Più lento, più bello, migliore

I Verdi ripartono con un ottimo risultato in Alto Adige, dove ottengono il 5,8% dei consensi, a soli 400 voti di distanza dal Partito Democratico.

Questo voto dimostra che l’alternativa ecologista ed ambientalista è seria e condivisa dall’elettorato, che invece ha punito sonoramente le forze politiche oggi maggiormente rappresentate in Parlamento e ha però premiato anche formazioni di estrema destra. E’ un dato, quest’ultimo, che desta grande preoccupazione e che rende ancora più necessario il ruolo di un partito Verde impegnato a costruire una società sostenibile da un punto di vista sociale e ambientale, una società aperta, solidale, multietnica.

La crisi economica e quella del clima sono figlie di una stessa radice, che si nutre di sprechi, disuguaglianze e dell’idea della totale assenza di limiti.
Oggi occorre ripartire dall’analisi dei problemi alla fonte, discutere seriamente di processi di decrescita e di miglioramento del ben-essere dei cittadini, continuare a dimostrare con esempi positivi i valori di cui la cultura ecologista è portatrice, dare risposte concrete alle difficoltà che ciascuno incontra quotidianamente.

Tutte le altre forze politiche sono prive di alternative credibili a questo sistema, ed anche di fronte ad uno dei suoi periodi più neri continuano a prescrivere la stessa medicina della crescita, prefigurando così una società caratterizzata da diseguaglianze sempre più forti.
Oggi più di ieri è necessario mantenere una autonomia che liberi i Verdi da etichettature politiche improprie e permetta di iniziare un nuovo percorso, partendo dai gruppi che lavorano localmente e ottengono i consensi che meritano.

Approfondimenti: Programma elettorale Verdi Alto Adige + Liste Civiche

Quando succede un disastro

Quando accade una catastrofe naturale come quella delle inondazioni di fango di questi giorni, ci si chiede il perché.
In questi casi, e purtroppo solo in questi, si punta il dito contro l’amministrazione (come se i cittadini non avessero mai votato), la deforestazione, la cementificazione, lo sfruttamento del territorio ed il taglio dei fondi contro il dissesto idrogeologico fatti da questo Governo all’inizio legislatura.
Purtroppo tra non più di una settimana si tornerà a pensare che questi fondi sono inutili sprechi, fino alla prossima catastrofe. La necessità di sicurezza si sente solo quando è troppo tardi, prima e dopo ci lasciamo convincere della totale assenza di rischio dai bravi imbonitori.

Fino a quando l’ambiente non ci si riversa sopra è solo un costo da tagliare, in favore di una crescita senza ragione.