Statuto Comunale: cambio delle regole ad un minuto dal fischio finale

A meno di un mese dallo scioglimento del Consiglio l’ufficio di presidenza ci chiede una revisione dello Statuto e del Regolamento Comunale.
La proposta portata in commissione dal Presidente e dal Vice, rispettivamente PD e Forza Italia, contiene diversi aspetti controversi, come l’abolizione dei gruppi con un solo consigliere, l’ipotesi di rendere segrete le commissioni, l’eliminazione della quota di membri esperti con pari diritti dei consiglieri eletti dalle commissioni verifiche procedure amministrative e pari opportunità.
In mancanza di tempo per una discussione approfondita i Verdi hanno chiesto un rinvio della discussione a dopo le elezioni, che è stato però rigettato.
Se questo dibattito andrà avanti, quindi, occorrerà eliminare tutte gli aspetti non condivisi unanimemente, e cogliere l’occasione per introdurre novità positive.
Sulla partecipazione dei cittadini, ad esempio, si può fare molto di più.
I referendum comunali oggi si possono indire solo chiedendo la firma del 5% degli aventi diritto al voto, 5 volte maggiore alla percentuale richiesta per i referendum nazionali.
Occorre quindi abbassare questa quota almeno al 3%, per permettere la consultazione dei cittadini sulle questioni più importanti che riguardano la città.
Si possono inoltre fissare nelle regole altri strumenti di partecipazione, che riavvicinino le persone all’attività politica della nostra amministrazione, e rigettare tutte le proposte di riduzione del potere di indirizzo e di controllo degli organi elettivi, che sono uno strumento necessario per il buon governo della città.

Statuto Comunale e Regolamento: ovvero esempi pratici di riduzione della partecipazione politica.

In quasi tutti i programmi elettorali ci sono ampi riferimenti alla partecipazione dei cittadini alla vita politica. Poi, però, non manca occasione per un taglio degli strumenti che la permettono, e tutto questo spesso in assenza di proteste o dibattiti da pate di chi viene penalizzato.
Questa volta tocca allo Statuto ed al Regolamento comunali di Forlì, che con una serie di novità concordate in ufficio di presidenza (con unici membri il presidente del Consiglio PD ed il vice-presidente PDL), vuole di fatto limitare di nuovo i poteri del Consiglio Comunale e degli strumenti di partecipazione per i cittadini.

Noi abbiamo chiesto il rinvio della discussione al dopo elezioni, perché il Consiglio si scioglierà tra un mese e non è corretto approvare in fretta e furia nuove regole per limitare il prossimo, come avviene per le leggi elettorali fatte un mese dopo la partenza della campagna elettorale.

Tra le modifiche più importanti ci sono la proposta di rendere segrete le commissioni consiliari (nonostante il testo unico degli enti locali dica espressamente il contrario), l’obbligo per chi elegge un solo consigliere di costituire gruppo unico (limitando quindi l’accesso alle commissioni ed agli approfondimenti pre-consiglio), l’eliminazione dei rappresentanti della consulta degli stranieri dal Consiglio (nemmeno senza diritto di voto), l’eliminazione delle interrogazioni e delle istanze dei cittadini, e molto altro.

Su questo farò una dura battaglia, perché la continua diminuzione del potere degli organi elettivi porta non solo ad una riduzione della possibilità di partecipare dei cittadini, ma anche un peggioramento delle politiche amministrative, che si vedono private del ruolo di indirizzo e controllo che queste hanno.

Oggi si misura la democraticità e la volontà di garantire la partecipazione dei cittadini dei partiti e delle liste previste nel Consiglio. Chi troverà un accordo sul taglio dei poteri ai cittadini ed ai loro rappresentanti sarà meno credibile, tra qualche mese, quando parlerà di nuovo di partecipazione, confronto, democraticità.

Aggiornamento: questi sono i file delle bozze che ci sono stati presentati: statuto-28-gennaio-2009, regolamento-del-cc-con-raffronto-testi-20102008

Il Senatore Orsi propone di distruggere la tutela degli animali

Il Senatore Orsi (PDL) ha presentato un disegno di legge che oltrepassa ogni limite: caccia nei parchi, possibilità di abbattere orsi, lupi, cani e gatti vaganti, sanzioni per le regioni che tutelano troppo territorio dalla caccia, licenza di caccia a 16 anni, riduzione della vigilanza venatoria e tanto altro.

Ho il timore che il testo sia così volutamente provocatorio per puntare al vero obiettivo: anche un quarto delle cose introdotte sarebbe un salto indietro più che ventennale sulla tutela degli animali e la regolamentazione della caccia, ed il rischio è che si punti a 100 per ottenere 50.

Aggiornamento: Firma la petizione!

Nuovo aggiornamento: grazie anche alle proteste il testo della proposta (che al tempo dell’articolo era ancora in bozza) è stato cambiato in alcuni punti, ma mantiene diverse criticità, quindi la battaglia continua.

Potete trovare il nuovo testo su baseverde.org

Ho rimosso diversi commenti minacciosi ed offensivi sia nei confronti del Senatore sia di chi si opponeva alla sua proposta (come da regolamento dei commenti) . Si possono dire le stesse cose senza scadere nell’invettiva o nella volgarità. Penso che in un Paese civile si debba discutere in maniera civile e con un minimo di serietà.

Sul protocollo di Kyoto il Governo gioca con i numeri

Abbiamo sentito ai telegiornali le dichiarazioni del Governo sui presunti costi della riduzione della CO2 che l’Unione europea si è data come obiettivo.
All’Italia costerà 180 miliardi di euro!
Peccato che sia falso.

Monica Frassoni:

. Lo scenario di costi invece più probabile è quello che prevede un costo pari allo 0,58% del Pil europeo (91 miliardi al 2020) e per l’Italia lo 0,49% del Pil (cioè 8 miliardi): ma bisogna tenere conto anche dei risparmi nella bolletta energetica (50 miliardi a livello europeo) e per la riduzione dell’inquinamento (10 miliardi a livello europeo). Per l’Italia vuole dire che i costi passano da 8 miliardi a 2,7 miliardi.

La crisi finanziaria non dovrebbe essere la scusa per rimandare una ristrutturazione dell’economia su base economicamente ed ambientalmente sostenibile, ma un motivo in più affinché la crescita speculativa, la continua cementificazione, lo spreco di risorse vengano ridotte ad un limite accettabile per le nostre tasche ed il nostro Pianeta.