La stupidaggine del giorno sulle pensioni

Potrebbe diventare una rubrica fissa, dal momento che il numero di sciocchezze sparate nella campagna elettorale continua sta pericolosamente aumentando.

Oggi ne segnalo due.

Secondo un articolo di Valentina Conte di Repubblica, chi usufruirà dell’accesso anticipato alla pensione con quota 100 non potrà lavorare, e quindi sommare lavoro e pensione al proprio reddito.

In questo modo, però, si incentiva il lavoro nero. Inoltre non si può impedire alla gente di lavorare, quindi per forza di cose andrà decurtata la pensione, con una complicazione ulteriore dovuta alle verifiche. Quanto costa questa burocrazia non lo stima mai nessuna riforma o finanziaria, purtroppo, altrimenti avremmo regole più semplici.

Per essere credibili andrebbero anche aumentati i controlli, ma sappiamo dai dati pubblicati dal Corriere.it che a causa della riforma Renzi/Poletti del 2015 c’è già stato un netto calo dell’efficacia, difficilmente si riuscirà a recuperare il pregresso ed andare oltre.

La seconda sciocchezza che segnalo è che i 400’000 nuovi pensionati in più, stimati per il 2019/2020, si tradurranno in altrettanti nuovi posti di lavoro. Secondo i due viceministri Di Maio e Salvini questa magia porterebbe ad azzerare il costo della riforma. Intanto una buona fetta di pensionamenti saranno pubblici (probabilmente un 45%): con il blocco del turnover da decenni i dipendenti della P.A. sono in media di età elevata. Quindi secondo il ragionamento bisognerebbe predisporre nella stessa finanziaria un piano di assunzioni pubbliche straordinario, almeno a copertura della quota di nuovi pensionati dal 2019. Non se ne parla, ovviamente. Ed anche se fosse, i tempi necessari per i concorsi pubblici non sono trascurabili.

Ad ogni modo per pagare una pensione non bastano i contributi di un lavoratore, il calcolo lo saprebbe fare anche un bambino: se fosse così prenderemmo di pensione quanto versiamo di contributi ogni anno (i dipendenti in media il 32,7% + 9,19%, quindi il 41,89% dello stipendio lordo). In media servono 2 lavoratori ogni pensionato per stare in equilibrio, infatti dal 2019 serviranno almeno 43 anni e 3 mesi di lavoro per prendere circa 20 anni di pensione (se si anticipa la data diminuisce l’importo). Questa riforma sarebbe quasi a costo zero se ci fossero almeno 800’000 assunzioni in più nello stesso periodo.

Ci avviciniamo pericolosamente al famoso milione di posti di lavoro di Berlusconi, vuoi vedere che lo rinfrescheranno?

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