Alessandro Ronchi

Anno: 2018

Nemmeno un euro in meno

Salvini dice che nessun pensionato prenderà un euro in meno nel 2019. Peccato che i prezzi siano aumentati in media dell’1,1% , quindi anche a parità di pensione gli euro varranno qualcosa in meno. Non sono i primi a bloccare l’indicizzazione, ma non ho mai visto un uso così spregiudicato della parola per nascondere la verità.

Nemmeno sulle pensioni 1 vale 1

Vi ricordate quando Di Maio diceva che per ogni nuovo pensionato sarebbe stato creato un posto di lavoro?
Ovviamente non poteva essere così nel privato, ma almeno per il lavoro pubblico il Governo poteva rispettare questa regola.

Non solo non sarà così, ma pare che verranno congelate del tutto le assunzioni della Pubblica Amministrazione, quindi esattamente il contrario di quanto detto, ancora una volta:

Congelamento assunzioni Pa
In base a quanto riportato nell’emendamento, Presidenza del Consiglio, ministeri, enti pubblici non economici, agenzie fiscali e università non potranno assumere personale a tempo indeterminato prima del 15 novembre 2019: secondo la relazione tecnica i risparmi sono pari a 100 milioni in termini di indebitamento netto.

Fonte: I nuovi saldi della manovra: taglio da 2,7 mld alle pensioni e da 1,9 mld al reddito di cittadinanza. Crescita ridotta a +1% – Il Sole 24 ORE

Perché la Francia può sforare il Deficit/PIL e l’Italia no?

In questi giorni grande gioia dei gialloverdi al Governo per la richiesta di Macron in Francia di sforare il 3% del rapporto Deficit/PIL.

Pensano, sbagliando, che l’Italia possa fare altrettanto (o di farlo credere agli elettori).

In realtà non possiamo perché il nostro rapporto DEBITO/PIL è più alto (131,8% contro il 97% della Francia, il 98,3 della Spagna ed il 64,1% della Germania).

 

 

 

 

 

E’ normale che al paese con maggior debito venga richiesto di ridurre o quantomeno di non farlo crescere, e per farlo il rapporto tra le uscite e le uscite dello Stato (deficit) deve calare il più possibile.

Siccome si rapporta al PIL per capire la sostenibilità del debito, se cresce il PIL può crescere anche la spesa non coperta dalle entrate.

L’idea che giustifica la proposta di sforare il deficit/PIL è che facendolo aumenterà il denominatore, la ricchezza prodotta dal Paese.

Spesso però chi aumenta il debito sa che non riuscirà a coprirlo con la crescita, ma lo fa ugualmente per demandare i sacrifici che saranno necessari a coprire il buco ad un Governo successivo, più responsabile, con il quale i cittadini potranno prendersela volentieri.

Ma dovremmo guardare e valutare i Governi sulla base di quanto fanno rispetto a quanto spendono, perché questo denaro poi dovremo pagarlo noi.

 

2 virgola zero quattro

I decimali di deficit non contano poi così tanto se poi lo spread se li mangia tutti, ma cedere dal 2,4 al 2,04 sembra una vera presa in giro. Perché non 2 o 2,1? Come dire, in fondo abbiamo solo cambiato una virgoletta. Sono 3,3 6,5 miliardi (*), pari quasi a tutto il piano investimenti della finanziaria previsti alla Camera.

(*) I miliardi di differenza sono 6,5 secondo il Sole 24 Ore. Andrebbe però calcolata la quota di deficit derivante dall’aumento degli interessi sul debito a causa dello scontro con l’UE.  Lo spread a 300 punti, ad esempio, ci costerebbe solo per il 2019 circa 3 miliardi di euro, quindi aumentare il deficit oltre il consentito dai mercati servirebbe solo a pagare gli interessi e non a coprire la spesa per nuovo welfare.

A Forlì Certificati Anagrafici Online tramite SPID

Finalmente iniziano a vedersi i frutti dell’attività fatta sull’identità digitale (SPID).

Tutte le amministrazioni si stanno adeguando per permettere l’accesso ai loro servizi tramite questa unica registrazione / password, e quindi non sarà più necessario fare un account per ogni sito.

Inoltre la sicurezza gestita con questo sistema permette gradualmente di telematizzare servizi che prima d’ora venivano fatti solo di persona, tramite moduli cartacei.

E’ il caso dell’apertura del servizio dei certificati anagrafici e di stato civile tramite SPID del Comune di Forlì: un piccolo esempio utile, ma significativo. Poter scaricare il documento senza fare code e senza impegnare un operatore è una grande novità.

Speriamo che si aggiungano altri servizi, e che si concluda finalmente l’attività sull’anagrafe unica nazionale (ANPR) che permetterà filmente di superare i difetti dei gestinali dei singoli comuni ed avere una banca dati unica per tutte le amministrazioni pubbliche.

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