I ragazzi di Pyongyang – Il Post

Il fotografo cesenate Filippo Venturi ha vinto il concorso Portfolio Italia della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche con il suo progetto Korean Dream. Le foto, scattate in Corea del Nord, hanno dovuto subire il controllo e la censura governative, ma sono comunque eccezionali soprattutto se si pensa che chi le ha verificate le ritiene scene normali di vita quotidiana.

Ad esempio il fotografo che ha seguito Venturi per controllarlo, le recite di bambini con missili militari come sfondo, o i tristissimi palazzoni tutti identici di Pyongyang.

In Korean Dream il fotografo Filippo Venturi ha raccolto le immagini scattate durante una visita in Corea del Nord, uno dei posti più chiusi al mondo (in particolare per i giornalisti): mostrano soprattutto i ragazzi di Pyongyang e gli ambienti istituzionali in cui vengono formati. Il progetto ha vinto il concorso Portfolio Italia organizzato dalla FIAF (Federazione italiana associazioni fotografiche) e fino al 4 febbraio sarà in mostra al CIFA di Bibbiena, in provincia di Arezzo.

Fonte: I ragazzi di Pyongyang – Il Post

Il Popolo ed i Forconi non stanno dalla stessa parte

Qualche giorno fa ho letto e condiviso quanto scritto nell’articolo di Capriccioli sui forconi: “Come se avessi accettato”. Se questa è la difesa del popolo, grazie ma fa lo stesso.
Forse nemmeno si rendono conto di essere così utili a chi dichiarano di voler osteggiare. Fanno comodo a tutti, tranne forse a quei poveracci ai quali hanno impedito di lavorare in questi giorni, anche con minacce fisiche. Come se ne avessimo bisogno.

Oggi ho guardato le foto della manifestazione di Roma. A parte il colore predominante, le scritte col font fascista, le teste rasate, la cosa si notava di più è il numero. Guardate le foto, e ditemi se ci vedete 3000 persone, come tutti i quotidiani stanno riportando per pigrizia.

Considerata la mobilitazione di 1500 unità delle forze dell’Ordine per contenerli, a riempire di teste lo sfondo, non mi pare che rappresentino l’Italia.

Non rappresentano l’Italia che ha una speranza, non rappresentano l’Italia migliore, non rappresentano l’Italia che vuole rimboccarsi le maniche.

Ma non rappresentano nemmeno l’Italia peggiore.

Non rappresentano semplicemente nessuno.