Uno vale Uno.

Due righe in merito all’espulsione di Tavolazzi dal Movimento 5 Stelle da parte di Grillo, a causa della sua partecipazione ad un evento dove ci si chiedeva come organizzare la democrazia interna del movimento.

Qualunque organizzazione democratica deve permettere la discussione dei propri iscritti ed aderenti. Non si può, sulla base di un non-statuto, vietarlo. Tra l’altro le associazioni, prima ancora dei partiti, devono dotarsi di strumenti che definiscono con assoluta chiarezza le regole per l’iscrizione e l’espulsione. E sicuramente il dialogo non può essere un motivo di incompatibilità con i fini associativi.

Sto quindi con quella parte del movimento che sta protestando contro queste azioni unilaterali di Grillo. Se è vero che uno vale uno, a decidere se questo è giusto o meno dovrebbero essere almeno gli attivisti. Se, come dicono, fosse sempre la rete intera a dover decidere, allora potrebbero fare un sondaggio sull’espulsione.

Invece in un Post Scriptum Grillo espelle anche i grillini di Cento.

A questo punto probabilmente una grossa fetta del movimento dovrà prendere le distanze dal capo impazzito ed andare per la propria strada, proseguendo il proprio impegno con una ragionevole certezza di non essere alle dipendenze di nessuno.
Oppure, non vedo altre alternative, dovranno dotarsi finalmente di uno statuto comune con regole che limitino il potete del capo e diano la possibilità di scelta agli attivisti/iscritti/simpatizzanti.