Alessandro Ronchi

Mercato

Brunetta spamma per vendere il suo libretto

Anche io ho ricevuto lo spam del ministro Brunetta che mi invitava ad acquistare il suo libretto sulla “Rivoluzione”. Forse ha letto la denuncia dei redditi di Obama, pubblicata pochi giorni fa, contenente milioni di dollari di guadagni dalla vendita dei suoi libri ed ha pensato “vojo anch’io”.

Ricordo che questo tipo di pubblicità è vietata per legge, dal testo unico per la privacy art 130:
1. L’uso di sistemi automatizzati di chiamata senza l’intervento di un operatore per l’invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale e’ consentito con il consenso dell’interessato.
2. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche alle comunicazioni elettroniche, effettuate per le finalita’ ivi indicate, mediante posta elettronica, telefax, messaggi del tipo Mms (Multimedia Messaging Service) o Sms (Short Message Service) o di altro tipo.

Lo spam non è una cosa di poco conto, perché tanto la posta indesiderata si cancella: se tutti facessero come il Brunetta, la posta elettronica non esisterebbe e torneremmo ai fax.

In cambio dell’Iper il Comune si fa carico dell’Oliveti

In consiglio comunale i Verdi hanno motivato le ragioni del loro no all’ampliamento dell’ipermercato, voluto ancora prima della sua costruzione, esprimendo forti perplessità sul merito e sulla tempistica, che lega le mani alla nuova amministrazione su un tema così importante. Forse uno sgarbo a chi ha vinto le primarie?
Abbiamo inoltre criticato la volontà di inserire nel testo anche un riferimento all’istituto professionale Ivo Oliveti, che nulla ha apparentemente a che fare con l’ipermercato.
L’istituto è pieno di amianto ed è di competenza della Provincia, che deve bonificarlo o ricostruirlo.
Dal testo della delibera appare chiaro che la Provincia ha dato un suo assenso all’avvio della procedura dell’Ipermercato “anche alla luce del dichiarato assenso del Comune a farsi carico di individuare soluzioni tecnico-urbanistiche, condivise con la Provincia, idonee a favorire l’espressa necessità di costruire il nuovo istituto scolastico Ivo Oliveti”.
Appare abbastanza evidente, quindi, che la Provincia ha dato il suo sì all’iper solo dopo aver avuto la promessa dal Comune di farsi carico della soluzione dell’istituto professionale, la cui spesa in teoria non spetterebbe alla nostra amministrazione.
Evidentemente il contenuto della proposta non era così condivisibile, se il Comune ha dovuto promettere un impegno, e quindi una spesa, non dovuto per chiedere a Piazza Morgagni di portarla avanti.
Il Comune di Forlì, quindi, probabilmente spenderà più di quello che è stato dichiarato lunedì in Consiglio per avere il “suo” ampliamento dell’ipermercato, prelevando fondi da altri investimenti.
Sarebbe stato corretto che la Giunta ed il Sindaco avessero presentato una lista delle spese necessarie all’iper, dando la possibilità ai cittadini di valutare veramente se vale la pena investire così tanti soldi pubblici su opere di questa portata.

Ipermercato di Forlì: dibattito in consiglio comunale

Ieri in Consiglio Comunale abbiamo affrontato un lungo dibattito sull’Ipermercato e sulla richiesta di ampliamento, che era stata bloccata con il sequestro a causa degli abusi edilizi .
Nel mio intervento ho fatto presente che la proposta di votare un orientamento su questo argomento era sbagliata nel metodo, oltre che nel merito. A due consigli comunali dal termine del mandato del Sindaco, ho sottolineato che sarebbe stato giusto lasciare alla nuova amministrazione il compito di disegnare la Forlì del futuro, e non mettere un tassello così importante prima delle elezioni.

Ho criticato l’idea dell’abuso degli accordi di programma, che permettono trasformazioni urbanistiche in cambio di opere pubbliche, che però spesso sono necessarie alla realizzazione dell’intervento: si utilizza come compensazione qualcosa che in realtà senza la variante al Piano Regolatore non sarebbe necessario.

Lo stesso avvenne per l’accordo Querzoli-Ferretti, dove tra le opere di compensazione comparivano le rotonde della nuova area industriale ed il collegamento ferroviario, a solo uso e consumo dell’insediamento.

Ho detto che il “contentino” del parcheggio Montegrappa, già previsto nel piano degli investimenti, richiesto come compensazione per il centro storico non sarà d’aiuto al suo rilancio: esistono già diversi parcheggi sottoutilizzati nell’area realizzati da pochi mesi. L’idea che il centro-storico debba e possa competere con gli ipermercati con le stesse armi, a suon di posti auto, prodotti sottocosto e stress è piuttosto antiquata e superata.

L’attuale crisi economica doveva far riflettere sull’opportunità di continuare sulla strada dell’ampliamento della grande distribuzione, che favorisce l’importazione di prodotti a scapito della filiera corta, della giusta misura del commercio.

Ho chiesto inoltre di stralciare dalla proposta di delibera la parte riguardante l’IVO Oliveti, che con l’ipermercato non c’entra nulla e sulla quale potevamo votare a favore di un accordo per la ricostruzione (la struttura attuale è piena di amianto e quindi va bonificata).

Non è stato concesso nemmeno questo.

Mission One, la prima moto da corsa elettrica

mission_oneNasce la prima moto elettrica da corsa, che parteciperà al ttxgp, primo Gran Premio per veicoli ad energie alternative.
240Km/h di velocità massima, 240 Km di autonomia, 135Nm di coppia, senza cambio.
E’ chiaro che questo è un veicolo tutt’altro che ecologico, dal momento che nonostante le zero emissioni sprecherà molta energia per favorire la potenza, ma è comunque un passo utile per lo sviluppo dei motori e scooter elettrici tradizionali. Si parla già di versioni commercializzabili e meno energivori, basati su alcune delle tecnologie introdotte dalla Mission One.
Il ttxgp sarà una buona occasione per stimolare la progettazione di veicoli a zero emissioni da corsa, che avrà ricadute positive anche su quelli immessi sul mercato.

Torna su