questo è un processo alle intenzioni che è semplicemente ridicolo, caro Paolo.

      Lo sanno tutti come sarebbero andate le cose, e tu se fai finta di non saperlo lo fai strumentalmente.

      Se ci fosse stato il dubbio non saremmo usciti dalla maggioranza.

  5. In questa diatriba, ancora una volta prevale + il gusto del fumo negli occhi che guardare balla sostanza delle cose.
    1) Giusto limitare il numero dei partiti, è x ciò basta e avanza lo sbarramento del 4%.
    2) Trovo altrettanto ragionevole politicamente puntare su coalizioni omogenee, e questo si può benissimo ottenere col sistema tedesco, non esclusa l’opzione di grosse coalition.
    3) Difendere questi referendum elettorali, a parte il terzo, significa abbandonare la posizione del Tafazzi e abbracciare quella molto + sconveniente del cornuto che sceglie l’evirazione x far dispetto alla moglie.
    4) Insistere nel voler difendere una soluzione Americana fondata sul bipartitismo, significa non voler aprire gli occhi sulla realtà e dare x scontato che lo stesso PD sia + univoco del vecchio Ulivo. Per di più non si tiene conto che una forzosa confluenza in un unico partito, oltre a non eliminare i conflitti interni, provocherebbe di fatto un limitato esercizio di voto solo x le lobby attive che vivono di politica. Esattamente come succede in America. Se questo è il nuovo, x difendere il diritto di rappresentanza, sono disposto a vendere molto cara la pelle di specie protetta: a cominciare col seppellimento dei primi 2 quesiti referendari con una valanga di no!
    5) Come non tener conto del fatto che in caso di vittoria dei referendum, sarebbe lo stesso Berlusconi a provocare la crisi di governo x dare finalmente attuazione piena alla repubblica piduista, e dare il definitivo calcio nei denti a chi fin’ora ha pietito un’inconcludente dialogo finalizzato esclusivamente alla difesa dei privilegi della Casta.

    1. A parte che la deriva P2-ista è già bella che compiuta, anche grazie alla maggioranza bulgara che comunque tuttora ha il presidente del coNiglio, sono anche io convinto che uno sbarramento più forte dovrebbe essere di aiuto, almeno su scala nazionale, non così invece su scala locale, dove occorre lasciare più partecipazione ai cittadini che intendono occuparsi del proprio territorio.

      Vorrei ricordare inoltre che si è vinto un referendum sul maggioritario nel lontanissimo 93 (Mariotto Segni) e nel 99 (non è passato il quorum per un soffio), dove si voleva togliere la quota proporzionale del 25% del “mattarellum”…. insomma, sembrava che tutti fossero per il maggioritario. Che è successo adesso ? Paura di Berlusconi ? Tutti hanno cambiato idea ?

      Azzardo un pronostico, il quorum NON si raggiungerà, la maggioranza sarebbe stata comunque per il SI a tutti e tre i quesiti, però il governo CADRA’ lo stesso da li a qualche anno, tanto è vero che MisterB ambisce di arrivare al colle, e se l’età anagrafica non l’aiuta non l’aiuta nemmeno l’incompatibilità fra essere presidente del consiglio e presidente della repubblica. A meno che non decida a maggioranza di fare coincidere le due cariche… fantapolitica ?

  6. Già! bella e compiuta grazie alla scelta maggioritaria di Veltroni.
    X fortuna che Berlusconi ha l’anagrafe che gli gioca contro. Diversamente altro che 50 anni di DC!

  7. Caro Alessandro.
    Dopo un po che ho deciso di informarmi meglio a proposito del referendum, non posso altro che convenire sul fatto che qualche ragione ce l’hai, soprattutto dopo che ho capito chi sono i promotori di questo referendum:

    http://www.byteliberi.com/2009/05/referendum-e-democrazia-rischio-quello.html

    Non è affatto popolare come volevano fare credere, il 90% dei firmatari sono del PD o del PDL. Rispetto comunque le centinaia di migliaia di italiani che hanno votato per sostenerlo, però è assolutamente importante che vinca il NO per i primi due quesiti.

    Altrimenti, la deriva autoritaria che si paventa può dirsi bella e che compiuta, poi una legge elettorale ce la possiamo solo sognare.

    Bisogna sapere cambiare anche posizione, di tanto in tanto, se emergono fatti nuovi. Grazie Alessandro!

    1. Guarda il grafico (allarmante) delle intenzioni di voto alle europee. Sono un po’ lo specchio dell’attuale consenso.

      http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=3403

      Il referendum taglierebbe tutta la parte dopo la prima riga, un 35-40% di elettorato che non troverebbe più una rappresentanza in Parlamento.

      Il problema di votare NO è che con un 30% di favorevoli ed un 20% di contrari vincerebbe la riforma.

      Quindi, ripeto, è meglio esprimere il voto stando a casa.

      Che, ripeto, è un modo per esprimere il voto, non uno strattagemma. Se gli italiani in maggioranza vogliono cambiare la legge, vadano a votare e si assumano la responsabilità di cambiare il nostro paese nella direzione voluta dalla P2.

      1. In ambito locale comunale sarebbe sicuramente una tragedia limitare il diritto di rappresentanza dei piccoli partiti, ma in ambito nazionale non sarebbe poi questa enorme tragedia che tu paventi. I piccoli partiti, coalizzati oppure no, possono fare poco comunque in ogni caso, come già ampiamente dimostrato nelle passate legislature. La vera rappresentanza secondo me ripeto andrebbe difesa con la spada in ambito locale. Se non incominciamo a colpi di referendum (l’unica arma oramai rimasta) a riportare il tema del sistema elettorale in auge, arriverà anche un futuro di “porcellum” per le elezioni amministrative, è solo questione di tempo. Allora davvero addio democrazia.

        1. La pensi così solo perché evidentemente ti interessa di più la politica locale di quella nazionale. Una rappresentanza del 3-4% riesce comunque a garantire, all’interno di una coalizione, che alcuni contenuti vengano rappresentati.

          Ad esempio con i Verdi al Governo non sarebbero mai stati ripristinati gli incentivi per gli inceneritori.

          E’ chiaro che con il 3% non si cambia il Paese, ma si possono introdurre piccole rivoluzioni che col tempo diventeranno patrimonio comune. Ad esempio sull’agricoltura biologica, che oggi tutti danno per scontata ma che vent’anni fa era patrimonio di una esigua minoranza (I verdi, appunto).

          La rappresentanza va difesa a tutti i livelli. I consigli comunali hanno un sistema elettorale ottimo, che permette rappresentatività e governabilità (proporzionale, premio di maggioranza di coalizione, voti di preferenza, quorum minimo contro l’eccessiva frammentazione).

          Se fosse lo stesso anche in Parlamento, saremmo un passo più vicini alla Germania.

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