Alessandro Ronchi

acquisto

Stefano Montanari ed i dubbi sulla storia del microscopio elettronico

Molti di voi conosceranno la storia della raccolta di fondi, partita grazie a Beppe Grillo, per l’acquisto di un microscopio elettronico che permettesse a Stefano Montanari e sua moglie, la dottoressa Gatti, di fare ricerche sulle nanoparticelle.

Pare, da un articolo scritto su “Il Ponente”, che Montanari abbia millantato false referenze, spacciandosi per “consulente del progetto Nanopathology” della CE, cosa smentita dall’ufficio stampa della stessa CE.

Pare che il microscopio in questi anni sia stato utilizzato a scopo di lucro dalla società di Montanari e moglie, e che il primo microscopio (quello che era stato tolto dalle sue mani perché persona scomoda ai potenti) sia in realtà ancora in uso alla dottoressa Gatti per le sue ricerche.

L’unica cosa che era stata loro vietata era l’uso privato di questo bene dell’università.

Una serie di circostanze che hanno portato la Onlus Carlo Bortolani, che ha raccolto i fondi per l’acquisto del 2° microscopio, a donare lo strumento all’università di Urbino e pare anche a preparare una denuncia nei confronti di Stefano Montanari.

La Onlus scrive sul proprio sito:

Non ci stupiscono le reazioni e illazioni del dott. Montanari nei confronti della decisione della nostra Onlus di allargare la ricerca, ma a noi ciò che preme è il rispetto della legge e dei benefattori, i risultati scientifici e quindi la salute dei cittadini, non i bilanci di una società a scopo di lucro quale è la Nanodiagnostics srl dei dottori Montanari e Gatti.

E’ evidente che falsità e ulteriori illazioni ci vedranno costretti a difendere la nostra immagine e onorabilità nelle dovute sedi legali”.

Se queste accuse si dimostrassero fondate, dovranno essere d’insegnamento per tutti coloro che hanno strumentalizzato e venerato la sua figura di paladino della giustizia in questi anni.

Inceneritore Forlì: Hera e la favola del Bosco Compensativo

img_44961C’era una volta un presidente che disse ad una Holding : “raccontami una favola” – La Holding cominciò :” c’era una volta un bosco …”
Perché per uno che racconta favole ce n’è un altro che le ascolta, rapito.

Purtroppo alla fine non c’è nessun bosco fatato, né principi azzurri, né casette di pan di zucchero, solo un nuovo inceneritore con i suoi fumi e un campo con povere file parallele di minuscoli e stentati arboscelli che avrebbero dovuto compensare le loro emissioni nocive in atmosfera.

Ma evidentemente c’è anche una favola che la Holding ha raccontato e un presidente che l’ha ascoltata felice, intenerendosi, come ha dichiarato alcuni giorni fa, perché la poverina ha tanti azionisti che non vogliono oneri per non ridurre troppo i propri guadagni.

Veniamo ai fatti : con l’ approvazione del progetto del nuovo inceneritore di HERA , in sede di autorizzazione VIA, l’Amministrazione Provinciale presieduta da Bulbi aveva imposto alcune azioni di mitigazione alla società, fra cui la piantumazione compensativa di otto ettari di bosco, le cui alberature poste a dimora dovevano compensare in parte gli effetti negativi delle maggiori emissioni di CO2 e degli altri inquinanti.

HERA e Bulbi invece si sono raccontati una favola, forse pensando che potesse essere apprezzata da tutti, ma i cittadini possono vedere in che modo hanno operato, la prova e’ sotto gli occhi di tutti : è sufficiente andare in via Costanzo II e guardare le minuscole piantine, alte pochi centimetri, che tutto possono essere eccettuato un bosco.

Come se non bastasse, non pare proprio che la superficie interessata dalle piantine corrisponda agli 8 ettari di bosco previsti, si tratta di poche migliaia di metri quadri e gli 8 ettari sono ancora un obiettivo molto lontano così come sono lontanissime da essere un bosco quelle minuscole piantine.

E’ interessante sapere come la condizione espressa si è concretizzata, se è stato fatto un disciplinare, come avviene dovunque, nel quale sono fissate le caratteristiche, le dimensioni, il diametro dei tronchi, le specie, la densità delle piante da mettere a dimora e se è previsto un tempo per l’esecuzione dell’opera e anche un suo collaudo o per lo meno un certificato di buona esecuzione

Per esemplificare possiamo dire che con i fondi pubblici il Servizio Viabilità della Provincia ha realizzato per compensare le alberature abbattute sulla Bidentina a Magliano alcuni gruppi di alberature autoctone di dimensione fra i 3 e i 4 metri di altezza, costo cadauna € 100 in opera, le piantine di HERA costeranno fra acquisto e piantumazione 5/6 € l’una

Se il bosco era condizione necessaria per la realizzazione dell’inceneritore perché doveva servire ad arricchire di ossigeno l’aria inquinata che esso emette e a fissare quote di gas ad effetto serra, allora è necessario sostenere che l’inceneritore potrà iniziare a bruciare solo quando in quei campi ci sarà un bel bosco cresciuto e maturo.
Secondo i Verdi il pessimo operato della provincia ha provocato dei danni alla cittadinanza e un indebito vantaggio per Hera, lasciata operare come vuole, a vantaggio dei suoi azionisti.
I verdi intendono vigilare anche nei confronti delle altre azioni compensative richieste, tra le quali i così detti mezzi ecologici di cui ancora non si sa nulla, mentre la provincia non sembra aver nulla da contestare nei confronti di quelle che consideriamo inadempienze.

I cittadini non possono sentirsi rappresentati da chi ha ammesso pochi giorni fa tutta la propria inadeguatezza dichiarando : “Con Hera è mancata la capacità di mettere al primo posto non l’utile aziendale, ma il servizio ai cittadini. Loro ci rispondono che sono quotati in borsa, noi riteniamo che si debba ragionare su quale debba essere il futuro di queste società e di come l’ente pubblico vi debba partecipare”

Per questo è necessario che alle prossime elezioni i cittadini dimostrino con il voto che una alternativa a questo andazzo è possibile e credibile ed è rappresentata dai Verdi.

Impariamo a fare il Pane Biologico!

panegiovedì 14 maggio 2009 ore 20.30 presso Grandi impianti via golfarelli 90 Forlì.

Corso gratuito per fare il pane in casa con il pasticcere Vincenzo Carriero

Imparando divertendoci potremo parlare di economia-decrescita-qualità con Romeo Giunchi e Silvia Giardini del Gruppo di Acquisto Solidale “InGASati” (www.ingasati.net ) e alcuni candidati dei “Verdi per Balzani“.

Serata dedicata al “cibo” per eccellenza, ai prodotti della terra ottenuti con coltivazioni senza uso di chimica, a parlare di Economia nell’ottica della spesa di tutti i giorni, con attenzione alla salute, alla qualità e alla salubrità dell’ambiente.

La mappa per arrivare e la preiscrizione (non obbligatoria) si trovano qui:

Corso Pane Biologico



Scarica e distribuisci il volantino:
pane-bio

Comune Aperto: an sè tot precis ( non siamo tutti uguali )

Pubblico anche qui l’ultimo articolo scritto per Comune Aperto, il bollettino informativo dell’amministrazione Forlivese:

Siamo in campagna elettorale. Il dibattito è già scaduto in toni propagandistici e spot pubblicitari, ma io non utilizzerò questo ultimo spazio per urlare più forte degli altri. Le proposte si giudicano con i fatti, non con le parole.

Cercherò, invece, di fare un breve bilancio di questa esperienza, di quanto è stato fatto e di quanto è naturalmente ancora da fare.

Ricordo, nel discorso di apertura dell’attuale Consiglio Comunale di 5 anni fa, la mia voce emozionata e la grande voglia di fare qualcosa per la mia città.

Pensavo, e penso ancora, che una buona azione potesse portare ad un miglioramento del nostro benessere, e che una Politica seria dovesse cercare di superare le demagogie del “son tutti uguali”.

Chi cerca di ingannarvi con questa storia compie un atto gravissimo: complica la vita ai politici onesti e la facilita a quelli che hanno secondi fini.

Pensavo, erroneamente, che il ruolo del consigliere fosse relativamente semplice, che bastasse dire cose giuste o avere il consenso dei cittadini per far valere le proprie idee. La possibilità dei cittadini di cambiare le cose è molto più grande di quello che si vuole far credere, e si realizza attraverso il dare il proprio voto alle persone serie, il proprio impegno, il proprio aiuto concreto a chi fa la cosa giusta.

Ricordo ancora la conferenza stampa di presentazione del sito web che avevo aperto come strumento di trasparenza, per raccogliere le idee dei cittadini e confrontarmi con loro senza intermediari. Non venne nessun giornalista.

Ho bene in mente i discorsi che facevo sulle nuove tecnologie ed il software libero, sulla filiera corta, sui gruppi di acquisto solidale, su una nuova economia verde basata su una giusta misura e sulle energie rinnovabili.

Oggi avere un blog per comunicare la politica è diventato uno standard, nel 2004 eravano 3 in tutta Italia. Oggi non è uno scandalo sentire ripetere ad Obama gli stessi discorsi sul risparmio energetico o sul New Green Deal che facevano urlare all’estremismo dei Verdi. La stessa visione conservatrice e poco lungimirante si scagliava contro l’agricoltura biologica o contro le proposte di tutela del nostro San Domenico, ed oggi cerca di attribuirsene impropriamente tutti gli onori.

Gli stessi che cercano di sminuire i Verdi cercando di farli vedere come un movimento capace solo di dire no, in realtà hanno rifiutato molte più proposte innovative di chiunque altro.

In Consiglio Comunale sono uno dei pochi che non ha mai alzato la voce, nemmeno nei momenti di rabbia e forte dissenso. Sapevo che le proposte costruttive di un ventiquattrenne ecologista erano dure da digerire in un ambiente sostanzialmente privo di rinnovamento.

Forlì ha bisogno, come tutte le città, di un po’ di coraggio. Di evolvere, innovarsi, anche cambiare abitudini se è necessario per la nostra salute e la nostra qualità della vita.

Qualunque sia la vostra opinione, date una mano concreta a chi ritenete abbia fatto un lavoro serio ed onesto, con la trasparenza negli obiettivi e concretezza nelle proposte.

Anche se il nostro maggio, ha fatto a meno del vostro coraggio, se la paura di guardare, vi ha fatto chinare il mento, se il fuoco ha risparmiato le vostre Millecento, anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti. (De Andrè)

Torna su