Alessandro Ronchi

Anno: 2013

La verità sul kamut

In molti non sanno cosa sia il kamut, un marchio registrato dietro al grano khorasan. L’Italia è il più grande mercato mondiale, ma la produzione è completamente estera, localizzata in Nord America. Non una scelta propriamente ecologica, quindi.

Vi consiglio questo articolo di Dario Bressanini, che ha scritto un articolo molto preciso, tratto da un libro dedicato alle bugie nel carrello della spesa:

che ne sai tu di un campo di kamut

L’arrocco di Alfano

Io credo che questa mossa di Berlusconi di spezzare il suo partito sia studiata a tavolino. Non credo alla bramosia delle poltrone di Ministro di Alfano e soci, poltrone che sono sì prestigiose, ma anche a scadenza.

Tutto ruota intorno a due sole possibilità: o una parte del PdL veramente crede che Berlusconi sia irrimediabilmente finito, e cerca di crearsi una alternativa al pensionamento politico, oppure il PdL intero pensa che sia più opportuno dividersi per raccogliere maggiori consensi.

Si è visto in tutte le recenti elezioni, le mire bipolaristiche dei vertici dei due maggiori partiti attuali non hanno trovato il consenso di tutti. Una parte voterà sempre per un partito alleato, ma non totalmente allineato, almeno sulla carta.

Io penso che l’ipotesi della separazione volontaria e tattica sia la più probabile, perché viene proprio da uno dei più fedeli del capo, da quell’Alfano tanto criticato proprio per essere stato scelto per il suo appiattimento nei confronti del padrone di casa.

Così mentre Alfano ed un gruppo terrà in piedi il Governo Letta, raccogliendo i consensi di chi crede nelle larghe intese per uscire dalla crisi, un altro gruppo di Falchi farà parte dell’opposizione più becera, quella che facilmente raccoglierà consensi contro le tasse, l’euro, la Merkel.

Ma chiediamoci una cosa: se andassimo alle elezioni tra un mese o due, con chi si alleerebbero Forza Italia ed Alfaniani? Con altri o tra loro, per vincere? È nella risposta a questa domanda che si racchiude tuta la strategia di questi mesi.

Una strategia che trovo semplicemente orrida, così come è oscena la benevolenza con la quale viene accolta dal PD e dal Governo.

Ripartire dalla legge elettorale

Io credo che a questo punto la cosa principale da fare sia una legge elettorale decente. E’ una precondizione per tutto il resto: la stabilità dei governi, una minima decenza dei rappresentanti che ogni giorno lavoreranno sul nostro futuro, la rappresentatività di tutte le istanze esistenti nella popolazione.

Tutte queste cose sono necessarie per costruire i mattoncini di un futuro migliore per il nostro Paese, e non è retorica. Dal degrado della rappresentanza deriva la mancanza di speranza, l’arrivismo sempre più personalistico, la mancanza di un obiettivo che accomuni persone diverse con interessi diversi e spesso contrapposti.

La politica tornerebbe ad occuparsi di politica e delle cose da fare per il Paese, e non di come arrivare a fine legislatura e come salvare la pelle dei condannati.

Sono d’accordo con Renzi quando propone una legge simile a quella dei sindaci. Ma qualcuno dovrebbe spiegargli che la legge dei sindaci, e di conseguenza quella del consiglio comunale, per i comuni con più di 15’000 abitanti è un proporzionale. Siccome contemporaneamente sparla contro il proporzionale ed a favore della legge elettorale comunale, probabilmente dietro la vaghezza delle sue parole si nasconde una malizia.

La legge elettorale  in questione è molto semplice e molto efficace, garantisce maggioranze certe ma non soffoca la rappresentatività delle liste minori.

La presenza di liste minori è una garanzia, non un problema da risolvere. Dei bravi rappresentanti sapranno produrre e proporre, pur nella difficoltà di una rappresentatività minore, alcune leggi utili al Paese, e controllare l’operato dei partiti più grandi. Un controllo interno garantirebbe, oltre alla rappresentatività di una fetta maggiore di persone, anche una maggiore legalità.

Ogni lista può concorrere ad eleggere consiglieri comunali. Al primo turno solitamente i candidati sindaci sono tanti, e le liste che raccolgono voti sufficienti a superare il minimo per eleggere un consigliere, hanno una loro rappresentanza. Se al primo turno nessuno dei candidati a sindaco non raggiunge la maggioranza dei voti, si va al ballottaggio. Le liste che prima proponevano loro candidati possono sostenere uno dei due possibili futuri sindaci, ed in caso di vittoria in questo caso ne condividono il premio di maggioranza.

Si elegge un sindaco, che nomina la sua Giunta, che però risponde sempre al consiglio comunale.

Questa legge elettorale è la migliore che abbiamo in Italia, ma non è esente da difetti. Ad esempio c’è il problema delle liste civetta, e ci sono gli assessori nominati dal Sindaco, che costituisce una Giunta che ha più poteri del Consiglio ma può essere composta totalmente da persone non elette e nemmeno candidate per quest’ultimo.

Un esempio lampante è stata quest’ultima Giunta Comunale a Forlì: fatta di gente che non ha mai chiesto il voto e mai lo chiederà, e quindi si disinteressa nel suo operato quotidiano di rispondere ad una cittadinanza che subisce le loro decisioni. Possiamo immaginare, al di là delle qualità delle singole persone, in questo caso quantomeno discutibili, che un meccanismo del genere porti a storture e cattive politiche.

In attesa di una legge di questo tipo anche per il Parlamento, che andrebbe ritarata con l’introduzione di collegi e qualche protezione dai voti di scambio, si potrebbe tornare al Mattarellum subito, per evitare di votare anche solo qualche volta con il Porcellum.

Una mezza soluzione non andrebbe bene, perché sarebbe indecente anche un Governo formato con il solo 30% delle preferenze degli elettori, cosa possibile se si riproponesse il premio di maggioranza della Camera anche al Senato, con la scusa della Stabilità.

IL PAESAGGIO URBANO E GLI ALBERI Forlì 26 ottobre ore 9,30 – Centro Culturale San Francesco Via Marcolini

Dopo le amare vicende che hanno riguardato il taglio di tutte le alberature stradali in interi viali cittadini abbiamo deciso di organizzare un incontro ad alto livello che veda la presenza di paesaggisti, agronomi, storici del verde, docenti in arte dei giardini, forestali, urbanisti, naturalisti, tutti chiamati a discutere attorno al tema delle alberature e del verde urbano e della esigenza di una sua attenta cura ed attenzione.

 
il titolo del convegno è : IL PAESAGGIO URBANO E GLI ALBERI e si terrà il 26 ottobre, sabato, alle ore 9,30  presso il 

 Centro Culturale San Francesco Via Marcolini, Forlì.

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ecco il programma:

Stefano Mancuso 
Professore di Arboricoltura Facoltà Agraria Firenze 
Gli alberi sono esseri viventi ?

Giovanni lo Savio 
Già magistrato e Presidente di Italia Nostra
Paesaggio stradale e tutela

Franco Filippi 
Ordinario di trasporti e strade Unversità della Sapienza Roma                                                                                                                                                                                              

Intervenire sull’esistente a favore degli utenti deboli della strada

Mariella Zoppi 
già preside Facoltà di Architettura, ordinario di Arte dei giardini, Università di Firenze 
Il significato delle alberature nel paesaggio urbano

Antimo Palumbo 
storico degli alberi – Roma 
L’importanza degli alberi nel contesto urbano

Roberto Orlandi 
Presidente degli Ordine Agronomi e Agrotecnici
I primi risultati della verifica effettuata sui tagli

Riccardo Antonaroli 
Dottore Agronomo, esperto in valutazione di stabilità degli alberi 
Il mio albero è pericoloso? Metodi di indagine e principali sintomi

Marco Valtieri 
servizio verde comune di Faenza 
Il progetto di recupero di una alberata di pini

Rodingo Usberti 
direttore servizi veterinari ASL Forlì
Verde urbano occasione di vita per molta fauna selvatica

Armando Buffoni 
esperto in Scienze Forestali di Ambiente Italia 
La capacità degli alberi di assorbire inquinanti, fissare CO2, combattere l’aumento di temperatura

Modera Marco Bilancioni, 
Capo Redattore del Resto del Carlino

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