Saddam Hussein

Ecclestone: Hitler sapeva far funzionare le cose

Il patron della formula 1:

Meglio i regimi totalitari alla democrazia, meglio Adolf Hitler per la sua capacità di «saper far funzionare le cose» che i politici moderni. E ancora Saddam Hussein era l’unico in grado di controllare l’Iraq, così come i talebani con l’Afghanistan. (…)

Il 78enne multimilionario britannico nel corso di un’intervista al Times ha stigmatizzato la debolezza dei politici contemporanei, ancora più evidente al cospetto delle virtù delle «forti leadership». «Al di là del fatto che alla fine è stato cacciato e persuaso a fare cose che non so se voleva fare, Hitler era nella condizione di comandare molta gente e di far funzionare le cose – le parole di Ecclestone -. Alla fine si è perso e non è stato un buon dittatore perchè o sapeva che le cose andavano in una certa direzione e ciononostante ha insistito, oppure ha lasciato che andassero così. Quindi non è stato un dittatore».

Non ci si può sollevare da un giudizio con la considerazione che questo pensiero folle proviene “solo” dal presidente della F1.

In realtà questo ragionamento è la conclusione logica di un percorso che parte dalla demolizione del valore della democrazia e dal disinteresse per le sue regole e conseguenze.

Vi consiglio di leggere il libro di Paolo Cortesi “Quando Mussolini non era Fascista” ed individuare i molti parallelismi che si possono scovare con l’attualità.

Purtroppo Ecclestone non è affatto una eccezione, ma ha semplicemente fatto l’errore di citare Hitler nel mezzo di considerazioni qualunquiste sull’efficienza dello Stato, purtroppo molto più diffuse.

935 bugie per poter fare la guerra in Iraq

“Sono 935 le dichiarazioni false, relative alla sicurezza nazionale e alla minaccia costituita dall’Iraq di Saddam Hussein, rilasciate dal presidente George W. Bush e sette alti responsabili della sua amministrazione nei due anni seguiti all’11 settembre 2001”: lo documenta uno studio pubblicato oggi da due organizzazioni americane indipendenti, il Center for public integrity e il Fund for independence in journalism.

Purtroppo questa notizia non ha avuto una diffusione adeguata alla sua importanza, anche a causa dei recenti sviluppi politici italiani: solo un quadratino spesso 1 cm su Repubblica e su La Stampa. Grazie a Paola Baiocchi per avermela segnalata.

Fonte: MISNA – Missionary Service News Agency

Torna su