Proteggete il vostro WordPress

WordPress, il software open source sul quale gira anche questo sito, è ormai diffusissimo. Non conosco le percentuali aggiornate di siti web gestiti da questo sistema rispetto al totale, ma le ultime che avevo letto erano molto elevate.

Questa popolarità porta con sè anche problemi di sicurezza: più un software è diffuso, più sarà interessante cercare sistemi per bucarlo e sfruttarne l’accesso per diffondere contenuti pubblicitari (spam) o pericolosi (malware, virus, ecc.).

Se anche voi usate WordPress, vi consiglio di installare questo plugin: “All In One WP Security“, che permette, tra le altre cose, di bloccare gli ip di chi tenta di accedere con attacchi brute force, inventandosi nomi utente e password.
Tra le altre funzionalità, vi permette di scoprire se i file sono stati cambiati, inserire dei captcha che facciano domande agli utenti che tentano di accedere, effettuare scansioni del sistema e proteggere il database.

Fatelo anche se pensate che non vi serva. Vedrete che già abilitando una email di notifica ad ogni tentativo di accesso non autorizzato scoprirete di essere più interessanti per i malintenzionati di quanto pensavate di essere.

Come capire la posizione di un utente Skype

Scopro grazie ad un articolo di Attivissimo che il servizio di telefonia online più diffuso del Mondo permette di rintracciare la posizione di chi si sta chiamando e quindi pedinarlo virtualmente.

Microsoft è al corrente del problema, ma non sembra intenzionata a risolverlo.

Skype, uno dei più diffusi programmi per telefonare via Internet, viene spesso utilizzato dai suoi oltre 600 milioni di iscritti per telefonate riservate o anonime perché è credenza diffusa che sia poco tracciabile, ma in realtà può essere sfruttato per localizzare chi lo usa.

Questo software, infatti, consente di scoprire l’indirizzo IP dell’utente chiamato e quindi di determinare dove si trova in un dato momento. La tecnica è relativamente semplice: si fanno delle particolari micro-chiamate invisibili all’utente da localizzare e Skype risponde mandando al chiamante dei dati dai quali può estrarre l’indirizzo IP del chiamato.

Ripetendo questo procedimento ogni ora, per esempio, è possibile pedinare virtualmente una persona, magari un dipendente della propria azienda o di un’azienda concorrente oppure un partner sentimentale. Se effettuato su vasta scala, un tracciamento di questo genere permetterebbe di monitorare i movimenti dell’intera forza lavoro di un’azienda rivale e dedurne le strategie commerciali. L’indirizzo IP è anche utile per violare o attaccare un computer appartenente a una persona specifica.

Fonte: Rete Tre – chi usa Skype è tracciabile

Domenico Finiguerra Sabato 20 a Forlì

Sabato 20 a Forlì si terrà un incontro sullo Stop al Consumo di Territorio con Domenico Finiguerra.




Dalla lettera invito:

Cari Amici, l’Italia è un paese meraviglioso. Ricco di storia, arte, cultura, gusto, paesaggio.
Con una malattia molto grave: il consumo di territorio.

Un cancro che avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all’anno. Dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto tutto il nord Italia è stata Seppellita sotto il cemento.

Dobbiamo combattere tutto ciò e per fare questo è necessario che si rafforzi in Italia una forza politica ecologista, autorevole e competente, che abbia al centro del proprio agire la tutela del territorio, la protezione del paesaggio, la conservazione dei beni culturali, la salvaguardia della natura e della biodiversità.

Per questo sono nati, dall’esperienza della Costituente Ecologista, dagli appelli “Abbiamo un Sogno” e “Io Cambio” sottoscritti da migliaia di cittadini, dalla associazione dei “Sindaci della buona Amministrazione”, dai Verdi e da tante Reti civiche, gli ECOLOGISTI E RETI CIVICHE VERDI EUROPEI che hanno adottato un manifesto programmatico incisivo e ispirato ai principi ecologici.

Il punto 2 del manifesto contente i temi fondanti è dedicato al tema :

Stop al consumo di territorio.
• Moratoria del consumo di suolo e messa in sicurezza del territorio e delle coste
• Avvio da parte di tutti i Comuni italiani del censimento degli immobili non utilizzati e
indagine sullo stato di salute del proprio territorio.

In questo ultimo periodo, paradossalmente, nonostante la crisi economica, l’aggressione al territorio è cresciuta mentre le forze per contrastare gli energumeni del cemento armato, così li chiamava Antonio Cederna, hanno manifestato una grande debolezza.

E’ quindi sul tappeto ed è ineludibile una azione per rinsaldare il fronte di coloro che amano le bellezze d’Italia, la sua storia, i suoi paesaggi, la sua natura e sono intenzionati ad impegnarsi per la loro difesa.

Di questo vogliamo discutere
SABATO 20 OTTOBRE ore 10,00 a FORLI’, SALA SAN FRANCESCO via Marcolini 4

CON :

ROBERTO BALZANI SINDACO DI FORLI’
MICHELE DOTTI APPELLO ABBIAMO UN SOGNO
PAOLO BERDINI URBANISTA REDATTORE DI EDDYBURG

Augurandomi di incontrarvi numerosi, vi invio i più cordiali saluti
DOMENICO FINIGUERRA portavoce nazionale ecologisti e reti civiche e fondatore di Stop al Consumo di territorio e di Salviamo il Paesaggio

Come arrivare alla Sala San Francesco

Il predatore di libri

Questa storia del delegato ministeriale messo alla direzione della biblioteca napoletana dei Girolamini che ha trafugato 4’000 volumi storici, è incredibile. Leggete l’articolo sul Corriere se non ne avete sentito parlare.

Ma la cosa più incredibile di tutte è che tutto il nostro sistema di controlli fa ridere. Con tutta la nostra burocrazia, nessuno verifica i titoli di chi assume gli incarichi, nessuno controlla la sicurezza dei nostri beni culturali, nessuno si prende nessuna responsabilità.

Non è solo un problema di politica e di politici, qui c’è da rifare un Paese.

Fonte: Corriere

Le cattive pratiche quotidiane

Sembra che la pratica dell’inchino da parte delle navi da crociera non fosse una pratica “inedita”, ma piuttosto diffusa. Quello che è grave, secondo me, è che ci sono sistemi di sicurezza che rilevano le rotte delle navi in maniera continua, ma che queste rotte evidentemente non venissero poi controllate.

Nessuna sanzione, che io sappia, veniva applicata a chi violava le regole sulle distanze di sicurezza.

Dal punto di vista tecnico, confrontare automaticamente le rotte con le mappe nautiche sarebbe una sciocchezza, quindi non è un problema di cost/possibilità/risorse.

Questo è un po’ il nostro concetto di sicurezza attuale: non evitare disastri, ma dare colpe a posteriori.