Elezioni 4 Marzo 2018 – Per chi voterò

Il 4 Marzo si terranno le elezioni politiche. Per farla breve, voterò per la lista INSIEME, e nel dettaglio vi spiego perché.

In questa campagna elettorale si è parlato molto di fascismo. Il tema, che speravamo scomparso dalle agende politiche, purtroppo è tornato attuale. Del resto abbiamo diverse liste che si candidano con valori dichiaratamente fascisti, senza nemmeno vergognarsene. Alle manifestazioni sono apparse anche bandiere neonaziste, come ciliegina sulla torta. Quindi, purtroppo, dobbiamo cercare di confinare queste idee alla irrilevanza, necessariamente fuori dal Governo.

Il centro-destra vede l’alleanza-scontro Forza-Italia/Lega Nord. In caso di una loro vittoria la lista che prenderà più voti indicherà il premier. Berlusconi non può farlo, e Salvini sarebbe meglio che non lo facesse. Tutta la coalizione è invotabile.

Poi ci sono i 5 Stelle. Dentro le loro liste in queste ultime settimane abbiamo visto elencare di tutto, tra massoni, condannati, e persone che si vantano sui social di aver picchiato rumeni. Questi candidati hanno firmato un documento di rinuncia, che però vale pressoché zero. Ad ogni modo, il loro candidato premier, Luigi Di Maio, per me è completamente inadeguato al ruolo. Non gli affiderei un piccolo comune, figuriamoci il Paese. Non stanno amministrando bene Roma, sprecando la possibilità di dimostrare di essere capaci.

Il loro difetto principale sta nella incapacità di selezione delle persone: non è vero che uno vale uno, io al Governo voglio uno migliore e non uno qualunque preso a caso. Inoltre ritengo gravissima l’assenza di democrazia interna: la dice lunga sulle capacità di promuovere una democrazia più sana per il nostro Paese. Per intenderci, non vorrei trovare un governo antidemocratico nemmeno se avesse le mie stesse idee su tutto il resto.

Gentiloni, d’altra parte, in questi mesi non ha fatto male. Mi piacciono i suoi toni pacati, il contrario dell’arroganza di Renzi. Prodi nel suo endorsement a favore della Lista Insieme ha anche sponsorizzato un governo Gentiloni bis, e sono sicuro che un buon risultato di questa lista lo favorirebbe.
Al contrario di Renzi, ha saputo governare senza spaccare l’opionione pubblica, ha un consenso maggiore, è tranquillizzante anziché divisivo. Del resto nessuno lo attacca, in questa campagna elettorale.
Per come la vedo, Renzi non ha possibilità di tornare al Governo, nemmeno se la sua coalizione dovesse andare bene. Ma con un risultato del PD sottotono ed un buon risultato delle liste della coalizione (Insieme, +Europa e Lorenzin) sarebbe sicuramente impossibile.

Inoltre credo che sia necessario che i Verdi tornino in Parlamento, per portare avanti le battaglie che in questi anni di assenza sono state quasi completamente dimenticate. Un buon risultato di Insieme oltre a portare più Verdi in Parlamento riequilibrerebbe anche i rapporti con il PD all’interno della eventuale coalizione di Governo. L’esperimento del PD come Partito della Nazione, a vocazione maggioritaria, così come immaginato da Veltroni è per fortuna fallito e si può tornare a parlare di pluralità, di progetti comuni, di rappresentatività delle istanze.

Quanto al governo di larghe intese post voto, tutto dipende da noi. E’ un bene che senza una maggioranza dei voti non ci sia un governo, l’ho sempre pensato e scritto. Forzare una vittoria con premi di maggioranza spropositati è antidemocratico. Dopo il voto tutto dipenderà ai risultati che noi avremo deciso di dare in mano a chi dovrà trattare. Le ipotesi in gioco sono tante e sinceramente spero più alla possibilità di avere una maggioranza a guida Gentiloni composta da PD, Insieme, Europa e LEU, piuttosto che PD + Forza Italia, o 5 Stelle + Lega Nord.

Perché sulle elezioni ha ragione Napolitano

Il Presidente della Repubblica emerito Napolitano ha recentemente dichiarato che preferirebbe votare a fine legislatura invece che in maniera anticipata.

Subito ha ricevuto una pioggia di critiche da tutti i fronti.

Io credo che invece abbia ragione. 

Primo, perché un governo al momento esiste e non siamo in situazione di instabilità politica, cosa che accadrebbe se si votasse con questa legge elettorale monca. Aspettando il 2018 ci sarebbe il tempo per sistemarla senza l’incombenza e la pressione dei sondaggi quotidiani.

Inoltre credo che il Paese abbia bisogno di evitare una campagna elettorale continua. Per quanto possa appassionare gli addetti ai lavori e le truppe di attacchini abusivi, in democrazia c’è un tempo per il confronto con gli elettori ed un tempo per il lavoro. Se si aumentano le elezioni, inevitabilmente ci si concentra solo su una fetta del lavoro della politica.

Per quanta fretta abbiano gli elettori 5 stelle, credo che anche a loro convenga consolidare regole democratiche interne che permettano di candidare personale politico decente.

E per quanta fretta abbia Renzi di ritornare in gioco, penso che sia meglio avere una persona pacata, più capace ad unire che a dividere le persone verso un obiettivo comune.

Ho sentito Travaglio accusare Gentiloni ed il suo governo di essere “soporifero“. Beh, pur non essendo un suo fan preferisco la sua figura pacata rispetto al chiassoso predecessore. Il fatto quotidiano riuscirà a vendere meno copie e fare meno titoloni, ma all’Italia credo che serva un po’ di tranquillità politica, un po’ di amor proprio e del prossimo, un po’ meno urla e qualche sforzo comune in più.

Forse Renzi ha proprio paura che gli italiani se ne accorgano.