L’errore dei 5 stelle sulle unioni civili

A mio parere i 5 stelle hanno perso un’ottima occasione, con le unioni civili. Stavano infatti comportandosi perfettamente in linea con quanto dichiarato: no ad alleanze di Governo ma sì ad accordi su singoli temi.
Tra l’altro su questo tema stavano anche facendo emergere le divergenze tra PD ed Alfano, facendo scricchiolare l’alleanza ed ottenendo un risultato politico doppio.

Su questo tema c’era una condivisione trasversale, ed avrebbero fatto bene a portarla avanti fino in fondo, senza calcoli politici di convenienza o paure di essere avvicinati al PD nell’asse politico.

Il Canguro altro non era che un emendamento che si opponeva a modifiche strumentali della legge. Non si trattava di uno strumento antidemocratico, perché non era un colpo mano del Governo per impedire la discussione, ma uno strumento necessario per superare l’ostruzionismo e permettere infine che dopo tanta discussione questa norma andasse in porto.

Prima con il Post di Grillo che lasciava libertà di coscienza e poi dicendo no al canguro, hanno rinvigorito Alfano ed i “cattodem”, in assoluta minoranza in Parlamento ed in assoluta opposizione alla volontà popolare su questo tema.

Ma soprattutto queste considerazioni politiche hanno fatto perdere al movimento la bussola iniziale:
Non hanno guardato dentro la proposta , come promesso, ma hanno cercato malamente di fare uno sgambetto al PD, finendo invece per rafforzare l’alleanza di Governo.

Mi spiace, veramente, perché questa volta stavo tifando per loro.

Dovendo scegliere, eviterei gli “impresentabili”

Alla vigilia delle elezioni regionali, la commissione antimafia ha presentato il suo elenco di 1716 candidati giudicati “impresentabili”.

Se fossi residente in queste regioni, io non voterei le liste che li hanno presentati.

Campania
– Alberico Gambino, Fratelli d’Italia, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– Luciano Passariello, Fratelli d’Italia, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– Antonio Scalzone, Popolari per l’Italia (che ha ritirato la candidatura), a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– Antonio Agostino Ambrosio, Forza Italia, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– Sergio Nappi, Caldoro Presidente, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– Fernando Errico, NCD per Caldoro, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– Sandra Lonardo Mastella, Forza Italia, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– Francesco Plaitano, Popolari per l’Italia, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– Raffaele Viscardi, Popolari per l’Italia, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– Vincenzo De Luca, candidato alla presidenza della regione per il PD
– Domenico Elefante, Centro Democratico-Scelta Civica, a sostegno di Vincenzo De Luca (PD)
Biagio Iacolare, UdC, a sostegno di Vincenzo De Luca (PD) (nome rimosso in serata dalla commissione)
– Carmela Grimaldi, Campania in rete, a sostegno di Vincenzo De Luca (PD)

Puglia
– Enzo Palmisano, a sostegno di Francesco Schittulli (“Oltre con Fitto”)
– Massimiliano Oggiano, a sostegno di Francesco Schittulli (“Oltre con Fitto”)
– Giovanni Copertino, a sostegno di Adriana Poli-Bortone (Forza Italia)
– Fabio Ladisa, Popolari con Emiliano, a sostegno di Michele Emiliano (PD)

Il fact checking sull’articolo 18

Stefano Catone ha fatto un riepilogo delle falsità dette in questi giorni in merito all’Art. 18 da Renzi. Alcune cose sono talmente grossolane che pare evidente il tentativo di screditare la norma per potervi mettere mano.

Alcune domande paiono banali ma è opportuno farsele: c’era bisogno del PD al Governo per una riduzione delle difese dei lavoratori? E’ questo il momento giusto per lasciare spazio al ricatto del licenziamento?

Le dichiarazioni di Matteo Renzi degli ultimi due giorni, tra interviste a Repubblica e intervento in Direzione nazionale del Partito Democratico, si sono stratificate creando confusione e allontanando lo sguardo dalla legge delega in discussione al Senato, che al momento resta l’unico documento, nero su bianco, sul quale poter discutere. Il confronto tra dichiarazioni e dati può essere utile per fare un po’ di chiarezza nel dibattito.

Fonte Art. 18: il fact checking delle parole di Renzi | È Possibile.

Il PD perderà anche le prossime elezioni?

Proiezioni Italicum

Va a finire che il PD non vincerà nemmeno alle prossime elezioni, nonostante il leader di Forza Italia affidato ai servizi sociali per la condanna definitiva e nonostante stia decidendo a proprio piacimento le nuove regole del gioco, di certo non per svantaggiarsi.

Se il PD non vincesse subito al primo turno, rimanendo sotto il 35%, al ballottaggio sarebbe una partita tutt’altro che scontata.

Fonte del grafico: Corriere.it

Segretari vs Presidenti

Quello che sta accadendo in questi giorni nel PD mostra a mio parere che la scelta di candidare automaticamente il segretario eletto con le primarie come possibile presidente del Consiglio sia sbagliato.

I segretari dei partiti dovrebbero svolgere il loro ruolo in autonomia dal Governo, supportandolo nelle scelte che sono in linea con i principi del Partito, ed opponendosi alle scelte che non lo sono, perché frutto di compromessi. Un modo diverso per contrattare e bilanciare meglio i risultati dell’azione politica della maggioranza.

Il segretario dovrebbe fare il segretario ed il Presidente del Consiglio dovrebbe fare il Presidente del Consiglio. Lo stesso vale anche per il ruolo del Ministro ed il Segretario dei partiti minori, ed a livello cittadino con il Sindaco e gli assessori.

Il segretario potrà ricoprire in futuro lo stesso ruolo, ma non contemporaneamente alla sua carica politica primaria all’interno del Partito. Non per evitare di assumersi la responsabilità di quello che farà il Governo, perché attraverso i suoi voti ne sostiene la fiducia, ma per avere ruoli distinti, una cosa che giova ad entrambe le parti.

Ovviamente questo può funzionare se il segretario eletto avrà una forza adeguata, cosa che non è successa a mio parere con il ruolo di traghettatore e sostenitore delle larghe intese svolto da Epifani.