La burla della multa

Bell’idea quella di multare il Tg1, il Tg4, Il Tg2, Tg5 e Studio Aperto per l’imparzialità durante la campagna elettorale: per i canali Rai paghiamo noi, per quelli Mediaset le cifre rappresentano una sciocchezza.

Una sanzione economica non dovrebbe mai essere utilizzato come pena in questi casi, perché permetterebbe ai più ricci di fregarsene delle regole ed le farebbe rispettare solo da chi non può pagare le multe. Al contrario una bella sospensione e/o rimozione dei responsabili sarebbe molto più equa.

Spero che i protagonisti di questa tristissima campagna elettorale paghino con la moneta dei voti tutte le loro indecenze, ed invito tutti i cittadini dei comuni coinvolti dal ballottaggio di impegnarsi e portare tutti gli amici al voto: ci stiamo giocando molto di più della loro città.

Sul blocco dei talk show evidentemente non era stato spiegato tutto

Via Metilparaben e Francesco Costa:

La norma approvata dalla commissione di vigilanza sulla Rai (su iniziativa del deputato radicale Beltrandi) non “sospende” i talk show, non li “taglia”, non li “oscura”, tantomeno li “censura”. La norma prevede invece una più esigente e rigida applicazione di una legge votata dal centrosinistra diversi anni fa e – a quel che mi risulta – tutt’altro che ripudiata: la par condicio. Ballarò, Annozero e compagnia potranno tranquillamente andare in onda, purché si preoccupino di ospitare in studio esponenti di tutti i partiti, garantendo loro parità di tempo e spazi. Se non vorranno strutturare così i loro programmi, potranno spostarli in un’altra fascia oraria e lasciare il prime time a tribune politiche che obbediscano a quei criteri. Lo scandalo semplicemente non c’è. Anzi, c’è: è nella norma approvata durante la stessa sessione col voto compatto di Pdl e Pd (unico contrario sempre il radicale Beltrandi, ma correggetemi se sbaglio) che prevede che i partiti che non hanno superato lo sbarramento del 4 per cento alle elezioni europee non siano rappresentati nelle tribune politiche e nei talk show di cui sopra. Una misura insensata, iniqua e scandalosa.