Alessandro Ronchi

brunetta

Caro Brunetta, per favore la smetta

Non conta più cosa si fa, ma come lo si dice. Così con cadenza e frequenza scientifica il ministro (ahimè) Brunetta rilascia dichiarazioni molto offensive su qualche categoria di lavoratori, per attirare il consenso di tutti gli altri (in modo che la ricerca del capro espiatorio faccia puntare il dito sempre altrove).
Ieri è riuscito in due imprese incredibili. Primo, ha detto che la valutazione sui dipendenti seguirà le orme di Ebay: “Chiunque di voi abbia comprato qualcosa lì sa che alla fine della transazione compaiono tre freccette”. Caro ministro, chiunque abbia comprato su Ebay sa che lì non esistono freccette, ma valutazioni su ogni aspetto dell’asta ed un campo testuale per i commenti.

Poi è riuscito ad offendere due categorie di lavoratori contemporaneamente: “Il tornitore alla Ferrari ha il sorriso e la dignità di dire al figlio che cosa fa, l’impiegato al catasto, i professori, i burocrati no”. Caro ministro, se fosse vero che professori, impiegati del catasto e dipendenti pubblici si vergognassero di dire al figlio il loro mestiere forse ci sarebbe veramente qualcosa da sistemare, partendo magari dai sogni costruiti dei più piccoli dati dai dibattiti stupidi in TV. Di certo non gioverebbe in alcun modo il suo populismo.

Sono certo che qualche italiano si debba vergognare, a partire da quelli che per ambizione personale sfruttano i mal di pancia.

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