Il solare costa meno del nucleare

Oggi negli Stati Uniti la produzione di energia solare costa meno di quella nucleare. Lo afferma un articolo pubblicato il 26 luglio sul New York Times, che riprende uno studio di John Blackburn, docente di economia della Duke University. Se si confrontano i prezzi attuali del fotovoltaico con quelli delle future centrali previste nel Nord Carolina, il vantaggio del solare è evidente, afferma Blackburn. «Il solare fotovoltaico ha raggiunto le altre alternative a basso costo rispetto al nucleare», spiega Blackburn, nel suo articolo Solar and Nuclear Costs – The Historic Crossover, pubblicato sul sito dell’ateneo. «Il sorpasso è avvenuto da quando il solare costa meno di 16 centesimi di dollaro a kilowattora» 12,3 centesimi di euro/kWh. Senza contare che il nucleare necessita di pesanti investimenti pubblici e il trasferimento del rischio finanziario sulle spalle dei consumatori di energia e dei cittadini che pagano le tasse.

via Il solare costa meno del nucleare – Corriere della Sera.

Comments

  1. Paolo Marani

    A onor del vero, occorre evidenziare che le condizioni del confronto sono abbastanza diverse, tali da permettere una comparazione non tanto fra la resa energetica quanto nel “ritorno all’investimento”. Sappiamo benissimo che il nucleare ha tempi di ritorno di investimento paragonabili già a quelli del solare, quasi ventennali. Inoltre, il solare gode di una tariffa incentivante (presente anche in altri paesi) che ne migliora le performance artificialmente. Analogamente il nucleare vede nella legislazione e nella possibilità di spalmare il debito con finanziamenti pubblici, un analogo percorso incentivante, per cui sembra il nucleare costare assai meno di quello che rende.

    Domenico Coiante di Aspo Italia ha calcolato un analogo punto di pareggio per la realtà italiana, la cosiddetta Grid Parity, ed è risultato essere ben al di la nel futuro, e comunque utilizzando tecnologie di nuova generazione (film sottile) e non il fotovoltaico classico al silicio cristallino o amorfo.

    Il concetto chiave però è giusto! I costi del nucleare sono destinati inevitabilmente a impennarsi drasticamente, sia per il costo del carburante (fossile) che per il costo delle infrastrutture. Mentre in vece il costo del FV è destinato, continuando il trend degli ultimi anni, a calare vertiginosamente.

    Non so se il pareggio sarà oggi nel 2010 (ne dubito) oppure più verosimilmente attorno al 2020, fatto sta che se iniziamo oggi a creare centrali nucleari, questo punto di pareggio lo incontreremo per certo, ora che la centrale sarà completata, e questo vuole dire aver buttato soldi al vento ed ostacolato la transizione verso una reale alternativa energetica sostenibile e democratica, il solare distribuito.

    1. Alessandro Ronchi

      Il punto è, secondo me, che sul nucleare abbiamo investito nel passato molto di più, contando anche su molto denaro pubblico (per esempio la sicurezza degli impianti dal punto di vista militare, o le esternalizzazioni dei costi per lo smaltimento che ricadono sulla società).

      La corsa al solare è più recente e come dici tu ha ancora molta strada da percorrere.

      Con una politica sensata arriverà presto al pareggio, e se anche fossero necessari 10 anni, significherebbe che un ritorno al nucleare oggi sarebbe anche un cattivo investimento, visti i tempi per un riavvio.

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