Preferenze sempre, ma sempre dopo le dirigenze

Spiace vedere che i grillini bolognesi abbiano cambiato idea sull’importanza del voto di preferenza dato dagli elettori. Dopo aver a lungo (e giustamente) criticato il sistema elettorale del Parlamento che fa nominare gli eletti dalla dirigenza dei partiti, hanno fatto scattare con un tecnicismo il primo eletto a Modena, per far eleggere un secondo bolognese in consiglio regionale sul numero di voti personali.

Chiedere agli altri il rispetto di un principio è più facile che farlo proprio.

Quindi si è ignorata la decisione degli elettori, che hanno preferito l’attivista modenese, ma un gruppo di 40 “grandi elettori”, con uno degli strattagemmi della peggiore politica.

Favia, nel giustificarsi, ha rincarato la dose dicendo che nel suo movimento non si litiga sui posti, e quando avviene “provvediamo senza esitazione ad allontanare chi è fuori dai binari”. Veramente uno strano concetto di democrazia, visto che i posti sono parte integrante delle scelte politiche e che le discussioni, legittime, vanno tutelate e non soppresse.

3 risposte a “Preferenze sempre, ma sempre dopo le dirigenze”

    1. In passato è stata una Verde, ma non ho scritto per questo motivo. Poteva anche essere di Forza Italia, se non ti piace come candidata/o la/o devi escludere prima delle elezioni, non dopo che ha preso i voti degli elettori.

      C’è anche il problema di avere 2 rappresentanti in regione, entrambi bolognesi. Anche noi lo abbiamo avuto in passato, e non è una bella cosa. E’ facile dire che il consigliere regionale rappresenta tutti, ma se vivi a Bologna hai di fronte agli occhi i problemi di Bologna, non quelli della costa, e se devi prendere le preferenze dei bolognesi ti occupi meno dei problemi che sono lontani alla tua provincia.

  1. Ti assicuro che la scelta è stata davvero sofferta.

    Entrambe le persone erano per me valide, ma hanno prevalso, pur con un processo democratico che cercava di portare i due candidati alla massima conoscenza possibile della base, altre logiche rispetto alle preferenze ricevute nei rispettivi collegi (che comunque sono difficilmente comparabili, Giovanni a Bologna le aveva pulite tutte).

    Ho persino messo su un sito (per gli attivisti) in cui i candidati si presentavano personalmente:

    http://sites.google.com/site/secondarie5stelle/

    Capisco che la cosa suoni decisamente come “manovra da vecchia politica” se vista dall’esterno, ma problemi insanabili all’interno del gruppo di Modena hanno fatto propendere per “non affidabile” la scelta della incolpevole Sandra Poppi, che forse poteva essere un po più scaltra nel mitigare le ombre di coloro che la stavano spingendo a suon di querele e minacce sui giornali.

    Come al solito, per colpa della stoltaggine politica di pochi, occorre talvolta fare scelte necessarie ma che risultano incomprensibili ai molti.

    Posso assicurare che il fatto di essere stata una militante verde fino a pochi mesi prima ha inciso poco o nulla nella scelta effettuata.

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