La licenza è importante

Riprendo qui una discussione nata grazie al contributo di Luca Sartoni, che sul suo blog parla dell’importanza di rispettare le licenze (in particolare Creative Commons).

Solo perché una cosa è pubblicata su internet non significa che la sua licenza non sia importante. Qualsiasi contenuto noi creiamo e pubblichiamo sul web è il frutto di un lavoro. Le regole della distribuzione di un lavoro d’ingegno sono date dall’autore (si parla, infatti, di diritto d’autore). Leggi tutto “La licenza è importante”

Carlucci: stop all’anonimato in rete

Ho già parlato male delle idee di Gabriella Carlucci sul diritto d’autore e su internet, ma pare che questa volta si sia superata.
Dopo i 4 anni di prigione a chi viola il copyright , la stampa clandestina per chi tiene un blog, la censura sul web proposta da D’Alia, ora arriva anche il divieto di anonimato.

Sia chiaro, in questo caso non si tratta di perseguire chi commette reati, ma impedire qualsiasi tentativo di pubblicare i contenuti in forma anonima. Così verrebbero a sparire, ad esempio, tutte le denunce fatte dai cittadini che per qualsiasi motivo non possono rendere pubblica la loro identità (ad esempio chi ha paura di perdere il proprio lavoro, ma vuole denunciare la violazione di norme sulla sicurezza).

Internet è un mezzo che dovremmo imparare a considerare come la stampa, che protegge le proprie fonti. Gli strumenti per bloccare eventuali reati ci sono, indipendentemente dalla forma con la quale vengono inseriti negli spazi pubblici.

Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.(Articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo)

Una nuova legge oscena sul CopyRight

Leggo sul blog di Anna Masera che il 21 Dicembre è stata approvata una legge che permette a tutti i Comuni di far valere i propri diritti di CopyRight per le immagini della città, compresi gli usi non commerciali.

Così il Colosseo non sarà più di tutti, chi pubblicherà le foto delle proprie vacanze dovrà pagare i diritti d’autore. In millenni di storia nessuno era mai riuscito ad immaginare di far pagare per le riproduzioni visive di luoghi pubblici.

La direzione è sempre la stessa, oscena: pene più severe per chi copia un cd o fa una foto di quelle che deve pagare chi falsifica bilanci.

Rinnoviamo la cultura

Scopro attraverso Mantellini dell’esistenza di una petizione che ha lo scopo di difendere chi utilizza immagini digitali di pittori protette dall’azione legale della SIAE. L’ho sottoscritta, anche se ritengo necessario modificare la legge che permette una interpretazione così severa dei diritti d’autore, senza distinzione tra fini didattici e scopo di lucro.
Dobbiamo mettere mano alle leggi sul Copyright, per due motivi molto semplici:
– nel 1941 la situazione era palesemente diversa ed il concetto stesso di diritto d’autore, una volta molto netto, oggi si compone di un arcipelago di situazioni complesse che vanno analizzate caso per caso, senza eccessive leggerezze o punizioni una-tantum.
– chi l’ha adeguata, nel 2004, non aveva la minima idea di cosa stava facendo, o se ce l’aveva era troppo soffocato sulle posizioni di una industria, quella della vendita di beni di consumo culturali, che probabilmente oggi dovrebbe essere più matura, alla luce dei cambiamenti di questo ultimo triennio. Altrimenti merita un inevitabile declino che faccia spazio ai soggetti, anche economici, più lungimiranti. Leggi tutto “Rinnoviamo la cultura”