Il messaggio semplice

Uno dei commenti migliori che ho letto sui risultati delle elezioni politiche del 4 Marzo è di Luca Sofri, direttore del Post:

dal sistema dell’informazione e degli esperti passa e attecchisce presso la maggioranza degli italiani la parte semplificata dei messaggi e non quella complessa delle analisi. -cut-
Quello di cui sono fatti i media italiani (giornali, programmi tv del pomeriggio, dichiarazioni di politici, eccetera, l’informazione) è testi e titoli: passano i titoli. Quello di cui sono fatti i media italiani è riflessioni accurate e sensazionalismo: passa il sensazionalismo. Quello di cui sono fatti i media italiani è immagine di progresso e terrorismo: passa il terrorismo. Quello di cui sono fatti i media italiani è spirito di convivenza e risentimento aizzato: passa il risentimento. Quello di cui sono fatti i media italiani è spiegazione dei fenomeni e litigio nei talk show: passa il litigio. Quello di cui sono fatti i media italiani è vero complesso e falso semplice: passa il falso.

Guardando le stronzate che sono passate su Facebook e su Whatsapp in questi giorni, mi rendo conto che tutti i messaggini stupidi ed “ironici” hanno scolpito, una goccia per volta, l’immaginario collettivo. Renzi è diventato progressivamente sempre più antipatico, è passato “di moda”, è diventato in pochi mesi “la vecchia politica”. Il tifo da stadio che l’ha sostenuto nel 2014, immotivato, gli si è rapidamente voltato contro, dichiarare di votarlo non era più “cool”.

Le ironie semplicistiche e becere, le bufale, non sono state superficiali ed inutili, non ci hanno fatto solo sorridere, hanno creato un immaginario collettivo. Non sono stati i programmi a convincere gli elettori, ma questo sentimento.

Su Facebook ho commentato a caldo che i russi hanno lavorato bene. Wired aveva scritto un articolo interessante, pochi giorni fa. Ne riporto un brevissimo stralcio, ma vi consiglio di leggerlo tutto:

Un po’ più inquietante invece è quanto dimostrato da un’inchiesta di BuzzFeed alla fine del 2016. La testata di disinformazione russa Sputnik, emerge come una delle principali fonti di fake-news di M5S. Soprattutto da parte di Tze Tze, sito controllato dalla Casaleggio Associati, e da L’Antidiplomatico, molto vicino al movimento. Dopo l’inchiesta Tze Tze è stato dismesso.

In realtà, ragionandoci, quest’ultimo governo Gentiloni ha fatto male? Nessuno lo sostiene. Ha fatto peggio di Berlusconi più Lega Nord dell’ultimo governo 2008-2011? Non lo dice nessuno.

Questa rabbia era immotivata, a ragione, ma si è votato a sentimento, “a pelle”.

Gli italiani a pelle hanno deciso di premiare Salvini e Di Maio. Chi oggi ne è contento lo scriva nei commenti, lasciamoci i contatti per riparlarne tra un paio di anni.

Sono pronto di ammettere di aver sbagliato pubblicamente e clamorosamente, se staremo meglio di oggi.

Fonti:

I 5 stelle non hanno perso: grande vittoria a Parzanica!

I 5 stelle hanno perso molti voti, in queste amministrative di Giugno 2017. Eppure il nostro eroe Vito Crimi è soddisfatto per il grande risultato di Parzanica, comune di 400 anime del Bergamasco.

Vito Crimi trova comunque un motivo di soddisfazione in queste amministrative. “Parzanica, piccolo comune bergamasco, meno di 400 abitanti e un sindaco 5 Stelle”, scrive il parlamentare sul suo profilo Facebook.

Ritagliarsi la legge elettorale su misura come un vestito

Ai partiti piace ritagliarsi una legge elettorale anche poco giusta, ma molto conveniente. Sulla base dei sondaggi del giorno, cambiano idea sull’argomento.

Per questo motivo bisognerebbe fare subito una legge che valga tra 10 anni: una legge onesta, inapplicabile per convenienza di pochi alle prossime politiche. Insieme a questa, per legge, impedire l’applicazione di ogni nuova norma elettorale alle consultazioni dei 5 anni successivi.

In questo modo smetteremmo di discutere ogni anno delle regole del gioco, che il padrone del campo ogni volta cerca di ricamare sulla sua convenienza.

Volete un esempio facile? La soglia di sbarramento, fino all’altro giorno ipotizzata al 3%, con la scissione del PD in due oggi è desiderata al 5%, in modo da impedire l’ingresso della nuova forza in Parlamento e raccogliere “il voto utile”.

In realtà il voto utile non si raccoglie mai così, e ad ogni nuova legge peggioriamo la situazione precedente, perdendo voti in numero assoluto.

Ogni nuovo padrone del campo decide di giocare con meno avversari, per convenienza.

Il campionato, però, è sempre più brutto ed il futuro sempre peggiore.

Perché sulle elezioni ha ragione Napolitano

Il Presidente della Repubblica emerito Napolitano ha recentemente dichiarato che preferirebbe votare a fine legislatura invece che in maniera anticipata.

Subito ha ricevuto una pioggia di critiche da tutti i fronti.

Io credo che invece abbia ragione. 

Primo, perché un governo al momento esiste e non siamo in situazione di instabilità politica, cosa che accadrebbe se si votasse con questa legge elettorale monca. Aspettando il 2018 ci sarebbe il tempo per sistemarla senza l’incombenza e la pressione dei sondaggi quotidiani.

Inoltre credo che il Paese abbia bisogno di evitare una campagna elettorale continua. Per quanto possa appassionare gli addetti ai lavori e le truppe di attacchini abusivi, in democrazia c’è un tempo per il confronto con gli elettori ed un tempo per il lavoro. Se si aumentano le elezioni, inevitabilmente ci si concentra solo su una fetta del lavoro della politica.

Per quanta fretta abbiano gli elettori 5 stelle, credo che anche a loro convenga consolidare regole democratiche interne che permettano di candidare personale politico decente.

E per quanta fretta abbia Renzi di ritornare in gioco, penso che sia meglio avere una persona pacata, più capace ad unire che a dividere le persone verso un obiettivo comune.

Ho sentito Travaglio accusare Gentiloni ed il suo governo di essere “soporifero“. Beh, pur non essendo un suo fan preferisco la sua figura pacata rispetto al chiassoso predecessore. Il fatto quotidiano riuscirà a vendere meno copie e fare meno titoloni, ma all’Italia credo che serva un po’ di tranquillità politica, un po’ di amor proprio e del prossimo, un po’ meno urla e qualche sforzo comune in più.

Forse Renzi ha proprio paura che gli italiani se ne accorgano.

L’estate di Marino

Gilioli sul suo blog fa una ottima analisi degli errori di Marino, sindaco di Roma, compiuti in questo caldo agosto.

In questa analisi è parecchio benevolo nei commenti, sembra quasi che le pessime scelte politiche compiute non siano colpa sua.

Io penso però che un politico debba saper fare politica,  che significa anche comunicarsi e comunicare le sue idee, per poterle portare avanti.

Io credo che siano due le ragioni per cui non si va alle elezioni immediate nella capitale: l’imminente giubileo e la pessima reputazione del PD a causa di mafia capitale e scandali collaterali.