Il presidente dei Verdi ricoverato d’urgenza

Roma, 01 MAR (Velino) – Il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che da 33 giorni e’ in sciopero della fame contro la censura sui temi ambientali da parte dei programmi televisivi e contro la violazione del pluralismo politico e’ stato ricoverato d’urgenza in un ospedale del litorale romano. Le condizioni fisiche del leader dei Verdi che da oltre un mese non si nutre e che ha perso oltre 15 chili, dall’inizio della protesta, sono fortemente peggiorate a causa di problemi renali. Proprio i problemi renali e la presenza di sangue nelle urine hanno spinto i sanitari che seguono Bonelli a disporre un ricovero immediato. Lo rende noto un comunicato dell’Ufficio stampa della Federazione dei
Verdi. (com/gda)

Inquinamento del Lambro e del PO. Il centrodestra ha depenalizzato il reato.

Il disastro del Lambro rompe gli argini. I veleni raggiungono il Po e ora minacciano l’Adriatico. Il Governo ha depenalizzato i reati per gli inquinatori.

Chi ha inquinato il Lambro pagherà? Forse, ma con maggiore difficoltà, a partire dall’inizio di febbraio.

La magistratura indaga sulle colpe e sui colpevoli dello sversamento di idrocarburi che ha ucciso il fiume e messo a rischio l’agricoltura e gli ecosistemi. Con tutta probabilità, in quella vicenda si troveranno profili penali, soprattutto se c’è stato – come ora sembra – un sabotaggio per far
chiudere la fabbrica e permettere una lottizzazione. Ma pochi giorni fa la maggioranza ha approvato una legge che depenalizza ulteriormente i reati di contaminazione delle acque, rendendo più facile la vita all’industria inquinante e più difficile la vita a chi deve contrastarla.

Il 2 febbraio scorso, infatti, è stata licenziata una modifica al codice ambientale (la legge delega voluta dal precedente governo Berlusconi, la 152 del 2006) che indebolisce le sanzioni: «La legge dell’eco-vergogna» come la definisce il presidente dei Verdi Angelo Bonelli, che ha denunciato la depenalizzazione messa in atto dal Governo: «In questo paese gli inquinatori, come i criminali, la fanno sempre franca ». La norma prevede infatti che può essere perseguito penalmente solo chi scarica inquinanti ad altissima tossicità, come mercurio, cadmio e gli stessi idrocarburi “oltre i valori limite” consentiti dalla legge. Gli altri – quelli sotto i valori limite dei veleni – se la cavano con una multa che va da 3.000 a 30.000 euro, così come quelli che scaricano sostanze meno
tossiche, anche se inquinanti.

C’è in atto una depenalizzazione di tutto quello che può essere depenalizzato. Il governo non va certo nella direzione di inasprire le sanzioni per chi inquina. E la legge per la creazione dei crimini ambientali non è mai decollata: ci sono delitti contro la vita, la proprietà, ma non contro l’ambiente che poi significa la salute di tutti.

Siamo davanti ad una COLPEVOLE sottovalutazione delle dimensioni e degli effetti del disastro ecologico.

Si sono manifestate delle evidenze carenze di capacità e di mezzi.
Nel momento in cui si è capito che, per incapacità o per carenza di strutture e di mezzi, non si era in grado di affrontare in termini positivi l’emergenza, cinicamente, si è scelto di non fare nulla, come è evidente a chi ha frequentato i luoghi del disastro.

Inoltre emergono anche altri elementi critici:
. Principale responsabilità lombarda nella mancata attivazione dell’emergenza. Non si è trattato del solo inquinamento del Lambro. Il ricettore ultimo sarà il mare Adriatico. I lombardi avevano il dovere di saperlo.
. Impreparazione ad affrontare emergenze ambientali in generale ed in particolare della Protezione civile emiliana-romagnola (vedi l’invio di attrezzature, pure sbagliate, da Tresigallo)
. Scarsità di mezzi e materiali (non sono stati usati, perché non disponibili, prodotti chimici disaggreganti)
. Assenza di una visione territoriale (di bacino) nel valutare gli impatti del disastro. È sembrato che la Protezione civile della Lombardia si sia preoccupata solamente del Lambro. Sul Po si sono visti solo gli emiliani.
. Assenza di una regia unica (chi comandava gli interventi?) come avviene sistematicamente su tutte le tematiche legate al fiume. Prevalgono sempre le logiche amministrative (in realtà sarebbe più corretto parlare di logiche politiche di governo); le regole in vigore in sponda destra sono
diverse da quelle della sponda sinistra.
. AIPO (che poteva essere individuata come titolare dell’azione necessaria) non regge alla prova dei fatti, troppo condizionata dalla politica, troppo zavorrata da funzionari senza conoscenze necessarie ad affrontare queste tematiche.

I garanti della Federazione regionale dei Verdi dell’Emilia Romagna

GianMaria Casarini
Alessandro Ronchi
Arianna Bianchi

Uno step per il nucleare ed uno stop al solare

Oggi il Consiglio dei Ministri deciderà dove costruire le centrali nucleari, ma non dirà agli italiani dove fino alla fine delle elezioni regionali per paura di ripercussioni elettorali.

Come se non bastasse, il Conto Energia, che ha favorito in questi anni anche in Italia lo sviluppo delle energie rinnovabili , e che in Germania ha già portato 250’000 posti di lavoro, verrà abbattuto del 20%.

Fonte:  NUCLEARE: BONELLI (VERDI), DOMANI CDM DECIDE SITI E AFFOSSA ‘CONTO ENERGIA’.

Caccia e sciopero della fame

Due notizie importanti. La prima riguarda lo scandaloso DDL sulla caccia approvato al Senato (leggi la notizia “Caccia, libertà di deroga” su Repubblica.it) e l’inizio dello sciopero della fame di Bonelli, il presidente nazionale dei Verdi, contro l’oscuramento mediatico dei temi ambientali:

Le tematiche ambientali sono state espulse dal sistema radio televisivo italiano. I grandi temi della tutela dell’ambiente, della lotta all’inquinamento, della salute dei cittadini, della difesa del territorio e dell’emergenza climatica che l’Intero Pianeta sta vivendo a causa del cambiamento del clima sono stati uccisi dalla comunicazione televisiva del nostro Paese.