Alessandro Ronchi

religione

Quasi quasi mi sbattezzo

Quasi quasi mi sbattezzoLa lettera della Binetti e di altri 14 deputati PD contro la pubblicazione sull’Unità di un fumetto che parla dell’odissea (vera) di un operaio che tenta di sbattezzarsi fa sorridere. Secondo loro questa attenzione dovrebbe essere sostituita da una riflessione sul “ruolo della religione nello spazio pubblico!” (che dovrebbe essere nullo, se parliamo di politica).

Fonte: Lo sbattezzo su “L’Unità” fa infuriare i teodem

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge

olocaustoBerlusconi dichiarando la sua contrarietà ad una società multietnica ha fatto l’ennesimo passetto in avanti.

Ora la lotta non è nemmeno più confinata nei limiti della clandestinità, ma si è spostata sulla discriminazione delle diverse culture e provenienze. E se lo ha fatto, in piena campagna elettorale, può essere solo per due motivi: per sviare l’attenzione dalle sue vicende personali che rischiavano di comprometterne l’immagine oppure per propaganda pura in vista delle elezioni.

In entrambi i casi sarebbe interessante sapere cosa ne pensa il candidato a Sindaco cattolico Alessandro Rondoni, sostenuto da PDL e Lega Nord. Anche lui condivide le idee dei suoi sostenitori? Se non è così, perché non ne ha ancora preso le distanze?

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. (art 3 della Costituzione Italiana)

Immagina come Castellitto…

Imagine there’s no heaven, It’s easy if you try,
No hell below us, Above us only sky,
Imagine all the people, living for today…

Imagine there’s no countries, It isn’t hard to do,
Nothing to kill or die for,
And no religion too,
Imagine all the people, living life in peace…

Durante il concerto del 1° Maggio Castellitto sale sul palco e cita la traduzione di Imagine.

O quasi.

Quella frase sulla religione, volutamente omessa dal presentatore, proprio non pareva simpatica. Eppure ha un significato preciso e non casuale all’interno del testo. Lennon si immagina un Mondo senza paradiso ed inferno, dove le persone vivono per il presente nel rispetto reciproco, senza distinzioni di nazioni, senza un motivo o religione come pretesto per uccidersi.

Il testo di Imagine è molto forte, a dispetto della morbidezza della musica. Non era obbligatorio citarlo o tradurlo, ma nel farlo non si può mozzare il significato.

Questa la traduzione intera della canzone:

Immagina

Immagina che non ci sia un paradiso, È facile se ci provi.

Niente inferno sotto di noi, Sopra di noi soltanto il cielo.
Immagina che tutti quanti vivano per il presente…

Immagina che non ci siano nazioni, Non è difficile farlo,
Nulla per cui uccidere o morire, E nessuna religione,

Immagina che tutti quanti Vivano in pace..

Immagina che non ci siano proprietà,
Mi chiedo se ci riesci,
Nessuna necessità di cupidigia o fame,
Una fratellanza di uomini, Immagina che tutti quanti
Condividano tutto il mondo…

Tu dirai che sono un sognatore, ma non sono l’unico,
Spero che un giorno ti unirai a noi, E il mondo sarà come una cosa sola.

A Milano Ora di religione fino dalle materne

In tempi in cui si chiede meritocrazia e trasparenza, l’assunzione a tempo indeterminato da parte del Comune di Milano di 46 educatrici scelte dalla Curia senza alcun concorso pubblico, per introdurre l’ora di religione nelle scuole materne, grida vendetta.

E per “favorire l’integrazione” è stata inviata una lettera a tutti gli immigrati iscritti alle superiori, invitandoli a partecipare alle ore di religione. Non paghi, si spiega che quest’ora sarà dedicata a conoscere il pensiero e la storia della Chiesa (e non, come dovrebbe, la storia delle religioni).

Ma l’ultima chicca è questa:

Potrai affrontare tanti problemi, tra cui il razzismo e la tolleranza

Tradotto in parole povere, se diventi cristiano non sarai più discriminato.

L’incertezza della pena porta alle colpe di classe

In questi giorni si parla tanto di sicurezza. Trattare questo tema è e rimarrà molto difficile, in Italia, finché non riusciremo a cambiare un po’ la nostra mentalità.
Lascio perdere le considerazioni su rom, immigrati clandestini e punk a bestia: al di là del modo di vestire, credo sia importante punire i reati piuttosto che selezionare categorie (leggi spesso razze) da perseguitare più di altre.
Il problema vero, a mio parere, è che in italia il reato non è reato, e le leggi non sono leggi ma consigli (e come tali si possono seguire o meno).

Ed il finto pugno duro di questi giorni deriva direttamente dalla nostra incapacità di punire chi sbaglia.

Questo deriva anche dalla nostra impostazione cattolica, che ci porta anche incosciamente a pensare che qualunque sbaglio esista un perdono, che per alcuni rimane la confessione. Appare molto evidente nel caso dei ragazzini che hanno ucciso a Niscemi: uno di questi dopo aver confessato l’omicidio ha chiesto se per questo poteva tornare a casa.

Altri paesi influenzati dall’etica protestante vivono con maggiore responsabilità il prorio impegno nel Mondo.

Cassano si comporta male? Puniamolo severamente, così cambierà atteggiamento! Salvo poi dire due giorni dopo che in fondo quello è il suo carattere, che siccome gioca bene non importa cosa fa fuori ed a lato del campo.

Il nostro rapporto con la classe politica non è differente: indignazione immediata e preventiva, quando ancora non è accertata la colpa, dimenticatoio e perdono altrettanto veloce ed assoluta indifferenza una volta confermata l’accusa nei tre gradi di giudizio.

Guardando Gomorra riflettevo sul fatto che il primo problema da risolvere non è tanto la delinquenza in alcune aree del nostro Paese, ma l’assoluta connessione tra questa e l’etica diffusa nello strato sociale: il ragazzino protagonista si avvicina al clan più per voglia di diventare qualcuno, di “crescere”, che per reale necessità. In un Paese normale chi vuole crescere studia o si impegna in qualcosa che lo porterà ad ottenere risultati.

In un Paese nel quale i risultati non si ottengono attraverso il merito e l’impegno e gli errori non si pagano, è chiaro che la delinquenza trova molto più spazio.

Così tornando al discorso iniziale, io preferirei che si tornasse a riutilizzare il termine “giustizia“.

Perché la percezione di sicurezza è più forte quando si vede che l’errore non viene perdonato, ma punito.

Quando chi uccide 4-5 persone perché ubriaco al volante viene condannato e non ottiene la nuova patente – sempre che gli venga tolta – dopo pochi mesi.
Quando chi parcheggia la propria auto in divieto di sosta paga la sua multa come chi ha il biglietto scaduto delle righe blu.
Quando chi pesta un compagno di classe per noia viene costretto a fare servizio civile e ripagare con il sudore il proprio errore.
Quando chi acquista le frequenze di una rete televisiva può utilizzarle e non vedersi il proprio spazio occupato irregolarmente.

Con punizione ovviamente non intendo il sistema per il quale i poveracci vanno in galera senza scampo ed i più ricchi, colpevoli di reati ancora più gravi, stanno tranquilli nelle loro ville.

Per essere un minimo più severi persone più esperte di me consigliano di riscrivere il codice penale, troppo vecchio e ferraginoso, introducendo pene alternative al carcere per reati minori.

E chiaramente andrebbero semplificate un po’ le norme, senza che questo significhi creare strade e corsie preferenziali. In sostanza si può semplificare la legge solo se con questo non si lasciano passare reati e non si fanno sconti, come voleva fare Veltroni abolendo la Valutazione d’Impatto ambientale e come vuole fare Bersani con le sue semplificazioni che alleggeriscono le responsabilità d’impresa.

Proprio l’impossibilità, o la non volontà, di punire tutti i reati porta all’individuazione delle colpe per razza o classe sociale.

Visto che non puoi/vuoi selezionare chi sbaglia, si usano i diversi (per orientamento sessuale, per razza, per religione, per capacità fisiche, ecc.) per dimostrare il proprio pugno duro e tutelare l’immagine di severità che deve apparire all’elettorato.

Mi spiace, finché non si smetterà di tentare tutti i santi giorni l’approvazione di leggi ad personam per evitare guai giudiziari ai più forti, questa severità farà semplicemente ridere.

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