L’estate di Marino

Gilioli sul suo blog fa una ottima analisi degli errori di Marino, sindaco di Roma, compiuti in questo caldo agosto.

In questa analisi è parecchio benevolo nei commenti, sembra quasi che le pessime scelte politiche compiute non siano colpa sua.

Io penso però che un politico debba saper fare politica,  che significa anche comunicarsi e comunicare le sue idee, per poterle portare avanti.

Io credo che siano due le ragioni per cui non si va alle elezioni immediate nella capitale: l’imminente giubileo e la pessima reputazione del PD a causa di mafia capitale e scandali collaterali.

Ed anche il Sindaco Marino scrive un libro

Sinceramente non credo che Marino sia all’altezza dell’incarico da Sindaco di Roma. Penso sia una persona onesta, ma per Roma questa è una condizione necessaria ma non sufficiente.

E’ una città troppo complessa, con troppo bisogno di essere cambiata, per una persona così debole politicamente e con così poca esperienza amministrativa.

Ma una delle cose che mi dà più noia è la notizia che stia scrivendo un libro sulla sua esperienza. Una esperienza, è necessario dirlo, che non si è ancora conclusa.

E’ stato eletto nel Giugno 2013, due anni fa. Ne mancherebbero tre.

Avete presente Roma? Quando può essere complicata l’amministrazione della nostra Capitale?

Fossi in lui non dormirei la notte, pensando ai problemi della mia città. Da lui dipendono milioni di vite, non sono problemi da prendere a cuor leggero.

Dedicherei i miei sforzi alla risoluzione dei guai ed all’avvio di un percorso di miglioramento: contro l’abusivismo, per il decoro e la legalità, sulla mobilità pubblica che è indecente per una capitale europea.

Penserei alla valorizzazione di Roma,  alla promozione del turismo di una delle città più belle del Mondo che non è la più visitata al Mondo.

Invece no, sta scrivendo un libro.

Ecco, io non sopporto i sindaci che a meno di metà mandato scrivono un libro sulle loro esperienze invece di dedicarsi alle loro esperienze.