Forlì territorio libero da OGM, approvato ordine del giorno in Consiglio

Ieri il consiglio comunale ha votato (dopo un anno dalla mia presentazione) l’ordine del giorno contro gli OGM. Allego il testo.

ORDINE DEL GIORNO VOLTO AD UN IMPEGNO PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE PRODUZIONI TIPICHE DAI POSSIBILI EFFETTI NEGATIVI CONNESSI ALL’IMPIEGO DI O.G.M..
Il Consigliere comunale Alessandro Ronchi, ha presentato in data 13 novembre 2007, l’Ordine del giorno nel testo di seguito riportato: “Considerato

1) CHE la Coalizione ITALIAEUROPA – LIBERI DA OGM, costituita dalle Organizzazioni di rappresentanza dell’agricoltura; dell’artigianato, della piccola e media industria, del commercio e della grande distribuzione agroalimentare; del consumerismo, dell’ambientalismo e della cooperazione internazionale, ha promosso un Dibattito nazionale, dal 15 settembre al 15 novembre 2007, al fine del pronunciamento diretto dei cittadini perché l’agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano il cuore dello sviluppo del Paese, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile, innovativo e libero da ogm;

2) CHE l’applicazione del principio di precauzione comporta l’adozione di decisioni cautelative allorquando, in presenza di rischi gravi o irreversibili, non sia ancora possibile stabilire con certezza, sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili, un’esatta relazione tra causa ed effetto;

3) CHE l’introduzione nell’ambiente di organismi modificati legata, soprattutto, all’utilizzazione in agricoltura di sementi e varietà vegetali connesse a forme di sfruttamento intensivo, facendo largo impiego di mezzi tecnici, quali insetticidi, diserbanti e fitofarmaci in genere, può avere effetti negativi sulla diversità biologica delle forme viventi, per la riduzione della capacità di adattarsi e resistere al processo, graduale e continuo, di evoluzione naturale;

4) CHE il rapporto del Centro Comune di Ricerche della UE ha evidenziato l’impossibilità di far convivere agricoltura transgenica e agricoltura biologica e convenzionale, affermando che l’agricoltura biologica sarebbe irreversibilmente compromessa dalla contaminazione da OGM e paventando, inoltre, forti rischi di perdita di competitivita per l’agricoltura convenzionale;

5) CHE la presenza sul territorio di coltivazioni transgeniche può comportare il rischio di contaminazione genetica, con conseguente gravissimo danno all’ambiente, alle risorse naturali ed alle coltivazioni
convenzionali e biologiche, anche in relazione all’irreversibilità delle ricadute sull’ambiente e sull’ecosistema;

6) CHE il territorio regionale/provinciale/comunale vanta un variegatissimo e prezioso patrimonio alimentare, caratterizzato da una forte identità territoriale, tradizionale e culturale della produzione agricola e che non si può consentire la perdita di queste ricchezze, a causa dell’ingegnerizzazione dei
prodotti tipici e naturali e della commistione di geni di diversa origine, che avrebbero evidenti ripercussioni negative sulla specificità delle nostre coltivazioni e sulla loro distribuzione territoriale;

7) CHE è indispensabile evitare che in un territorio destinato alla produzione di qualità vengano inserite piante geneticamente modificate, dal momento che la loro interazione ridurrebbe irrimediabilmente il valore della specificità, e che l’identità storica di ciascun prodotto finirebbe con il venir meno, risultando compromesse le vocazioni colturali di alcune aree produttive;

8) CHE l’attenzione e l’informazione sulla qualità dei prodotti e sulla tracciabilità dei cibi rappresentano il motore dello sviluppo dei sistemi locali e consentono di incrementare la competitivita merceologica ed il valore aggiunto in agricoltura;

9) CHE la riforma della P.A.C, prevede un particolare impegno per il rispetto agro ambientale e per la produzione di alimenti di alta qualità e che pertanto è importante garantire, promuovere e conservare un modello di agricoltura basato sul rispetto dell’ambiente ed in grado di valorizzare le produzioni di origine e tradizionali;

10) CHE tra i compiti della Regione/Provincia/Comune vi è anche l’attuazione di una politica per la difesa del suolo, la tutela e valorizzazione dell’ambiente e delle risorse naturali e la prevenzione delle calamità;

RITENENDO OPPORTUNO UN IMPEGNO RIVOLTO
– alla tutela del territorio e delle produzioni tipiche dai possibili effetti negativi connessi all’impiego ed alla coltivazione di organismi geneticamente modificati;

– all’attività di informazione e di educazione alimentare;
– al recupero di metodologie, sia agronomiche che di trasformazione, specifiche e tradizionali;
– al rilancio dei prodotti legati al territorio ed all’identità culturale dei luoghi, ottenuti nel rispetto dei parametri dei disciplinari

IL CONSIGLIO IMPEGNA LA GIUNTA
1) a dichiarare il territorio regionale/provinciale/comunale libero da OGM, nel rispetto del principio di precauzione e nelle more della messa a punto di idonei protocolli di sicurezza che, sulla base degli indirizzi comunitari, disponga la valutazione, su scala locale, dei rischi relativi all’impatto dell’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati e dei rischi relativi all’impatto sui sistemi agrari e naturali;

2) a mettere in atto ogni intervento di competenza dell’amministrazione sul controllo di qualità degli alimenti agricolo-forestali e di allevamento prodotti nel territorio;

3) a realizzare iniziative finalizzate allo sviluppo, alla promozione ed alla valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari del territorio ed alla certificazione delle produzioni locali;

4) a creare un tavolo di intesa tra produttori, industrie di trasformazione e di distribuzione del settore alimentare al fine di valorizzare i prodotti tipici, tradizionali e a denominazione protetta;

5) a selezionare tra le aziende fornitrici di pasti e derrate alle mense pubbliche (includendo quindi le mense scolastiche) soltanto quelle che garantiscano il non utilizzo di alimenti contenenti O.G.M. ed a prevedere l’inserimento di una specifica clausola vincolante in tal senso in occasione delle prossime
gare d’appalto di ogni mensa pubblica.

6) ad aderire e sottoscrivere i contenuti del Dibattito nazionale promosso dalla Coalizione ITALIAEUROPA – LIBERI DA OGM che coniuga gli obiettivi economici di sostenibilità del made in italy agroalimentare con il valore della ricoesione sociale: elementi essenziali di un Paese che, insieme,
voglia tornare ad essere protagonista in Europa e nel mondo.

Firmato
Alessandro Ronchi.

I fitofarmaci per il mais uccidono le api

Secondo una notizia passata dall’ANSA 50’000 alveari in italia sono colpiti da spopolamento in coincidenza con la semina di mais, che viene trattato con fitofarmaci ritenuti responsabili della moria di api ( stima dell’Osservatorio nazionale sul Miele di Castel San Pietro Terme).

Penso sia necessario ed urgente applicare una moratoria su questi fitofarmaci per evitare che la moria assuma proporzioni ancora più gravi, che comprometterebbero l’ambiente ed avrebbero ripercussioni gravi in agricoltura, con conseguenti ingenti danni economici.