Il presidente dei Verdi ricoverato d’urgenza

Roma, 01 MAR (Velino) – Il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che da 33 giorni e’ in sciopero della fame contro la censura sui temi ambientali da parte dei programmi televisivi e contro la violazione del pluralismo politico e’ stato ricoverato d’urgenza in un ospedale del litorale romano. Le condizioni fisiche del leader dei Verdi che da oltre un mese non si nutre e che ha perso oltre 15 chili, dall’inizio della protesta, sono fortemente peggiorate a causa di problemi renali. Proprio i problemi renali e la presenza di sangue nelle urine hanno spinto i sanitari che seguono Bonelli a disporre un ricovero immediato. Lo rende noto un comunicato dell’Ufficio stampa della Federazione dei
Verdi. (com/gda)

Sul blocco dei talk show evidentemente non era stato spiegato tutto

Via Metilparaben e Francesco Costa:

La norma approvata dalla commissione di vigilanza sulla Rai (su iniziativa del deputato radicale Beltrandi) non “sospende” i talk show, non li “taglia”, non li “oscura”, tantomeno li “censura”. La norma prevede invece una più esigente e rigida applicazione di una legge votata dal centrosinistra diversi anni fa e – a quel che mi risulta – tutt’altro che ripudiata: la par condicio. Ballarò, Annozero e compagnia potranno tranquillamente andare in onda, purché si preoccupino di ospitare in studio esponenti di tutti i partiti, garantendo loro parità di tempo e spazi. Se non vorranno strutturare così i loro programmi, potranno spostarli in un’altra fascia oraria e lasciare il prime time a tribune politiche che obbediscano a quei criteri. Lo scandalo semplicemente non c’è. Anzi, c’è: è nella norma approvata durante la stessa sessione col voto compatto di Pdl e Pd (unico contrario sempre il radicale Beltrandi, ma correggetemi se sbaglio) che prevede che i partiti che non hanno superato lo sbarramento del 4 per cento alle elezioni europee non siano rappresentati nelle tribune politiche e nei talk show di cui sopra. Una misura insensata, iniqua e scandalosa.

Il sesso su Facebook

Circa un anno fa scoppiò una polemica sulla censura di Facebook alle foto di mamme che allattano (*) . Oggi la politica della multinazionale deve essere cambiata, se permette pubblicità come questa:


*: dimenticando che Facebook non è uno spazio aperto, ma il giardino privato di una azienda americana che può fare quello che vuole, con il suo servizio.

Chiudi gli occhi, respira lentamente

L’affanno di questo inizio settimana per far approvare in tutta fretta leggi liberticide nei confronti della rete, che nulla c’entra con la statuetta, è una indicazione del rischio che stiamo per correre.

In questi casi bisogna cercare di passare la nottata: tra qualche giorno questa squallida strumentalizzazione del pazzo non avrà più tutta questa forza.  La possibilità di fare ostruzionismo in Parlamento, oggi azzerata, serviva proprio per evitare che un fatto eccezionale potesse influenzare una legge del nostro Paese.

E’ compito nostro cercare di svegliare le coscienze e le menti intorpidite da quanto accaduto domenica ed alzare seriamente la voce per impedire che l’Italia adotti misure censorie per la rete simili a quelle cinesi.

Domani potrebbero chiuderci completamente la bocca.