Franco Battaglia vuole scaldarci col nucleare

Franco Battaglia, passato alla “storia” per aver dichiarato che Cernobyl causò solo 58 morti, in questi giorni non può fare a meno di cogliere la ghiotta occasione di accusare i Verdi di aver fatto partire in Italia il conto energia, e con questo l’avvio dell’installazione dei pannelli fotovoltaici. Secondo lui, ovviamente, quei soldi andavano spesi nel nucleare.

Inizia parlando del fatto che i Verdi non sono più in Parlamento (e questo è vero) e dicendo che i cittadini con il voto avrebbero decretato non solo l’uscita dalle due camere e dal Governo, ma anche tolto loro il loro diritto di parlare.

Battaglia però dimentica, nello strumentalizzare in modo indegno i morti ed i disastri di questi giorni, del fatto che i cittadini hanno votato contro il nucleare meno di un anno fa.

Dimentica anche che tra le cose avviate in quel Governo Prodi con i Verdi c’è stata anche la detrazione del 55% per le spese di riqualificazione energetica degli edifici, opportunità sfruttata da molti proprio per coibentare ed isolare i palazzi dal caldo d’estate e dal freddo d’inverno.

Dimentica che i problemi i cittadini non li stanno avendo dentro casa, dove il riscaldamento non ha smesso di funzionare, ma fuori casa e per le strade.

Dimentica che nemmeno il nucleare porta riscaldamento nelle case, a meno di farlo dentro le città e sfruttare il teleriscaldamento, cosa che nemmeno i nuclearisti più stupidi si sentirebbero di proporre. Infatti il nucleare nel Mondo viene utilizzato per produrre energia elettrica, non calore.

Questo in sintesi il Battaglia pensiero:
“Deciso no al fotovoltaico e deciso no all’eolico: gli impianti esistenti andrebbero smantellati, ché sono inutili, dannosi e costosi. No al petrolio, che non va bruciato per produrre elettricità. E no, deciso no, ai rigassificatori. Sì al nucleare, che va riavviato. Sì al carbone, il cui uso va incrementato. Ni al gas: urgerebbe ridurne l’uso.”

Se volete divertirvi e leggerlo tutto, l’articolo è su quello stupendo quotidiano che è “Il Giornale”.

Nemmeno il sole

Nella bozza del decreto “sviluppo” pare compaiono anche compensazioni per il fotovoltaico a seconda delle zone climatiche. Questo significa, in sostanza, che verrà meno il principio che è meglio installare impianti solari dove batte di più il sole.
Quindi al Sud, che aveva almeno il vantaggio competitivo della maggiore insolazione, hanno tolto pure quello.

Il solare costa meno del nucleare

Oggi negli Stati Uniti la produzione di energia solare costa meno di quella nucleare. Lo afferma un articolo pubblicato il 26 luglio sul New York Times, che riprende uno studio di John Blackburn, docente di economia della Duke University. Se si confrontano i prezzi attuali del fotovoltaico con quelli delle future centrali previste nel Nord Carolina, il vantaggio del solare è evidente, afferma Blackburn. «Il solare fotovoltaico ha raggiunto le altre alternative a basso costo rispetto al nucleare», spiega Blackburn, nel suo articolo Solar and Nuclear Costs – The Historic Crossover, pubblicato sul sito dell’ateneo. «Il sorpasso è avvenuto da quando il solare costa meno di 16 centesimi di dollaro a kilowattora» 12,3 centesimi di euro/kWh. Senza contare che il nucleare necessita di pesanti investimenti pubblici e il trasferimento del rischio finanziario sulle spalle dei consumatori di energia e dei cittadini che pagano le tasse.

via Il solare costa meno del nucleare – Corriere della Sera.

Gasparri: dal solare al nucleare

Obiettivo: cancellare ogni forma di incentivo alla ricerca sul solare fotovoltaico per destinare i soldi a un rilancio del nucleare.

Fonte: Gasparri, una mente esposta al sole. Troppo. Ecologia Economia Energia politica – Il blog di Marcello Saponaro