Alessandro Ronchi

Anno: 2016

Il mandato dei 5 stelle

Si sa che la Raggi prima della candidatura a Sindaco di Roma, ha firmato un contratto nel quale si impegna a far verificare tutte le decisioni importanti al suo partito. Non è il sindaco di Roma, ma il sindaco del suo partito, e questo già sarebbe ridicolo viste le critiche rivolte alla partitocrazia.

Il vincolo di mandato è una cosa abolita già prima della rivoluzione francese, e vietata pure dalla nostra bellissima Costituzione per i parlamentari.

Un ricorso stabilirà se questo contratto è valido e se eventualmente invalida l’elezione di chi lo ha sottoscritto.

Leggendolo nella sua interezza, vengono un po’ i brividi, ed in particolare vorrei farvi notare che gli eletti non potrebbero comunicare direttamente coi cittadini, ma solo attraverso il filtro di Grillo (sul quale ci sono i suoi annunci pubblicitari):

comunicazione-grillo

Il resto del canone Rai

La notizia di  questi giorni è che il canone RAI in bolletta è stato un successo. Una buona idea che ha abbattuto drasticamente l’evasione,  oltre le aspettative.  Così oggi la tv pubblica si ritrova un surplus di entrate,  che si propone di riequilibrare tagliando la pubblicità nei prossimi mesi. 

Io credo che sarebbe meglio fare di questi soldi un tesoro,  per una opera importante che simboleggi i risultati della lotta alla evasione. Se paghiamo tutti,  paghiamo meno e facciamo più cose per la collettività. 

Potremmo ad esempio ricostruire edifici terremotati, fare progetti per la prevenzione di malattie o per la loro cura (ad esempio l’epatite C che ha finalmente una cura efficace che costa moltissimo nel nostro Paese),  pubblicare corsi di elearning  online o mettere in rete gli archivi della tv pubblica, a partire da tutti i documentari storici e di pubblico interesse. 

Le idee sono infinite,  ma l’idea è quella di investire in qualcosa di buono questa cifra,  invece di perderla,  possibilmente in iniziative che coinvolgano aziende italiane. 

Dal bidone dei rifiuti spunta un tesoro: il riciclo vale 6,5 miliardi di euro – Repubblica.it

Il riciclo aiuta in modo significativo la bilancia dei pagamenti italiana: si evitano importazioni di materie prime per 6,5 miliardi di euro. E i 75 maggiori operatori nell’ambito dei rifiuti urbani sono arrivati a un fatturato di 9,7 miliardi di euro, quasi tre volte quello del calcio italiano.

Fonte: Dal bidone dei rifiuti spunta un tesoro: il riciclo vale 6,5 miliardi di euro – Repubblica.it

Ogni domenica con te

Nel nuovo disco di Fiorella Mannoia c’è questo pezzo bellissimo che parla del suo rapporto con la madre malata, scritto per lei da Cesare Chiodo e Bungaro.


Ogni domenica con te

Ora è cambiato tutto all’improvviso
guardo un orizzonte che non c’è
sono solo pezzi di emozioni
quello che rimane

Mi hai lasciato sempre scegliere
eppure non mi sento libera
ti ho rubato l’ultimo sorriso
quello che rimane

Avrei voluto vivere
fermando ogni domenica con te,
avrei voluto credere che non finisse mai,
avrei voluto essere
il destino per decidere il domani
qualcosa che rimane
anche quando il cielo cade

Ogni mio traguardo sul tuo viso
ad illuminare i miei perché
lo mostravi tutto in quel sorriso
e quello mi rimane

I minuti abbracciano le ore
come è strana la felicità
come un’onda arriva e poi si muove
dentro questo mare

Avrei voluto vivere
fermando ogni domenica con te,
avrei voluto vincere e vincere con te,
avrei voluto essere il destino per decidere il domani,
qualcosa che rimane
anche quando tutto cade

Attraverseremo questi giorni
io mi sento come tu mi vuoi
questo mio bisogno di tornare
passare ogni domenica con te
anche se non trovi le parole
le descriveranno gli occhi tuoi

Avrei voluto vivere
fermando ogni domenica con te,
avrei voluto credere che non finisse mai
avrei voluto essere
le mani che accarezzano i capelli,
qualcosa che rimane
anche quando tutto cade giù

La Svezia detassa le riparazioni

Speriamo vada in porto, e che qualcosa del genere venga proposto anche in Italia:

Si chiama obsolescenza programmata e partecipa attivamente alla nostra rovina: economica e ambientale. I prodotti che compriamo sono fragili, sempre più facili da rompere, e ripararli – lo sappiamo – costa più che comprarli nuovi. Questa è un po’ la base del progresso, ci ha detto l’industria, e se vogliamo far crescere il Pil e creare occupazione, dobbiamo vendere, vendere, vendere.

Non ci crede però la Svezia, che con una proposta di legge rivoluzionaria promette di invertire la tendenza che – sappiamo anche questo – incide direttamente sulle nostre vite rovinando il pianeta.

Tra un paio di mesi il Paese scandinavo voterà se ridurre l’Iva sulle riparazioni dal 25 al 12%, su tutte le riparazioni: dai cellulari alle bici, dalle lavatrici ai giocattoli. In più, quanto speso dai consumatori (divenuti piuttosto riparatori) potrà essere detratto per la metà dalla dichiarazione dei redditi.

Fonte: La Svezia rivoluziona la sua industria in nome dell’ambiente – Wired

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