Alessandro Ronchi

centrali

Nucleare: alla faccia del federalismo

Quando si delega una decisione agli enti decentrati, non sempre decidono come vuole il Governo.

Così sul nucleare i nostri “eroi” hanno impugnato le decisioni delle regioni contrarie alle nuove centrali sul loro territorio.

Esattamente il contrario del federalismo.

Buon 2010 Nucleare

Il prossimo anno, sicuramente non prima delle elezioni regionali, verranno resi pubblici i siti delle nuove centrali nucleari italiane.
L’elenco sembra già essere circolato, ma forse questo non è il fatto più importante.

E’ la tempistica, a mio parere, che dovrebbe farci riflettere. Se si crede che sia giusto percorrere di nuovo la strada del nucleare bisogna avere il coraggio di farlo fino in fondo, senza prendere in giro i cittadini. Ed i cittadini devono fare altrettanto.

Se ritengono che sia giusto e sicuro, nonostante l’elenco piuttosto lungo di incidenti delle cosiddette centrali modello, allora devono a maggior ragione votare chi costruirà anche a pochi km da casa propria una centrale atomica.

Chi invece la ritiene una strada sbagliata, non dovrebbe aspettare di sapere se la centrale sarà nel proprio giardino per cambiare il voto alle prossime regionali. Altrimenti in futuro la sua protesta potrebbe non avere lo stesso significato.

Briblo: Gestione dei rifuiti nucleari in Francia, e da noi?

La notizia sta rimbalzando su tutti i blog tra cui Petrolio, Vogliaditerra, LorenzoC: i francesi hanno stoccato loro rifiuti radioattivi provenienti dalle centrali nucleari in Siberia a cielo aperto. Tralasciando il fatto che sono anche rifiuti nostri, visto che compriamo l’energia dai cugini d’oltralpe e che ENI ed EDF sono soci, vi passa minimamente in testa cosa potrebbero fare i mafiosi se veramente aprissimo centrali nucleari qui da noi? Tutto documentato da una video-inchiesta.
Ma non finisce qui! Pare che altro materiale radioattivo sia stato utilizzato come materia prima nelle infrastrutture.

Fonte: Briblo: Gestione dei rifuiti nucleari in Francia, e da noi?

I Verdi : grazie a noi il Comune di Forlì è libero dal Nucleare, ora scriviamolo sui cartelli.

comune_forli_libero_nucleareIl Consiglio Comunale di lunedì, dopo un ampio dibattito, ha approvato due ordini del giorno presentati dal Gruppo dei Verdi, il primo sul nucleare, il secondo sull’adesione al manifesto per l’acqua ed al conseguente impegno al mantenimento di questo bene comune in mani pubbliche.

Che i verdi non siano più in Parlamento si vede : in pochi mesi si sono visti clamorosi dietrofront bipartisan sulla scelta democratica dei cittadini che con il referendum hanno votato contro l’energia nucleare e nell’indifferenza generale è stato votato un articolo di legge che sancisce la trasformazione dell’acqua da bene pubblico a merce gestita da privati.

Il Consiglio Comunale di Forlì, grazie ai Verdi, si è però impegnato con una ampia maggioranza sia nei confronti dell’acqua come bene pubblico sia dichiarando il territorio comunale “Libero dal Nucleare”, vietandone l’installazione di centrali che sfruttino l’energia atomica.

Purtroppo la maggioranza dei consiglieri ha deciso di non apporre questa decisione ai cartelli della città, quasi vergognandosi di aver fatto una cosa giusta. Per questo motivo i Verdi hanno deciso di creare ed affiggere un cartello simbolico all’entrata di Forlì.

Con colpevoli ritardi di anni cominciano ad essere rese note ricerche che dimostrano che nei territori limitrofi alle centrali nucleari francesi, spacciate come all’avanguardia, sono quadruplicati i casi di malattie molto gravi come tumori e leucemie. Una conferma che non sono altamente pericolosi solo i disastri atomici ma anche l’ordinaria attività di funzionamento delle centrali, con “normali” fuoriuscite di radioattività durante l’esercizio dell’impianto.

Al contrario di quanto viene spesso affermato il nucleare non rappresenta una soluzione alla dipendenza dall’estero, ed i paesi che possiedono più centrali sono gli stessi a consumarne le quantità maggiori pro capite. Anche il combustibile nucleare è un fossile, come il petrolio ed il gas è limitato e, a differenza di questi, non disponibile neanche in piccole quantità in Italia.

In Germania, paese all’avanguardia sulle energie rinnovabili, nel 2002 il Governo grazie ad una forte presenza dei Verdi ha scelto di chiudere progressivamente le 19 centrali nucleari e sviluppare le fonti alternative. I sondaggi hanno dimostrato il consenso dei cittadini ed il Governo successivo della Merkel non ha modificato questa scelta. Cosa ancora più importante, nel paese tedesco grazie all’economia verde sono stati creati quasi due milioni di posti di lavoro ed il settore prevede 500’000 nuove assunzioni a dispetto della crisi.

Al contrario In Italia, il Governo ha ceduto alla lobby nuclearista francese ed ha cancellato tutte le politiche positive messe in atto in favore del solare e delle fonti rinnovabili pulite stabilite grazie ai Verdi nel Governo precedente. Mentre anche gli USA compiono una coraggiosa inversione di rotta per i cambiamenti climatici nel nostro paese si aprono conflitti a livello europeo per consentire a sistemi produttivi obsoleti di continuare ad inquinare il pianeta impunemente.

Il Mondo è cambiato, rispetto al secolo scorso. Siamo sicuri che prima o poi anche i più nostalgici se ne renderanno conto ed entreranno finalmente nel nuovo millennio.

Questi sono i due ordini del giorno approvati:
odg-manifesto-acqua-pubblica
forli_comune_libero_dal_nucleare

Quale momento migliore per votare il ritorno al nucleare?

In politica le regole scritte e non scritte sono più importanti delle opinioni sui temi. I costituzionalisti italiani, pur avendo visioni completamente diverse, si trovarono d’accordo sulle regole con le quali discutere, votare ed approvare le Leggi.

Due cose sono ancora peggiori del voto al ritorno al nucleare di ieri alla Camera (incluso l’uso dei militari nei siti delle centrali).

Primo, gli italiani hanno votato un referendum contro il nucleare. Quindi sarebbe stato necessario un altro referendum per eventualmente annullare il primo.

Secondo, il momento scelto per questa discussione così importante è scandaloso. Oggi il Corriere della Sera riporta la notizia in 37° pagina, dietro alle ovvie considerazioni sulle elezioni USA e persino dietro alle nozze di Marina Berlusconi.

Le regole scritte e non scritte, insomma, in Italia non esistono. Le discussioni sui temi, quindi, perdono conseguentemente ogni significato e cadono tutte come in un domino.

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