Castelli (Lega Nord) e Roma Ladrona

La Lega Nord da sempre sfrutta lo slogan “Roma Ladrona” per le sue campagne elettorali.
La rubrica “Spreconi” de L’Espresso svela:

la Corte dei Conti ha chiesto la restituzione dei soldi pagati dall’allora ministro leghista Roberto Castelli per due consulenze. Che erano state affidate alla società di un suo conoscente e compagno di partito. (La Lega Nord, appunto)

Attualmente è sottosegretario alle Infrastrutture per il governo Berlusconi IV.

Socio CAI: compriamo a costo zero e tra tre anni utili per 300 milioni

Altro che Air France, quelli si che volevano fregarci:

E io gli chiedo: “Mi dica una cosa: ma chi glielo ha fatto fare di infilarsi in questo ginepraio della cordata Alitalia?”. Lui: “Eh, mica sono stupido: l’avrebbe fatto anche lei! Stiamo comprando l’Alitalia senza soldi e fra tre anni guadagneremo 300 milioni. La maggior parte di noi ha messo solo la firma, rischiamo solo in caso di bancarotta, di nostro non rischiamo nulla: dietro ci sono banche e finanziarie.

Fonte: L’Espresso

Sullo smaltimento illegale dei rifiuti speciali, tossici e nocivi in Campania

Non ho ancora visto un solo telegiornale che abbia citato la notizia riportata dall’Espresso e da Gilioli, secondo la quale l’attuale sottosegretario all’economia Nicola Consentino sarebbe accusato di aver ricevuto una busta con 50 mila euro, nell’ambito dell’indagine sullo smaltimento illegale di rifiuti speciali, tossici e nocivi in Campania.

Vergognarsi profondamente

Un collaboratore de “L’espresso” scrive sul suo blog nel portale della stessa testata di vergognarsi profondamente di una delle inchieste più importanti della rivista, “Velenitaly“. L’Espresso chiude i rapporti con lui e chiude il suo blog. In rete si scatena un ampio dibattito.

Io mi faccio una domanda: se da collaboratore della sezione enogastronomica mi vergognassi profondamente di una inchiesta sulla falsificazione dei prodotti del “mio” settore della “mia” rivista, avrei tre scelte: lasciare la rivista, discutere con gli autori nella fase di stesura, o non commentare. Penso che la scelta di scrivere sulla versione elettronica della rivista la mia vergogna, senza motivazioni, sia quantomeno strano.

Se le divergenze erano importanti, forse sarebbe stato meglio chiudere in prima persona la collaborazione, no? Fondamentalmente concordo con Gilioli e penso che l’operazione della direzione non abbia avuto come obiettivo quello di sotterrare il dissenso e nasconderlo, ma prendere atto del dissenso (probabilmente nemmeno espresso preventivamente alla sua pubblicazione su web) e fare la scelta più utile rendere la redazione più compatta.

La pluralità dell’informazione è data dalla pluralità delle fonti, non dalla pluralità delle idee nelle stesse pagine. Quando acquisto l’Espresso lo faccio perché voglio leggere l’Espresso, non l’Espresso + il Giornale + Libero.
I lettori si adeguano di conseguenza, nella piena libertà. Quelli d’accordo con Vizzari lo seguiranno nella sua prossima rubrica altrove, quelli d’accordo con L’Espresso continueranno a leggere questo prodotto editoriale. Sempre che la questione sia così importante da cambiare le nostre letture, ovviamente.

Nessuno si aspetta che nel blog personale di chiunque di noi compaia un articolo che smentisce quello precedente se l’autore stesso non ha cambiato idea. La libertà sta nel poter commentare e smentire l’autore o nel creare uno spazio nuovo dove poter esprimere questo dissenso.

Per questo internet è libera (ed il caso in questione lo dimostra, infatti il dibattito è tutt’altro che chiuso) e la televisione molto meno. Nessuno di noi umani può acquistare una nuova frequenza e dare la sua versione dei fatti, e tra chi ci ha provato c’è anche chi nonostante le vittorie in tribunale vede ancora abusivamente occupato il suo spazio.

Di Pietro si escluderà dal Parlamento? O è un errore di Copia-incolla?

Come Giustamente fa notare Gilioli dell’Espresso nel programma di Di Pietro c’è un punto che dice “Limitazione dell’elezione a parlamentare per massimo due legislature“.
Se Di Pietro ritiene questo punto importante tanto da metterlo nella sua paginetta di programma immagino sarà coerente e non si candiderà per il Parlamento visto che è già stato eletto 2 volte.
Non mi sono mai piaciute le regole che valgono solo per gli altri o “dalla prossima volta”.
Quindi spero che non sia una svista della Casaleggio Associati nel copia-incolla dal sito di Grillo.