Roberto Balzani: Programma della coalizione per le Elezioni Amministrative 2009 nel Comune di Forlì

Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a sindaco di Roberto Balzani

IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI

In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e futuro alla nostra città.

L’attuale crisi non è solo finanziaria, ma anche morale e sociale. Per questo, l’amministrazione che verrà dovrà lavorare insieme e per i cittadini. I metodi che intendiamo utilizzare sono la trasparenza, la partecipazione e l’informazione.

I progetti saranno accessibili attraverso i nuovi sistemi di comunicazione, come ad esempio il portale web del comun, perché ciascuno possa contribuire con proprie proposte e controllare i risultati. Partecipare vuol dire impegnarsi di più, tenere le mani sulla democrazia. Il comune cercherà di avvicinarsi, di ascoltare: i cittadini dovranno reagire, chiedere, verificare. Leggi tutto “Roberto Balzani: Programma della coalizione per le Elezioni Amministrative 2009 nel Comune di Forlì”

Sul protocollo di Kyoto il Governo gioca con i numeri

Abbiamo sentito ai telegiornali le dichiarazioni del Governo sui presunti costi della riduzione della CO2 che l’Unione europea si è data come obiettivo.
All’Italia costerà 180 miliardi di euro!
Peccato che sia falso.

Monica Frassoni:

. Lo scenario di costi invece più probabile è quello che prevede un costo pari allo 0,58% del Pil europeo (91 miliardi al 2020) e per l’Italia lo 0,49% del Pil (cioè 8 miliardi): ma bisogna tenere conto anche dei risparmi nella bolletta energetica (50 miliardi a livello europeo) e per la riduzione dell’inquinamento (10 miliardi a livello europeo). Per l’Italia vuole dire che i costi passano da 8 miliardi a 2,7 miliardi.

La crisi finanziaria non dovrebbe essere la scusa per rimandare una ristrutturazione dell’economia su base economicamente ed ambientalmente sostenibile, ma un motivo in più affinché la crescita speculativa, la continua cementificazione, lo spreco di risorse vengano ridotte ad un limite accettabile per le nostre tasche ed il nostro Pianeta.

Gli scooter elettrici Vectrix a Perugia per una città più pulita e silenziosa

Gli scooter elettrici Vectrix sono stati presentati all’amministrazione del Comune di Perugia. Silenziosi, senza limiti di circolazione, con un’ottima efficienza energetica, possono essere uno strumento utile a diminuire inquinamento e traffico delle città.

Alla presentazione ha partecipato il Sindaco Locchi, al quale è stato consegnato l’attestato di “ambasciatore dell’elettrico”, ed un folto numero di autorità cittadine.

L’Azienda produttrice ha stimato un risparmio di 300’000 euro su una flotta di 100 scooter elettrici sostituiti ad altrettanti veicoli a benzina nei primi 4 anni, grazie alla diminuzione delle spese di manutenzione, carburante, tasse ed assicurazione. A questo risparmio si affiancherebbero inoltre 85’000 chilogrammi di anidride carbonica in meno in atmosfera, calcolando anche la produzione di energia elettrica necessaria per gli spostamenti e le ricariche.

Mobgas: calcolare e ridurre la propria impronta ecologica

L’Unione Europea ha finanziato lo sviluppo di un programma per cellulari e palmari, chiamato mobGAS, che permette di calcolare la propria impronta ecologica sulla base degli stili di vita che conduciamo, per aiutare a ridurla attraverso le scelte che facciamo ogni giorno. Leggi tutto “Mobgas: calcolare e ridurre la propria impronta ecologica”

Una bella discussione sul riscaldamento globale

Mi inserisco volentieri nel discorso sul riscaldamento globale, iniziato da Luca De Biase e Pandemia.

Per iniziare vi consiglio caldamente questo testo di Domenico Coiante, un esperto in materia di fonti di energia rinnovabile:
Le nuove fonti di energia rinnovabile. Tecnologie, costi e prospettive

Io credo nella discussione, i due Luca abbiano messo il dito sul punto della situazione: l’allarmismo a volte impedisce di vedere chiaramente il problema, e mette un muro tra il comunicante e la persona che ascolta. La paura non è quasi mai un buon veicolo pubblicitario, soprattutto quando è rivolta ad un problema che non viene percepito chiaramente nel presente.

Esistono dei punti fermi dai quali si può partire, per iniziare un discorso sul riscaldamento della terra generato dall’uomo.
In trent’anni l’uso dei combustibili fossili è aumentato dell’80% e questo è un dato di fatto che non può essere smentito. Queste fonti di energia aumentano il volume dell’anidride carbonica di uno 0.90% all’anno rispetto al totale di quella presente nel mondo. Considerando quindi l’aumento di popolazione che è ancora esponenziale, l’aumento della produzione di anidride carbonica aumenterà ancora nei prossimi decenni. L’anidride carbonica è responsabile del riscaldamento del globo, e discutere sulle possibili quantificazioni del problema credo che sia superfluo, in questo momento (dire che ci sarà un problema tra 40 o 50 anni, non cambia i dubbi sull’esistenza del problema).

Partendo dalla considerazione che comunque questa produzione ha delle conseguenze forti ed ormai innegabili sul clima del pianeta, bisogna iniziare a pensare a cosa fare per contrastare questa tendenza.

Coiante nel suo libro è molto poco allarmista, e scrive nel dettaglio quali sono le scelte economiche, sociali e politiche che dovremmo adottare proprio per questo motivo.

Lasciando stare il dubbio che sia immminente o no un disastro climatico, credo che dal punto di vista emotivo si abbiano più chances di cambiare le cose con un atteggiamento meno catastrofista, ma allo stesso tempo fermo sulle azioni da intraprendere.
Il catastrofismo spesso allontana le persone, che semplicemente non accettano una posizione così pessimista. Bisogna ricordare che l’uomo vede solo all’oggi, con fatica pensa a cambiare le sue azioni in vista di un domani che viene dipinto in maniera così catastrofica.

Questo non significa non prendere in considerazione il problema: semplicemente adottare un metodo diverso dal terrore per diffondere coscienza sul tema.


Bisogna iniziare ad internalizzare i costi ambientali, solo pagando di tasca propria i danni che si fanno all’ambiente si riuscirà a far percepire il senso di queste iniziative.

Il valore del protocollo di Kyoto per me è ancora maggiore perché finalmente riesce a far entrare una politica ecologica dentro un sistema economico complesso.
Kyoto è un buon inizio, se vogliamo tardivo, ma ora dobbiamo rispettare i vincoli che ci impone, cercare di includere in questo processo tutti i paesi che non hanno aderito, e procedere con nuove azioni politiche ed economiche.

Io credo che questa, ora, sia l’unica strada per ottenere qualcosa.