La burla della multa

Bell’idea quella di multare il Tg1, il Tg4, Il Tg2, Tg5 e Studio Aperto per l’imparzialità durante la campagna elettorale: per i canali Rai paghiamo noi, per quelli Mediaset le cifre rappresentano una sciocchezza.

Una sanzione economica non dovrebbe mai essere utilizzato come pena in questi casi, perché permetterebbe ai più ricci di fregarsene delle regole ed le farebbe rispettare solo da chi non può pagare le multe. Al contrario una bella sospensione e/o rimozione dei responsabili sarebbe molto più equa.

Spero che i protagonisti di questa tristissima campagna elettorale paghino con la moneta dei voti tutte le loro indecenze, ed invito tutti i cittadini dei comuni coinvolti dal ballottaggio di impegnarsi e portare tutti gli amici al voto: ci stiamo giocando molto di più della loro città.

Facebook, concilia?

Tornerò sul merito dei filtri per censurare internet, sulla loro inefficacia e sulla loro pericolosità. L’aspetto che più mi incuriosisce è come pensano di multare l’azienda americana che fa capo a Facebook. Faremo processi internazionali per chiedere che questa paghi il dovuto? Oppure, più semplicemente, filtreremo totalmente i siti stranieri (come avvenuto per il poker) che non applicheranno la norma? Tasseremo solo le aziende che permetteranno violenza in lingua italiana oppure puniremo tutti i neo-nazisti in tutte le lingue che sul web sono accessibili anche in Italia (e lo sono tutti)?

Ma chi ha scritto questa legge, sa come funziona internet? Lo ha mai usato oppure ne ha solo sentito parlare a “Studio Aperto”?

Aggiornamento: leggendo punto-informatico scopro che sono i provider, e non i proprietari dei siti, a dover filtrare i messaggi fuorilegge, pena corresponsabilità. Spero che, come al solito, non se ne faccia nulla, perché inserire bei filtroni su tutto il traffico che passa potrebbe diventare molto oneroso ed ancora più pericoloso che censurare singoli siti web inadempienti.