La lotta quotidiana dei manifesti elettorali

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A Roma nemmeno hanno numerato gli spazi elettorali. Sembra una sciocchezza, ma senza numerazione fisica delle tabelle, l’assegnazione virtuale alle varie liste è completamente fittizia ed inutile. Anche volendo, e pare che nessuno voglia, non si potrebbero rispettare le regole per una democrazia minima sulla pubblicità elettorale.

Così ogni giorno, ogni spazio della città diventa un territorio di lotta tra bande. Chi passa azzera il lavoro di chi lo ha preceduto, e copre i manifesti degli altri. Ovviamente il gioco dura poche ore, perché verrà presto il turno di un altro.

E così vince chi ha più soldi, e può permettersi più passaggi degli altri.

Questa cosa fa schifo, in tutti i sensi possibili, ma la cosa peggiore di tutte è la sanatoria che ogni anno permette la completa impunità dalle contravvenzioni per questi comportamenti.

Politica, ambiente, rispetto e diritti. Tutto ha meno valore dell’attaccare un faccione o un simbolone con una frase stupida.

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