A noi toccano i Castelli


Ieri sera ad Annozero, a fronte di giustificati motivi di preoccupazione di una signora (36 anni non possono etichettare più una “ragazza”) per l’occupazione, ma più in generale per la mancanza di qualsiasi certezza per il futuro delle ultime generazioni, Castelli ha di fatto preso per il culo l’intera generazione dicendo:

– Lei pensa che i nostri padri abbiano trovato la pappa pronta?
– Lei si lamenta delle classi di 30 alunni, io ero iscritto in una di 44 e non mi lamentavo…
– Io sono stato precario a vita, lei Mentana lo dica lei che è pure un precario…
– “Io mi alzavo alle 4 e andavo a lavorare…” (detta così sembra onesta, ma lui l’ha detta in sostanza dando del vagabondo a tutti coloro che oggi sono in difficoltà. A tutti i laureati che possono tranquillamente sostituire il proprio titolo alla carta igienica).
– Guardi con spirito positivo, è giovane e carina (fosse stata brutta sarebbe giustificata un po’ meno positività).

Purtroppo a Castelli nessuno ha obiettato che ai suoi tempi le cose miglioravano di anno in anno, si guardava al futuro consapevoli di migliorare le proprie condizioni di vita. La politica era al servizio di questo ottimismo e si investiva sui giovani e sulle famiglie.

Oggi, al contrario, i giovani vedono che staranno peggio dei loro genitori, la politica è contro di loro, si taglia ovunque e ci si permette perfino di sprezzarli in TV con un sarcasmo certamente indegno di un viceministro.

Se Castelli poteva contare su De Gasperi, La Malfa, Moro, oggi i giovani devono fare i conti con il disprezzo di Castelli medesimo e Brunetta.

E li votano pure.

La seconda parte:

2 risposte a “A noi toccano i Castelli”

  1. In pratica ci hanno fottuto i nostri genitori.

    Hanno preso più di quanto hanno dato, e a noi resta il conto da pagare.

  2. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.
    (art.1 della Costituzione Italiana)

    Se il Ministro Brunetta ritiene che questo articolo sia privo di fondamento poi si riescono anche a capire le politiche del governo di appartenenza o più in generale le politiche degli ultimi 20 anni.

    Se non si ritiene di investire sul patrimonio rappresentato dai giovani, se non si salvaguardia quella potenziale ricchezza più vivace, il Paese va alla deriva.

    Questo Governo che è generato da forze che inizialmente aborrivano l’assistenzialismo (La Lega, sopprattutto) oggi vanta di aver fronteggiato la crisi con 918 milioni di ore di Cassa Integrazione. Al contempo veniamo informati che la disoccupazione è aumentata in larga percentuale.

    Intendo dire che una politica basata su tagli e sulla salvaguardia finanziaria alla fine difende – si – i risparmi dei nostri nonni, ma costringe i nostri nonni a mantenere i loro nipotini che non riescono ad emergere mai.

    Il mio non è un sentimento nostalgico nei confronti della politica degli sprechi, ma la politica dev’essere al fianco della speranza e dei cittadini più giovani. Deve creare le condizioni affinchè si possa investire nel futuro.

    Le dichiarazioni di Castelli, il suo personale show ad ANNOZERO, la dicono lunga sia sull’arroganza di certa politica sia su chi tiene il timone in mezzo a questa burrasca.

    Poveri noi.
    (O meglio, poveri voi).

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