Il presidente dei Verdi ricoverato d’urgenza

Roma, 01 MAR (Velino) – Il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che da 33 giorni e’ in sciopero della fame contro la censura sui temi ambientali da parte dei programmi televisivi e contro la violazione del pluralismo politico e’ stato ricoverato d’urgenza in un ospedale del litorale romano. Le condizioni fisiche del leader dei Verdi che da oltre un mese non si nutre e che ha perso oltre 15 chili, dall’inizio della protesta, sono fortemente peggiorate a causa di problemi renali. Proprio i problemi renali e la presenza di sangue nelle urine hanno spinto i sanitari che seguono Bonelli a disporre un ricovero immediato. Lo rende noto un comunicato dell’Ufficio stampa della Federazione dei
Verdi. (com/gda)

Io non ti vedo

Come tutti gli anni in questo periodo assistiamo al tentativo di montare polemiche su San Remo, che cercano di donare un minimo interesse all’evento.
Così quest’anno è il turno del Principe che canta, di Carla Bruni che va e non va più, di quello che fumano o sniffano i cantanti, e così via.
Una valanga di stronzate.

The Show Must Go On.

Nel frattempo c’è un uomo che da più di una settimana fa lo sciopero della fame contro l’oscuramento dei problemi ambientali dai media, e nessuno lo sa.
Nessuno viene messo in condizione di sapere che stanno introducendo gli OGM in Italia. Nessuno ha saputo cosa stanno combinando sul nucleare.

The show must go on, yeah

Cirìn: Un esempio da seguire

cirinHo imparato che si chiamava Francesco, ieri, il giorno del suo funerale.
Per me era Cirìn, in famiglia l’hanno sempre chiamato così: Cirìn.
Lui – come tutta la mia famiglia – era originario di Casticciano, una minuscola frazione di Fratta Terme, origini contadine di quelle che i vecchi trasmettono raccontando di fatica, fame e tanta allegria.
Ieri ad accompagnare Cirìn c’erano tutte, quelle radici. Eppoi c’erano quelli – tantissimi – che Cirìn l’hanno conosciuto in seguito, al Ronco dove la vita l’aveva trasferito e dove insieme alla amata moglie “Gigia” si era fatto apprezzare da tutta la comunità che ieri l’ha accompagnato per l’ultimo viaggio.

Tutti ricordavano il suo sorriso, la sua generosità, la sua disponibilità, la sua porta sempre aperta. Sempre una bottiglia di vino da stappare, sempre un frutto del suo orto da donare.

Già, i suoi frutti e quel cassonetto così spazioso per poterne contenere il più possibile da distribuire a tutti.

“C’è più gioia nel dare che nel ricevere”, questa la frase che il parroco ha dedicato a Cirìn.
Non ci si può fermare solo nel suo ricordo, dobbiamo seguirne l’esempio.

La fame nel Mondo secondo me

Oggi c’è stato il vertice della FAO a Roma sul problema dell’aumento dei costi del cibo e del rischio carestia nel Mondo. Se il premier iraniano non avesse avuto il primo piano tutto il giorno, probabilmente qualche media avrebbe avuto il tempo di approfondire un po’ la questione.

Non credo che il problema di oggi sia dovuto ai biocarburanti, ancora poco diffusi per mettere in crisi il mercato dei beni alimentari (ma già abbastanza diffusi per mettere in guardia sulle conseguenze).

Oggi gran parte del problema risiede nelle speculazioni internazionali di borsa, che dal mattone dopo la crisi dei mutui americani si sono spostate alle materie prime, cibo compreso.

Al vertice sono state proposte misure di sostegno, ma la carità in questo caso ha un effetto temporaneo e non risolve il problema.

La proposta di Berlusconi è quindi a mio parere completamente inutile ed anzi pericolosa: togliere fondi dal bilancio europeo per mettere soldi in container da spedire al terzo Mondo come supporto può anche portare a disastri come quello della missione arcobaleno, che spero non sia stato dimenticato.

Nessun TG ha avuto l’idea geniale di intervistare un professore o un esperto in materia, purtroppo.

Invece di proporre la detrazione degli aiuti, partirei con strumenti di difesa del cibo dalle speculazioni di borsa, dalla messa al bando dei brevetti e delle sementi ogm fatte per morire dopo un raccolto (1), privilegerei con un sistema di tassazione ed incentivi che favorisca la produzione di cereali rispetto a quella della carne (2), eliminerei tutti gli incentivi per la dismissione delle culture (ed il conseguenze innalzamento dei prezzi) dell’Unione Europea, per spostarli sull’incentivazione di filiera corta di qualità (così smettiamo di importare cibo da paesi come Cina ed India, ad esempio).

(1) chi non conoscesse il problema legga il libro di Vandana Shiva, il Mondo sotto brevetto.
(2) per produrre un chilo di carne occorre una quantità di acqua 13 volte superiore rispetto a quella che serve per produrre un chilo di grano, e per ogni KG di carne servono circa 16 KG di cereali.

La mappa delle crisi alimentari

Grazie a Ste scopro la mappa con le indicazioni dei rapporti di crisi alimentare di tutto il Mondo.
Da notare che non tutti sono provenienti da paesi con scarsità di risorse alimentari, come del resto anche l’Espresso scriveva qualche giorno fa: in Paesi come l’India il basso costo del riso rispetto a quello nel resto del Mondo ed il reddito ancora più basso dei cittadini locali porta alla vendita all’estero, mettendo a rischio fame anche zone di produzione.