Prove per il Pd che verrà?

A proposito di queste ultime, i cosiddetti rottamatori non hanno paura di affrontare, a Roma, anche la spinosa questione della Fiat e dei suoi accordi, su cui il Pd si è accuratamente diviso: «Non se ne può più di questo scontro fuori dal tempo, tipo ‘Marchionne spara, la Fiom risponde’: sembra un film degli anni Settanta. L’innovazione dell’economia italiana è bloccata e qui siamo ancora a discutere se è moderno o no prendersela con gli operai», dice Civati.

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Che, tradotto dal politichese, significa “non ho una mia idea su questo tema, e se ne avessi una non te la direi perché rischierebbe di essere diversa dalla tua.

Invece io vorrei proprio saperlo, cosa ne pensano Renzi e Civati sull’accordo Mirafiori. Perché senza sapere cosa ne pensano gli altri, come si fa a confrontarsi e magari scoprire se si condivide qualcosina?

Sarebbe bello se tornassimo a discutere di cose, invece che di fuffa & marketing politico, che inizialmente può sembrar bello come un palloncino colorato pieno d’elio: come tutti i palloncini è destinato a sgonfiarsi, piuttosto velocemente.

2 risposte a “Prove per il Pd che verrà?”

    1. Alessandro Ronchi dice:

      Ho visto!
      Anche se non condivido la sua posizione, bisogna dargli atto di averne almeno preso una (al contrario di quanto aveva fatto Civati in quella dichiarazione che ho copiato).

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