Alessandro Ronchi

Amazon

“Trucchetto” per risparmiare 6€ con i buoni regalo su Amazon

La promozione sui buoni regalo si può sfruttare per ottenere uno sconto su tutti i prodotti venduti e spediti da Amazon, anche se dovete fare un acquisto per voi.

I dettagli dell’offerta si trovano qui: Comprando un Buono Regalo da almeno 30€ per la prima volta si ottiene un buono sconto da 6€

Se vi serve un prodotto venduto da Amazon, potete ottenere lo sconto comprando prima un buono da 30€ e pagando l’eventuale resto con le consuete modalità.

I passaggi sono questi:

  1. Acquistate un buono da 30€
  2. speditelo via email o sms a voi stessi. Amazon vi proporrà di ricaricare il conto al posto di acquistare il buono regalo, ma non fatelo.
  3. riceverete l’email con il buono, con un link “Aggiungi al mio account”. cliccatelo, serve per inserire i 30€ sul vostro amazon.
  4. aspettate una email con oggetto “Conferma emissione codice promozionale per l’ordine ….”
  5. a questo punto potete andare sul sito ed acquistare un prodotto qualsiasi, vedrete lo sconto di 6€ nell’ultima pagina prima della conferma dell’ordine.

Note e limiti dell’offerta:

  • l’offerta per acquistare il buono scade il 31/09/2018, quella per sfruttare lo sconto il 15/11/2018. Può darsi ovviamente che l’offerta si ripeta nel tempo, verificate bene le date sul sito.
  • il codice promozionale non si può utilizzare per acquistare prodotti venduti da terzi, controllate che ci sia scritto “Venduto e spedito da Amazon”. Sono comunque esclusi i contenuti digitali, libri, ereader Kindle e tablet Fire, Buoni Regalo, Warehouse Deals Amazon.

Per altri dettagli, controllate la pagina su Amazon

Comunicato stampa: brevetti software in Europa? no, grazie

Il Parlamento Europeo, sollecitato dalla BSA, a settembre valuterà la proposta sulla brevettabilità delle innovazioni software. L’Associazione Software Libero esprime un parere negativo sulla proposta di direttiva che, con la scusa di armonizzare il sistema brevettuale europeo in materia di software, di fatto sovverte i dettami della Convenzione Europea sui Brevetti, introducendo la brevettabilità del software e dei metodi commerciali.

Come già dimostrato negli Stati Uniti, il sistema brevettuale, che è stato esteso al software da 20 anni, ha rallentato l’innovazione invece che incoraggiarla, spostando i fondi destinati originariamente a ricerca e sviluppo verso i dipartimenti legali delle grosse multinazionali che si occupano a tempo pieno di costose cause brevettuali (riferimenti). Un tale sistema imporrebbe degli oneri eccessivi per le piccole e medie imprese europee, vero motore dello sviluppo software continentale, e le renderebbe succubi di quelle poche grosse aziende, in maggioranza extraeuropee, che posseggono grandi portafogli di brevetti software.

Come sostenitori del software libero riteniamo pericolosa tale proposta, perchè introduce ostacoli insormontabili alla creazione di software, sia libero che proprietario, sia se ceduto gratuitamente che dietro pagamento. Inoltre, per le licenze libere, non esiste la possibilità tecnica di gestire il pagamento di eventuali royalty per copia, essendo le copie libere, e spesso neanche di eventuali costose licenze una tantum.

Ogni autore di software, libero o meno, è esposto al rischio di dover elaborare soluzioni tecniche che non siano coperte da alcun brevetto software, rendendo estremamente complesso ed oneroso il processo di ideazione del software se non del tutto impossibile; spesso infatti il processo di brevettazione del software va a coprire il problema nella sua interezza piuttosto che la soluzione, rendendo impossibile operare nel settore coperto dal brevetto senza violarlo.

La genericità con cui le idee vengono descritte e brevettate (vedi ad esempio il metodo di ordine con un click di Amazon) richiede pochi sforzi, se si hanno a disposizione abbastanza fondi, per brevettare i metodi più banali. In tal modo l’istituto della brevettazione, nato per stimolare l’innovazione in settori in cui essa costa molto, diventa nel settore del software una lotteria che va a beneficio di poche aziende. Inoltre la banalità dei brevetti concessi impone notevoli sforzi per elaborare qualcosa di alternativo e, soprattutto, richiede la completa conoscenza di quanto già brevettato, ovvero decine di migliaia di brevetti europei già esistenti e depositati, pur se attualmente non legali.

Maggiori informazioni sui brevetti software alla pagina , gestita dalla FFII (Foundation for a Free Information Infrastructure).

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