Brunetta spamma per vendere il suo libretto

Anche io ho ricevuto lo spam del ministro Brunetta che mi invitava ad acquistare il suo libretto sulla “Rivoluzione”. Forse ha letto la denuncia dei redditi di Obama, pubblicata pochi giorni fa, contenente milioni di dollari di guadagni dalla vendita dei suoi libri ed ha pensato “vojo anch’io”.

Ricordo che questo tipo di pubblicità è vietata per legge, dal testo unico per la privacy art 130:
1. L’uso di sistemi automatizzati di chiamata senza l’intervento di un operatore per l’invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale e’ consentito con il consenso dell’interessato.
2. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche alle comunicazioni elettroniche, effettuate per le finalita’ ivi indicate, mediante posta elettronica, telefax, messaggi del tipo Mms (Multimedia Messaging Service) o Sms (Short Message Service) o di altro tipo.

Lo spam non è una cosa di poco conto, perché tanto la posta indesiderata si cancella: se tutti facessero come il Brunetta, la posta elettronica non esisterebbe e torneremmo ai fax.

Se un Ministro impedisse alle carceri di “ospitare” un assassino…

…probabilmente tutti si sarebbero scandalizzati. Un assassino X giudicato colpevole a tutti i livelli possibili di giudizio. Se un Ministro della Giustizia avesse ordinato a tutte le carceri nazionali ed a tutti gli istituti di detenzione di non far entrare l’assassino X nelle proprie sedi, e dare corso alle sentenze, forse oggi il Governo sarebbe caduto per le proteste interne ed esterne alla maggioranza.
Basta cambiare la prospettiva, ed un Ministro del Welfare può ordinare a tutti gli ospedali d’Italia di non dare corso ad una sentenza definitiva, con relativamente poco scalpore, e nessuna protesta nemmeno da chi si propone giustizialista.

Caro Brunetta, per favore la smetta

Non conta più cosa si fa, ma come lo si dice. Così con cadenza e frequenza scientifica il ministro (ahimè) Brunetta rilascia dichiarazioni molto offensive su qualche categoria di lavoratori, per attirare il consenso di tutti gli altri (in modo che la ricerca del capro espiatorio faccia puntare il dito sempre altrove).
Ieri è riuscito in due imprese incredibili. Primo, ha detto che la valutazione sui dipendenti seguirà le orme di Ebay: “Chiunque di voi abbia comprato qualcosa lì sa che alla fine della transazione compaiono tre freccette”. Caro ministro, chiunque abbia comprato su Ebay sa che lì non esistono freccette, ma valutazioni su ogni aspetto dell’asta ed un campo testuale per i commenti.

Poi è riuscito ad offendere due categorie di lavoratori contemporaneamente: “Il tornitore alla Ferrari ha il sorriso e la dignità di dire al figlio che cosa fa, l’impiegato al catasto, i professori, i burocrati no”. Caro ministro, se fosse vero che professori, impiegati del catasto e dipendenti pubblici si vergognassero di dire al figlio il loro mestiere forse ci sarebbe veramente qualcosa da sistemare, partendo magari dai sogni costruiti dei più piccoli dati dai dibattiti stupidi in TV. Di certo non gioverebbe in alcun modo il suo populismo.

Sono certo che qualche italiano si debba vergognare, a partire da quelli che per ambizione personale sfruttano i mal di pancia.

COMUNE DI FORLì MOZIONE “CITTÀ AMICHE DELLE FORESTE”

VISTO

– Che le foreste primarie sono un tesoro della Terra e sono insostituibili per l’equilibrio ecologico e climatico del nostro pianeta
– Che la crisi globale delle foreste è divenuta una reale emergenza, per il costante aumento del consumo di prodotti forestali, pasta di cellulosa e legname grezzo, con conseguente forte incremento dei processi di deforestazione che interessano in particolare i paesi in via di sviluppo
– Che il taglio ed il commercio illegale di legname e prodotti forestali contribuiscono fortemente ad aggravare il degrado ambientale e sono fonte di finanziamenti per corruzione, guerre e conflitti
– Che nell’ambito dei paesi G8 e nell’ambito dell’Unione Europea l’Italia ha assunto un l’impegno ad eliminare il
mercato del legno illegale
– Che nell’ambito della Convenzione sulla Biodiversità (CBD) l’Italia ha assunto l’impegno di invertire l’attuale
tendenza alla distruzione delle foreste del pianeta
– Che nell’ambito dell’avvenuta ratifica del Protocollo di Kyoto sulla riduzione delle emissioni di gas serra, l’Italia ha assunto impegni di carattere internazionale in favore della protezione e dello sviluppo sostenibile delle aree forestali

CONSIDERATO
– Che gli acquisti pubblici rappresentano circa il 14% del mercato per prodotti come il legno e la carta, e possono
rappresentare un potente fattore di promozione e orientamento per tutto il mercato
– Che esiste lo standard internazionale di certificazione FSC (Forest Stewardship Council), dotato di autorità, legittimità credibilità su scala mondiale, in grado di garantire la qualità dei prodotti forestali, di certificarne la provenienza, di assicurare che i prodotti certificati derivino da una gestione forestale responsabile e non dal commercio illegale del legno, e siano di conseguenza certificati secondo standard uguali o superiori a quelli definiti dal Forest Stewarship Council – FSC
– Che Greenpeace sta conducendo una campagna globale per la protezione delle foreste primarie, tesa allo sviluppo di politiche di acquisto che premiano il riutilizzo, il riciclaggio con tecnologie pulite di legno e carta, e la certificazione FSC
– Che molte città in tutto il mondo e in Italia (es , Roma, Genova, Bologna, Ravenna, Livorno, Rimini, Crema,
Modena…) hanno aderito al circuito internazionale delle città impegnate nella salvaguardia delle foreste, così come molte città europee
– Che tale ente accreditato svolge la sua attività anche nel nostro Paese, favorendo l’aumento del numero di aziende del settore che offrono prodotti ambientalmente certificati

IMPEGNA
Il Sindaco e la Giunta Comunale
– a procedere all’inserimento della città di Forlì nel circuito europeo di città impegnate nella salvaguardia delle foreste (“Città amiche delle Foreste”)
– a dare preferenza in tutti i bandi gara per gli acquisti di are carta e prodotti tissue (carta ad uso sanitario) riciclati tecnologie pulite e incentivarne la raccolta differenziata
– a dare preferenza in tutti i bandi gara per gli acquisti di prodotti in legno o derivati, a quelli certificati secondo
standard uguali o superiori a quelli definiti dal Forest Stewarship Council – FSC (ad es , attrezzature, mobili e
prodotti in legno)
– a non utilizzare in tutte le costruzioni pubbliche legno proveniente dalla distruzione delle foreste primarie, e a dare preferenza ai materiali certificati FSC
– a sensibilizzare la cittadinanza sul problema del riuso, del riciclo e della certificazione ecologica

Copia della delibera sarà inviata al Presidente della Repubblica, al Ministro dell’Ambiente, a Greenpeace e al Gruppo
FSC Italia (Forest Stewardship Council)

Forlì, 27/9/2005