Alessandro Ronchi

riforma

Questa volta ha ragione D’Alema

Se cambiassimo la legge elettorale porcata con un sistema uninominale, i cittadini non tornerebbero affatto ad avere una scelta. Non verrebbero ripristinate le preferenze, e saremmo obbligati a scegliere in una scheda tra solo 2 nomi. Bisogna sapere di cosa si parla, soprattutto quando si urla e si spediscono appelli in rete.

Nei sistemi uninominali per ogni collegio c’è un solo vincitore. Cosa significa? Significa che, allo stato attuale, per ogni collegio voteremmo o uno del centrodestra o uno del centrosinistra. Questo sistema tende naturalmente, se non obbliga, al bipartitismo. Non a caso è adottato in Francia, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.

Se questa legge è una porcata, il sistema elettorale USA non è certo un obiettivo democratico.

Io preferisco un sistema proporzionale, dove ogni forza presenta le sue idee ed i governi sono fatti da coalizioni formate da gruppi politici che non sono obbligati ad unirsi, ma decidono di coalizzarsi per un programma comune.

Prima di farvi un’idea, vi consiglio comunque di approfondire la questione, perché mi pare che in giro si stia parlando un po’ troppo senza cognizione.

Se D’Alema oggi parla di sistema elettorale tedesco non nasconde di farlo per coalizzarsi con l’UDC, ma ciò non toglie che abbia – questa volta – ragione.

Non ritirare le schede per il referendum del 21 e 22 Giugno

Come immagino abbiate letto in questi giorni io sono fermamente contrario ai primi 2 quesiti del referendum del 21 e 22 Giugno.
Invece di eliminare la legge elettorale porcata di Calderoli, la peggiorano.

Il modo più sicuro per evitare di trasformare la nostra democrazia in un sistema bipartitico (obiettivo della loggia massonica P2) simile a quello prodotto dalla Legge Acerbo di Mussolini è non andare a votare. Come sempre l’astensione è di fatto un voto, ed in questo caso si vota contro la modifica peggiorativa.

Per chi, come me, deve votare alle amministrative la soluzione è di non ritirare le schede dei primi 2 quesiti del referendum: quelli sul premio di maggioranza, e ritirare al limite solo il 3°, relativo al divieto di candidatura in più collegi. Se si ritira la scheda si contribuisce al raggiungimento del quorum, e dal momento che molti cittadini contrari sceglieranno l’astensione, anche con la scheda bianca o nulla si aumentano le probabilità che questa riforma passi.

Io non sarò complice dell’avvicinamento al piano di rinascita democratica della P2.

E’ una questione di democrazia: sarebbe assurdo che questo fosse il primo referendum dal 1995 a superare il quorum, aiutando i due partiti attualmente più forti a raggiungere da soli, con una minoranza del sostegno, la maggioranza necessaria a governare. Una democrazia che permette ad un partito del 30% di ottenere il 60% dei seggi e governare contro il 70% dei cittadini non è una democrazia.

Sciacalli politici

Utilizzare il terremoto in Abruzzo per portare avanti il bipartitismo, diffondendo dati falsi sui costi e facendo credere che i quesiti servano ad abrogare il porcellum quando invece lo vogliono semplicemente emendare, è una cosa squallida. Da veri e propri sciacalli.

Se il problema fosse quello dei costi il Parlamento potrebbe semplicemente tornare al sistema elettorale precedente con un voto. Ovviamente il vero motivo di tutta questa polemica non sono i costi.

Lo ripeto ancora una volta, lo scopo di tutto questo è la riforma del nostro sistema parlamentare verso il completo bipartitismo, con ogni mezzo e senza alcun ritegno.

Tentativi di inciucio sulla Riforma della legge elettorale per le Europee

In questi giorni ci sono stati operosi ed interessati contatti tra Veltroni e Berlusconi per riformare la legge elettorale delle europee e ritagliarla a tutto vantaggio di PD e PDL. L’Italia dei Valori, fa sapere Di Pietro, sarebbe d’accordo.

Questi sono alcuni degli articoli apparsi sulla stampa, che vi invito a leggere:
europee-il-grande-scambio-pd-pdl
europee-verso-linciucio-pd-pdl
europee-intesa-pd-pdf-per-soglia-4

Questo è il gruppo che ho creato su Facebook per dire NO a questo inciucio, a poche settimane dalle elezioni. Le leggi elettorali non si modificano con così poco tempo e con questo conflitto d’interessi tra il legislatore e le liste che si candideranno (se si affrontasse lo stesso discorso il giorno dopo, con anni di distanza dalle elezioni l’operazione sarebbe meno sospetta).
NO all’accordo Veltroni + Berlusconi sulla Riforma della Legge Elettorale

Aderite e fatelo girare agli amici!

No alla riforma della legge elettorale

L’idea dell’accordo PD+PDL per fare una riforma della legge elettorale che riduca la concorrenza è ingiusta. Per questo mi incateno e vi invito a partecipare alla nuova catena di blog sul tema (forti della vittoria sulle detrazioni alle rinnovabili):
Gli altri anelli, per ora, sono :Andrew Crumb, Pippo Civati, il Kuda, Ale, Marcello Saponaro,

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