Da dove vengono le diossine negli alimenti? Cosa le produce?

Pubblico un comunicato di medicina democratica, che vi consiglio di leggere. Nei giorni scorsi si è parlato di Diossina negli animali da allevamento, ma non si è detto che la Diossina viene prodotta principalmente dalle combustioni:

Le diossine, come classe di composti, sono sostanze cancerogene, persistenti, non biodegradabili, facilmente accumulabili nella catena alimentare. Reazioni di ossidazione come quelle che avvengono negli inceneritori, nelle acciaierie di seconda fusione ed in altri processi di combustione civile ed industriale, sono i principali produttori di diossine. (Wikipedia)

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Diossina “moderatamente superiore al limite”

Chi dice che la diossina in alcune mozzarelle di bufala campane è “solomoderatamente superiore a limite commette un atto grave. La diossina non ha valore minimo, sotto il quale non è dannosa. E’ sempre cancerogena, con rischi diversi, ed i valori di legge sono solo una convenzione.
Quindi anche stare un poco al di sotto di questi limiti sarebbe un problema da risolvere. Se poi si è “moderatamente sopra”, è ovviamente peggio. Chiedetevi se non vi darebbe fastidio che vi ammaccassero l’auto “moderatamente“, e pensate a come stupriamo ogni giorno la nostra lingua per cambiare la percezione delle cose che ci vengono dette.

REACH: Un rischio per gli animali

Il 12 ed il 13 Marzo scorso la Lega Anti Vivisezione (LAV) ha aperto la raccolta delle firme per evitare i test sugli animali previsti dalla direttiva europea di prossima emanazione, denominata REACH (da Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals). Questa direttiva punta a definire un nuovo equilibrio normativo sull’industria chimica europea, inserendo obiettivi di tutela della salute pubblica e della qualità dell’ambiente dagli effetti potenzialmente dannosi derivanti dalle sostanze chimiche in commercio. Incluso nel pacchetto delle nuove norme è presente l’obbligo di testare le sostanze chimiche che sono state messe in commercio prima del 1981, data nella quale è stato inserito l’obbligo di verificare i nuovi composti immessi sul mercato. Circa 30’000 di queste sostanze, in commercio da più di vent’annni e mai controllate, verrebbero ora sottoposte a test sugli animali, provocando la tortura e la morte di un numero di animali compreso tra i 12,8 ed i 50 milioni, secondo stime prodotte dall’Unione Europea. Leggi tutto “REACH: Un rischio per gli animali”