Alessandro Ronchi

Abolire le regioni ed i comuni, e ricostruire le province

10 anni fa proponevo in queste pagine di ripensare criticamente all’idea di abolire le province, ed accorparne invece le competenze oggi attribuite ai comuni. Sempre più spesso ci scontriamo con la complessità che deriva dall’avere 8000 comuni, gran parte dei quali incapaci di organizzare alcuni servizi di base.

8000 sistemi anagrafici indipendenti, 8000 sindaci da coordinare, e così via.

Accorpare le funzioni nelle province e nelle città metropolitane ci permetterebbe di risolvere anche il problema delle regioni. Non hanno funzionato, nonostante godano di poteri legislativi indipendenti. Sono state incapaci di gestire correttamente l’emergenza sanitaria, in un caos di tagli, commissariamenti e disorganizzazione che ci ha trasformato in uno dei paesi più colpiti in percentuale dai decessi per il covid.

Taglieremmo una volta per tutte le differenze regionali, avremmo delle istituzioni della dimensione giusta per essere coordinate ed indipendenti nelle specifiche questioni (non legislative).

Le regioni non sono nate come le vediamo oggi con la Costituzione, ma con la riforma successiva del titolo V.

Sono passati invano decenni, in un degrado che non ha fatto che aumentare le distanze tra cittadini nati in luoghi diversi dello stesso Paese. E’ ora di voltare pagina.

Abolire le regioni ed i comuni, e ricostruire le province

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