Autocostruirsi un forno solare

Corso pratico per autocostruirsi
UN FORNO SOLARE
per cucinare
Cesena 30 giugno 1 e 2 luglio 2005

Organizzato da:
ECOISTITUTO DELLE TECNOLOGIE APPROPRIATE
Gruppo di Ricerca sulle Tecnologie Appropriate (onlus)
Centro di Informazione Nonviolenta
Centro di Educazione all’Ambiente
Organizzazione di volontariato Onlus
Riconosciuta con determina della Prov. Forlì – Cesena n° 29 del 30.03.’98 prot. 32802
Sede: Via Germazzo, 185 47023 Cesena (Fc) Recapito postale CP 78 Cesena 5 47023
Cesena
(0547.23018 fax 0547.362760 E mail grta-cin@libero.it sito internet:
http://tecnologieappropriate.it

Perchè cucinare con il sole
L’energia solare è l’energia pulita per eccellenza, ancora poco utilizzata ma dalle grandi
possibilità, sia per l’uso domestico sia per lÕuso industriale. Con l’energia solare è
possibile ottenere acqua calda ed energia per riscaldare le case (solare termico) oppure
energia elettrica (moduli fotovoltaici).
Pochi sanno che con il sole si può anche cucinare o essiccare gli alimenti.
E’ possibile costruire forni e cucine solari per cuocere pietanze sane nel senso più
completo del termine.
Durante il corso si impareranno i principi fisici che sono alla base dei forni e delle cucine
solari e si imparerˆ a costruirli.

Conduce il corso
Ing. Roberto Salustri della Cooperativa RESEDA

Data di svolgimento del corso
giovedì 30 giugno 2005: arrivo nella serata momento di presentazione del corso e
conoscenza dei partecipati
venerdì 1 luglio 2005: attività di laboratorio durante tutto il giorno
sabato 2luglio 2005: attività di laboratorio durante tutto il giorno. Fine del laboratorio
in serata: ognuno se ne va col suo forno solare

Numero di partecipanti, iscrizione e quota di partecipazione
20 persone max(si da la preferenza ai soci dell’Ecoistituto Tecnologie Appropriate e
all’ordine di iscrizione)
La quota di partecipazione per ogni singolo partecipante è di euro 150,00.
La quota comprende l’uso delle attrezzature, i pasti dei due giorni di permanenza, e il
forno solare che verrà realizzato durante il laboratorio. Ogni partecipante sarà dotato di
un quaderno di campagna per prendere appunti.
L’iscrizione dovrà avvenire in forma scritta:entro il 26 di giugno e sarà accettata solo dopo
il versamento della quota
– inviando un fax al n° 0547362760 oppure
– inviando un messaggio in posta elettronica alla e mail: grta-cin@libero.it- in cui sono
riportati tutti i dati personali e la fotocopia dell’avvenuto versamento della quota di
partecipazione
La quota è da versare anticipatamente su ccp n¡ 11784477 intestato a:
GRTA-CIN C.P. 78 Cesena 5 – 4703 Cesena, con causale “corso autocostruzione forno
solare”.

Luogo di svolgimento e alloggio
Cesena in località Molino Cento presso la sede dell’Ecoistituto delle Tecnologie
Appropriate dove è situata l’Aula di Ecologia all’Aperto e il Laboratorio delle Tecnologie
Appropriate e abilità manuali.
Per chi viene da fuori sarà possibile pernottare in “stile scout” presso la sede
dell’Ecoistituto oppure con tenda personale (portare saccopelo e materassino).
Chi invece vuole un comodo letto dovrà usufruire delle attrezzature alberghiere (B&B –
Hotel – Agriturismi) della zona
(http://www.cesena.it)

Argomenti trattati durante il corso
L’energia solare
Come funziona un forno e una cucina solare.
Progettare sistemi a concentrazione solare.
La costruzione di uno scaldavivande.
La costruzione di un forno solare.
La costruzione di una cucina solare.
L’essiccatore solare.
La ricetta solare.

Materiale messo a disposizione per la costruzione di un forno
scatola di cartone da imballaggio ondulato o di legno, almeno dimensioni in cm: 50 x cm
50 x cm 25
scatola di cartone o di legno dello stesso tipo con dimensioni cm 40 x cm 40 x cm 20
foglio di cartone ondulato o di legno di m1 x m1
foglio d’alluminio per alimenti
lastra di vetro, dimensione in cm: 45 x cm 45, spessore mm 4, molato ai bordi e agli
spigoli (non una molatura artistica, per evitare di tagliarsi);
teglia nera da forno oppure una lastra nera di ferro, con una dimensione di cm 40 x cm 40
circa.
colla a base d’acqua per incollare il domopack all’interno delle scatole: è necessaria una
colla di questo tipo perchè le altre contengono solventi che vengono rilasciati con il calore
e non è buona cosa farli finire nel cibo
Vinavil per carta per incollare tutto il resto, nastro adesivo di carta e attrezzi vari: cutter,
forbici, righe, matite, metro a nastro.
Attrezzi per il taglio del legno.

Per informazioni immediate chiamare

Daniele 3355342213

Gianfranco Zavalloni
burattini@libero.it
http://www.scuolacreativa.it

Linux on iBook G4 12″ 1,2 Ghz

This howto describes the linux installation on an Ibook G4 12″ 1,2 Ghz ( LinuxOnIbookG4 )

Here you can find the files related to this document:

Download Configuration Files

This is my iBook G4 Version:

cpu info:

[sourcecode language=”java”]
root@abook aronchi # cat /proc/cpuinfo

processor : 0
cpu : 7447A, altivec supported
clock : 1200MHz
revision : 1.1 (pvr 8003 0101)
bogomips : 598.01
machine : PowerBook6,5
motherboard : PowerBook6,5 MacRISC3 Power Macintosh
detected as : 287 (iBook G4)
pmac flags : 0000001b
L2 cache : 512K unified
memory : 512MB
pmac-generation : NewWorld
[/sourcecode]

The clock speed could be different because of speedfreq use, see below for more informations.

lspci info:

[sourcecode language=”java”]
root@abook aronchi # lspci
0000:00:0b.0 Host bridge: Apple Computer Inc. UniNorth 2 AGP
0000:00:10.0 VGA compatible controller: ATI Technologies Inc M9+ 5C63 [Radeon Mobility 9200 (AGP)] (rev 01)
0001:10:0b.0 Host bridge: Apple Computer Inc. UniNorth 2 PCI
0001:10:12.0 Network controller: Broadcom Corporation BCM4306 802.11b/g Wireless LAN Controller (rev 03)
0001:10:17.0 Class ff00: Apple Computer Inc. KeyLargo/Intrepid Mac I/O
0001:10:18.0 USB Controller: Apple Computer Inc. KeyLargo/Intrepid USB
0001:10:19.0 USB Controller: Apple Computer Inc. KeyLargo/Intrepid USB
0001:10:1a.0 USB Controller: Apple Computer Inc. KeyLargo/Intrepid USB
0001:10:1b.0 USB Controller: NEC Corporation USB (rev 43)
0001:10:1b.1 USB Controller: NEC Corporation USB (rev 43)
0001:10:1b.2 USB Controller: NEC Corporation USB 2.0 (rev 04)
0002:20:0b.0 Host bridge: Apple Computer Inc. UniNorth 2 Internal PCI
0002:20:0d.0 Class ff00: Apple Computer Inc. UniNorth/Intrepid ATA/100
0002:20:0e.0 FireWire (IEEE 1394): Apple Computer Inc. UniNorth 2 FireWire (rev 81)
0002:20:0f.0 Ethernet controller: Apple Computer Inc. UniNorth 2 GMAC (Sun GEM) (rev 80)
[/sourcecode]

Linux Installation

I’ve installed a Gentoo, following the http://www.gentoo.org/doc/en/handbook/handbook-ppc.xml ppc handbook. After a base installation, you can use my conf files to make your iBook G4 a real lovely GNU/Linux (Gentoo) home.

Kernel Config

Copy my .config file into /usr/src/linux (or wherever you did copy the kernel source files) and do a

[sourcecode language=”java”]make oldconfig[/sourcecode]

Config-2.6.9-sleep

make.conf

This is my make.conf file:
make.conf

Xorg

I’ve managed to make 3D acceleration with DRI work and VGA out, also together.
So, If you want to use 3D acceleration without MergedFB or Xinerama, take my xorg.conf

This option make a faster 3D acceleration, but video output will not work.

But if you want to use Xinerama with dual head configuration, without 3D acceleration (both clone mode and one screen left of the other), you want to use that:
Xorg.conf.dual with a cvs or => 6.8.2 Xorg version (because you need these xorg radeon patches https://bugs.freedesktop.org/show_bug.cgi?id=2064, merged only in newer xorg versions. If you don’t want to overwrite your existing xorg version, you can build xorg from cvs as in this xorg-cvs-howto.txt , with my host.def.

NB: if you want to have the two screens spanning on OSX you must patch your iBook with that http://www.rutemoeller.com/mp/ibook/ibook_e.html Spanning Patch Ibook: I suggest you to do that if you know what you’re doing. It’s not necessary if you use only Linux.

I made MergedFB working, so now I have a clone mode (VGA out is the same of the TFT) with 3D DRI acceleration.
You must use this simple configuration:
xorg.conf.merged

NB: These 3 configurations are alternative, you can use one.

Make the Apple key works as Altgr and the keyboard more linux confortable

My Apple G4 12″ doesn’t have any Altgr Key, so it’s impossibile to write composed symbols as @ or #. To correct this problem, you can do this procedure on Gnome:

1. Computer -> Desktop Preferences -> Keyboard
2. “Layout Options” tab
3. In the right-hand list open the “Third level choosers” group
4. Highlight “Press Left Win-key to choose 3rd level”
5. Click “Add”

Or add this to keyboard section on /etc/X11/xorg.conf file:

[sourcecode language=”java”]”XkbOptions” “lv3:lwin_switch”[/sourcecode]

My xorg.conf file keyboard section is:

[sourcecode language=”java”]
Section “InputDevice”
Identifier “Keyboard0”
Driver “keyboard”
Option “XkbKeycodes” “macintosh”
Option “XkbSymbols” “macintosh/us”
Option “XkbGeometry” “macintosh”
Option “XkbOptions” “ctrl:nocaps, lv3:lwin_switch”
Option “XkbRules” “xfree86”
Option “XkbModel” “pc105”
Option “LeftAlt” “Meta”
Option “RightAlt” “LWin”
Option “XkbLayout” “it”
EndSection
[/sourcecode]

On the US keyboard, the ~ and +/- keys aren’t mapped correctly.
add these lines to a startup script:

[sourcecode language=”java”]
xmodmap -e “keycode 49 = section plusminus”
xmodmap -e “keycode 94 = quoteleft asciitilde”
[/sourcecode]

Three Button Mouse Emulation

I usually use an external USB three button mouse, but I want to have an alternative access to the middle and right button without the external mouse.
To use an alternative key to emulate the mouse buttons, you must do:

[sourcecode language=”java”]
echo “1” > /proc/sys/dev/mac_hid/mouse_button_emulation
[/sourcecode]

The standard keys now are on Fn+CTRL for middle button and Fn+alt for right button.
If you want to change the keys, you must do:

[sourcecode language=”java”]
echo “68” > /proc/sys/dev/mac_hid/mouse_button2_keycode
echo “87” > /proc/sys/dev/mac_hid/mouse_button3_keycode
[/sourcecode]

Remember, you must do these commands every boot, so you can add to an init script.

You can change the keycodes 68 and 87 writing your own. To view what keycode is a button press you can use:

[sourcecode language=”java”]
xev
[sourcecode language=”java”]

If your distro supports /etc/sysctl.conf, you can add these lines to this file:
[sourcecode language=”java”]
# Mouse button emulation:
dev/mac_hid/mouse_button_emulation = 1
#dev/mac_hid/mouse_button2_keycode = 68
#dev/mac_hid/mouse_button3_keycode = 87
[/sourcecode]

Uncomment the last lines if you want to edit the keycodes.

Pbbuttons

In order to make the keyword and the power management more usable, i use pbbuttons:

[sourcecode language=”java”
emerge pbbuttonsd
rc-update add pbbuttonsd default
[/sourcecode]

Now you must configure the /etc/pbbuttons.conf file. Here is mine:
pbbuttonsd.conf

Sleep

Kernel 2.6.11 comes with support for putting the iBook G4 to sleep. However you still have to enable it when configuring the kernel.

Benh has released a patch that supports Apple iBook g4 sleep: you need it if you have a kernel version < 2.6.11.
http://forums.gentoo.org/viewtopic.php?t=254232&highlight=benh+patch
You can find the 2.6.9 patch version also here:
albook-ibookg4-sleep-5.diff
Just apply it to kernel source with

[sourcecode language=”java”]
cp ./albook-ibookg4-sleep-4.diff.gz /usr/src/linux
cd /usr/src/linux
gunzip ./albook-ibookg4-sleep-4.diff.gz
patch -p1 < albook-ibookg4-sleep-4.diff make menuconfig [/sourcecode] And add the Powerbook Power Management in the Drivers -> Macintosh kernel configuration section

After that, you can use pbbuttons to make the iBook sleep when the LCD is closed.
pbbuttonsd.conf

Power

Some problems with sleep function comes from modules loaded (usb, thermal, etc). You can solve them if you use powerprefs. Before going to sleep, your iBook must do:

[sourcecode language=”java”]
lsmod | cut -f 1 -d ” ” | grep -v Module | xargs > /tmp/modules.loaded
rmmod `cat /tmp/modules.loaded`
[/sourcecode]

and after resume it must do:

[sourcecode language=”java”]
for module in `cat /tmp/modules.loaded`
do
modprobe $module
done
[/sourcecode]

In gentoo you must install app-laptop/powerprefs and use my /etc/power/event.d/modules file.

CPU Variable Speed

To make you iBook a less battery user, you can alter automagically the cpu freq in order to use only the calculation power you need. So, when you use all the cpu, it works at the 100% of his speed, but when you don’t use it the cpu runs slower to get colder.

I’ve used speedfreq:

[sourcecode language=”java”]
emerge speedfreq
rc-update add speedfreqd default
[/sourcecode]

Fan speed

To get a better control of your iBook G4 temperature and fan speed, you can use the module therm_adt746x.

[sourcecode language=”java”]
modprobe therm_adt746x
[/sourcecode]

or put the module into your /etc/modules.autoload file

Modules

The module I use and I load at startup are written into a file called /etc/modules.autoload.d/kernel-2.6:
modules.autoload ( My /etc/modules.autoload.d/kernel-2.6 )

[sourcecode language=”java”] sungem
airport
ohci_hcd #usb 1
ehci_hcd #usb 2
ohci1394 #firewire
usb_storage #mp3 mplayer and Sony digital camera
snd-powermac #for sound
snd-pcm-oss #for sound
usb-serial #for GPRS using my sony ericsson phone
visor # for palm m125
#apm_emu #emulate APM (power management)
therm_adt746 #fan control (I use fan_speed=128)
uinput #for mouseemu
uninorth-agp #for DRI (agpgart will come with it)
radeon #for DRI 3D video acceleration
therm_adt746x # to control fan speed and temp
[/sourcecode]

Sound

You can configure the sound card with alsa modules and either using a sound daemon (i.e. arts), or by using oss emulation output. You can insert arts in USE flags, as I do.

Mac On Linux

Mol runs correctly on my iBook, with networking enabled.
It’s necessary to add this use flag:

USE=”fbcon”

before emerging //MOL//.

Run

[sourcecode language=”java”]
molvconfig
[/sourcecode]

and now edit

/etc/mol/molrc.video

to get fullscreen with MOL. Now you have linux on CTRL+ALT+F7 an MacOSX on CTRL+ALT+F8

I use an external ADSL eth0 router with dhcp, so I’ve used tun.ko kernel module and this configuration for mol:

/etc/mol/molrc.net

I use the internal dhcp so in MOL I don’t have to specify an address.

hdparm

I use this settings for hdparm, to increase hard disk performances and decrease the hdd temperature:
[sourcecode language=”java”]
hdparm -S 1 -d1 -m16 -c1 -X udma5 /dev/hda
[/sourcecode]

Make sure to load this settings on every boot.

Time config

Since I have also MacOSX, I had a problem with my clock settings. The hardware clock is set to UTC time by MacOSX, and my Linux system on everyboot read the time from the hardware clock, thinking this is set against my local time (Europe/Rome, CEST).
To solve this problem, you must tell hwclock to use –utc when used to update your system time.
In a RedHat/Fedora system is really simple, once known the origin of the problem:
Simply write this few lines into /etc/sysconfig/clock

[sourcecode language=”java”]
ZONE=”Europe/Rome”
UTC=true
ARC=false
[/sourcecode]

Airport Extreme Wireless Driver

It seems (http://bcm43xx.berlios.de) someone has written a driver for the Broadcom 43xx wireless chip, the one inside AirPort Extreme included into our iBook G4. It needs 2.6.14 kernel, and I’ve uploaded my config file for the 2.6.14-rc4 (the latest 2.6.14 branch I’ve found at this time).

Now you must get the firmware of your driver. Let /media/macosx be the MacOSX partition mount point. then you must use the fwcutter utility in the package:

[sourcecode language=”java”]
./fwcutter /media/macosx/System/Library/Extensions/AppleAirPort2.kext/Contents/MacOS/AppleAirPort2
[/sourcecode]

and then copy the *.fw files on

[sourcecode language=”java”]
cp *.fw /lib/firmware/
[/sourcecode]

If you want, I’ve made a copy of the driver you can download:
broadcom43xx.tar.bz2
I loaded the bcm430x driver correctly, but I don’t have a wireless access point here, so I cannot try if it works.

Il software è come una torta

Immaginate la vostra nonna, che riceve dalla vicina una ricetta. La mette in pratica, vede che il risultato non è quello sperato, aggiunge un ingrediente, cambia il tempo di cottura, ottenendo un’ottima torta. Una di quelle torte che rientreranno presto nel personale bagaglio di conoscenze che l’aiuterà ad avvicinare i nipoti, avidi di dolci.

Vedete nulla di strano in tutto ciò?

Ora immaginate uno scenario di questo tipo. La nonna ottiene una torta dalla vicina, che le fa firmare un contratto di non diffusione, non modifica, di utilizzo solo personale dello scambio appena avvenuto. Perplessa, la nonna firma, e prende un pezzo di torta: non è perfetta, sa bene che qualcosa nella cottura o negli ingredienti non è stato fatto con la dovuta cura. Ma non può nulla: senza ricetta, non riesce a partire da quella torta per migliorarla, e non la può nemmeno dare ai nipoti.

Il software libero nasce dallo stesso problema, riscontrato da un gruppo di informatici, che erano infastiditi dall’impossibilità di adattare i programmi alle proprie esigenze. In più, i dati digitali hanno un costo di replicazione molto basso, cosa che rende ancora più seccante il divieto di condivisione.
D’altra parte tutta la scienza, prima di incontrare il business e la privatizzazione della ricerca, era basata sulla condivisione delle conoscenze, che permetteva il vero progresso tecnologico.

L’idea di condividere le proprie scoperte ed i propri risultati, quindi, non era affatto nuova.

Così Richard Stallman, un programmatore del MIT, decise di iniziare un nuovo progetto che prevedeva lo sviluppo di tutto un sistema operativo (GNU), che è il programma di base dei computer (due esempi sono Linux e Windows). Per fare questo, però, serviva un modo per favorire e difendere la sua creatura dagli attacchi che avrebbe ricevuto dall’esterno: se avesse lasciato tutti liberi di fare qualsiasi cosa con il programma, qualcuno avrebbe potuto prenderlo e mettervi sopra un Copyright, impedendo la copia agli stessi autori originali. Per questo motivo inventò un Copyright tutto particolare, che per queste peculiarità volle chiamare, con un tipico gioco di parole, Copyleft.

Permessi di autore in opposizione ai diritti d’autore.

In pratica, la licenza d’uso che segue i programmi che si rientrano nel software libero, chiamata General Public License, permette a tutti di copiarli, modificarli e venderli a patto che ogni modifica segua la stessa licenza. Per fare in modo che questo avvenga in pratica è necessario che siano resi sempre disponibili i sorgenti del programma. Tornando all’esempio della torta, la ricetta “sorgente” deve essere sempre fornita quando si vende o si regala il dolce. Se qualcuno decide di modificare la ricetta e quindi il risultato, deve fornire ad ogni persona che riceve la torta, ottenuta con il metodo modificato, la nuova versione della ricetta. In questo modo funziona il software libero: milioni di persone nel mondo si scambiano programmi, scrivendone pezzi o modificandone parti, purché vengano mantenute queste libertà. Nessuno può impedirne la copia, perché gli autori stessi hanno deciso di dare il loro permesso e di ottenere in cambio la stessa possibilità di utilizzo delle modifiche. Così è nato Linux, per mano di Linus Torvalds, che iniziò il progetto, e per mano di tantissimi altri che contribuirono e contribuiscono ad aggiungere pezzi.
Ma con il software libero, non si annulla l’industria dell’informatica? No, come è vero che le pasticcerie sono sempre aperte. Inanzitutto non tutti hanno capacità e tempo di lavorare sui programmi, e la spesa per l’acquisizione dei sistemi informatici si sposta dalla vendita di copie (licenze) alla personalizzazione ed ai servizi di assistenza. Lo spazio è poco, ed il discorso è complesso ed interessante, sia dal punto di vista tecnico che filosofico, tanto che gli stessi discorsi stanno arrivando anche ad altri ambiti della cultura, dalla letteratura alle arti, passando per l’ingegneria e l’architettura. Se vorrete, continueremo il discorso spostandoci inizialmente su un’altro aspetto dei diritti d’autore: i brevetti.

Internet e le nuove tecnologie abbattono le distanze tra le persone, e le persone, a volte, decidono di utilizzare questo vantaggio per collaborare a qualcosa di buono. Sempre che riescano a rimanere liberi di farlo, senza che qualcuno impedisca loro di scambiarsi idee.

Diritti cyber, dopo l’EUCD incombe l’IPED

Vi siete fatti delle belle vacanze? Pare che Settembre riserverà per voi tutte le sorprese che volevate non aspettarvi….

Dal sito dell’associazione Software libero:

L’11 settembre 2003 la commissione JURI del Parlamento europeo discute la Direttiva Intellectual Property Enforcement Directive, che richiede forme di criminalizzazione della cosiddetta violazione della proprietà intellettuale.

Appoggiamo la campagna di CODE, Coalition for an Open Digital Environment, tesa a far conoscere i rischi di questa nuova proposta di direttiva nonché a chiedere ai parlamentari europei la non approvazione.

—–BEGIN PGP SIGNED MESSAGE—–
Hash: SHA1

COMUNICATO STAMPA

Un nuovo acronimo contro i diritti digitali: dopo l’EUCD arriva l’IPED

L’Associazione Software Libero chiede il rifiuto della Direttiva per il Rafforzamento della Proprietà Intellettuale

Un altro rischio incombe sull’Europa: dopo l’EUCD arriva l’Intellectual Property Enforcement Directive (link), una nuova direttiva nel cui testo sono presenti concetti e precetti pericolosi non solo per il software
libero.

Il prossimo 11 settembre la commissione JURI del Parlamento Europeo discuterà una Direttiva (Intellectual Property Enforcement Directive)
che richiede forme di criminalizzazione della cosiddetta violazione della proprietà intellettuale.

Col termine “proprietà intellettuale” si comprendono discipline giuridiche molto diverse fra loro, come il copyright, i brevetti, i marchi, i nomi a dominio Internet, le quali comportano problemi e richiedono tutele nient’affatto uniformi. L’effetto di uniformare queste discipline, addirittura dal punto di vista penale, è di ridurre drasticamente le libertà civili dei cittadini europei, rendendo oltretutto legalmente rischiose le attività legate all’innovazione e alla competizione tecnologica.

In questi giorni una coalizione internazionale di associazioni e gruppi hanno avviato una campagna (CODE, Coalition for an Open Digital Environment) tesa a far conoscere i rischi di questa nuova proposta di direttiva nonché a chiedere ai parlamentari europei la non approvazione.

Sul sito della campagna http://www.ipjustice.org/code.shtml è possibile leggere la lettera spedita da questa coalizione ai parlamentari che fanno parte della commissione chiamata l’11 settembre prossimo a discutere ed eventualmente approvare questa direttiva.

L’Associazione Software Libero condivide tutte le preoccupazioni espresse dalla coalizione e rimarca come ancora una volta con questa direttiva, come con la precedente EUCD, si danneggiano i cittadini.

Anziché limitarsi a colpire chi trae illegalmente profitto dalle violazioni del diritto d’autore, si colpiscono gli utenti, declassandoli dal ruolo di cittadini a quello di clienti privi di diritti, condannandoli ad una fruizione arbitrariamente limitata delle opere e minacciando la loro riservatezza. Come se non bastasse, la direttiva minaccia lo sviluppo della concorrenza e dell’innovazione nel mercato dell’informazione digitale.

—–BEGIN PGP SIGNATURE—–
Version: GnuPG v1.2.2 (GNU/Linux)
Comment: Processed by Mailcrypt 3.5.8

iD8DBQE/Vd9EpTA1sien860RArKJAJ99Pk/u+eP12RatO/2Q+yHXS1ScGQCfQXST
HqrhFRmha8rkG6qE/MBqCy8=
=Gc2R
—–END PGP SIGNATURE—–

Guida al consumo critico, edizione 2003

La nostra responsabilità di abitanti e custodi del pianeta non si esaurisce infilando una o più schede nell’urna. In realtà noi votiamo ogni giorno, continuamente.

Ogni volta che mangiamo, ci vestiamo, facciamo la spesa; compriamo un giornale o un libro; andiamo al cinema o rimaniamo in casa a vedere la Tv.

Ognuna delle migliaia di scelte che compiamo quotidianamente ci carica di una precisa responsabilità; esprime il nostro consenso o meno nei confronti di un sistema economico e quindi politico. Con le nostre piccole scelte quotidiane possiamo dire si al riscaldamento del pianeta o no al taglio delle foreste pluviali; si all’inquinamento dell’aria o no alla globalizzazione.
Insomma votiamo continuamente, e di questo è bene esserne consapevoli.

Questa guida si propone di aiutare il consumatore nella scelta dei prodotti, aggiungendo ai parametri di questa scelta che compiamo ogni giorno la consapevolezza che ogni azienda adotta e favorisce politiche economiche di grande impatto nel nostro sistema, sia sull’ecologia che sugli equilibri politici degli stati mondiali.
Quando facciamo il pieno alla Esso, sappiamo di aver contribuito alla scelta di fare guerra all’Iraq.

Non basta una bandiera a far capire le noste opinioni alle grandi multinazionali, dobbiamo cercare di colpirle proprio nell’economia di queste grosse aziende.

Se il business muove politica ed ecologia (Il protocollo di Kyoto insegna), allora la politica e l’ecologia devono influenzare anche il business, per non arrivare ad un vicolo cieco.

Guida al consumo critico