I pericoli delle campagne elettorali illecite sui social

AGI ha pubblicato la traduzione integrale del discorso di Carole Cadwalladr al TED Talk.
Lei è la giornalista che ha scoperchiato il caso Cambridge Analityca ed è stata bannata a vita da Facebook per questo.

Espone in maniera chiarissima come la piattaforma sia stata uno strumento fondamentale nella campagna elettorale del voto sulla Brexit e come sia stata illegalmente influenzata l’opinione pubblica, a tal punto da sembrare irreale:

Camminando per la città, ho avvertito una strana sensazione di irrealtà. E me ne sono davvero resa conto quando ho incontrato un giovane davanti al centro sportivo che mi ha detto di aver votato per il Leave, perché l’Unione Europea non aveva fatto nulla per lui. E ne aveva abbastanza di questa situazione. E in tutta la città le persone mi dicevano la stessa cosa. Mi dicevano che volevano riprendere il controllo, che poi era uno degli slogan della campagna per la Brexit. E mi dicevano che non ne potevano più di immigranti e rifugiati. Erano stufi.

Il che era abbastanza strano. Perché camminando per la città, non ho incontrato un solo immigrato o rifugiato. Ho incontrato una signora polacca che mi ha detto di essere l’unica straniera in paese. E quando ho controllato le statistiche, ho scoperto che Ebbw Vale ha uno dei più bassi tassi di immigrazione del Galles. E quindi ero un po’ confusa, perché non riuscivo a capire da dove le persone avessero preso le informazioni su questo tema. Anche perché erano i tabloid di destra a sostenere questa tesi, ma questo è una roccaforte elettorale della sinistra laburista.

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Chi ha denaro può fare messaggi pubblicitari mirati sulla base degli interessi e delle paure degli utenti. Parlare alla pancia con argomenti populisti e mirati agli interessi particolari, non più con messaggi generici come quelli della televisione.
Se anche non viene considerata come sponsorizzazione per un certo partito, è chiaro che spingendo la preoccupazione su certi temi si sposta in maniera consistente l’elettorato.

Il voto alle prossime elezioni europee rischia di essere influenzato alla stessa maniera. I soldi spesi nella diffusione di fake news non vengono rendicontati, quindi in un clima di assoluta mancanza di trasparenza chi avrà più denaro sposterà le scelte delle persone.

Ci crediamo immuni, esattamente come crediamo che la pubblicità non influisca sulle nostre scelte, ma l’opinione di massa viene spinta costantemente dalla selezione di notizie che ci appaiano, vere o false che siano.
Spostano voti anche i sondaggi, perché il successo attira successo, figuriamoci le notizie false e molto toccanti!

Anche per questo il giornalismo vero, quello d’inchiesta, quello che lotta contro gli interessi di pochi, andrebbe tutelato e protetto.

Magari adesso pensate, “beh, parliamo solo di alcuni post pubblicitari, le persone sono più furbe di così, no?”. Se lo faceste vi risponderei: “Buona fortuna, allora”. Perché il referendum sulla Brexit dimostra che la democrazia liberale non funziona più. E voi l’avete messa fuori uso. Questa non è più democrazia – diffondere bugie anonime, pagate con denaro illegale, dio sa proveniente da dove. Questa si chiama “sovversione”, e voi ne siete gli strumenti.