Il nemico francese

E’ chiaro che la crisi diplomatica del nostro Governo con quello francese sia causata dalle prossime elezioni europee. 5 Stelle e Lega Nord si trovano al momento senza un nemico, nella narrazione della loro epica campagna (elettorale).

Un nemico serve per unire le forze, rafforzare gli animi, motivare gli elettori. Senza una opposizione forte e visibile, bisogna cercarlo altrove.

Di Maio per questo cerca di avvicinarsi ai gilet gialli, quelli che protestano contro la tassa sull’inquinamento, alcuni incitando alla guerra civile (parole testuali). Per metterci sopra il suo marchio vuole essere dalla parte di chi lotta, possibilmente in maniera eclatante, indipendentemente dalle motivazioni che lo spingono.

Spostare le tasse dai redditi da lavoro alle esternalizzazioni negative come l’inquinamento ambientale sarebbe invece uno degli strumenti necessari per una conversione ecologica della nostra economia.

Ma a Gigi e Matteo non interessano nemmeno i contenuti, questo inutile teatrino serve solo a riempire i quotidiani con le loro facce, a ricordarci le marette delle finali dei mondiali di calcio ed a trovare magari un nemico esterno al quale dare la colpa dei loro futuri insuccessi, quando non si potrà più rispondere “e allora il PD?”



Perché si parla di Ischia nel Decreto Genova?

Genova ha bisogno della demolizione e della ricostruzione del suo ponte crollato, in tempi rapidi.

Perché invece di discutere di questo nel decreto Di Maio insiste per aggiungere il Condono ad Ischia  ed in altre regioni , l’aumento degli inquinanti nei fanghi che si possono sversare nei campi  ed altre cose che nulla hanno a che fare?

Ovviamente questi temi allungano il dibattito e rallentano l’iter, aggiungendo settimane all’approvazione delle norme necessarie veramente al capoluogo ligure.

Lo fa perché sotto l’ombrello della necessità e dell’urgenza pensa che sia più facile nascondere delle norme che ovviamente fanno crescere mal di pancia.

Non mi pare un buon esempio di trasparenza e partecipazione, nè di cambiamento.

Sarebbe opportuno che togliessero le cose che non c’entrano con Genova, e se vogliono le ripresentino in norme a parte che possano essere discusse con la serietà che serve.

E’ vero che Dessì rinuncia alla candidatura coi 5 Stelle?

Dopo le polemiche sul controverso candidato 5 Stelle Emanuele Dessì , Luigi Di Maio (capo politico del partito) ha annunciato il suo ritiro alla candidatura.

Peccato però che una volta presentate le liste questo non sia più possibile, e che la sua elezione sarà praticamente certa se 5 stelle otterranno più del 27% dei voti.

A quel punto, fidandoci delle parole di Dessì, dovrebbe dimettersi e spiegare le sue motivazioni. Il Parlamento dovrebbe accettarle, procedimento non troppo veloce.

Oggi Dessì dice di non aver nemmeno capito quello che ha firmato, secondo quanto riportano le agenzie di stampa:

Emanuele Dessì (M5S): “Ho firmato un foglio per la rinuncia, ma non ho capito cosa c’era scritto”

Dal tono delle sue parole, non mi è sembrato particolarmente convinto.