Alessandro Ronchi

Strada

Pubblicità e piccole cose che non sono piccole

In passato sono stato criticato, per la mia attenzione sulla pubblicità abusiva. Ci sono problemi maggiori, nel Mondo, è innegabile. Ma con questa logica nessuno dovrebbe occuparsi di nulla, perché qualcosa di più importante si trova sempre.

Eppure io credo che il cambiamento si veda anche nelle piccole cose, in come ci comportiamo di fronte alla quotidianità.
Geniale, ad esempio, la scena della serie Boris nella quale la truccatrice, priva di protezioni politiche, viene licenziata. Immediatamente piangendo urla di non voler più lavorare in un Mondo dove le raccomandazioni sono più importanti della bravura. Nella scena successiva, alla consegna del bigliettino da visita di un politico non troppo affidabile, cambia ovviamente idea.

Tutto questo per dire che in tanti si lamentano, ma quando viene il momento di fare la scelta meno comoda, in molti meno accettano uno svantaggio personale a favore della propria coerenza.

Ed una piccola cosa che reputo importante e grave, perché molto visibile, è l’invasione delle pubblicità abusive dei circhi. Ogni singola volta, penso al piccolo imprenditore che paga la tassa pubblicitaria del Comune o rifiuta uno spazio fuori posto, che si trova a competere con gente che riempie senza permesso ogni angolo vuoto visibile dalla strada.

E penso a tutte le persone che dovrebbero controllare che questo non avvenga, per non mortificare chi paga e fa le cose in regola, che passano tutti i giorni per la strada e vedono quello che vedo io.

E penso a tutti gli stratagemmi utilizzati per evitare le multe che ne dovrebbero conseguire, che mortificano anche il lavoro di chi dovrebbe controllare.

E penso che il piccolo imprenditore prima o poi si stuferà di fare le cose a modo, perché tanto in fondo le cose girano in un altro verso.

E penso che questo sia un piccolo ma fondamentale passo verso un modo di concepire le regole che poi, una volta diventato la norma, porta alle discariche abusive, all’inquinamento di quello che mangiamo e respiriamo, allo sfruttamento di tutti gli esseri viventi solo perché è la strada più breve per arrivare al proprio obiettivo.

I Verdi verso un nuovo soggetto ecologista autonomo

Nonostante i TG nazionali nella fretta di chiudere avessero dato la notizia della vittoria della mozione che candidava la De Petris come nuova portavoce dei Verdi, ancora prima che terminassero le operazioni di voto, il risultato delle urne ha restituito la vittoria a sorpresa di Angelo Bonelli.

La sua mozione, che ho sostenuto assieme a tutto il gruppo della nostra Provincia, chiedeva l’abbandono del progetto di un partito unico con Sinistra Democratica e vendoliani ed il rilancio di un partito ecologista in stile europeo.

Questo risultato è la dimostrazione che la democrazia interna dei partiti è fondamentale, perché se è garantita la discussione e le decisioni sono partecipate permette al gruppo di prendere una strada diversa da quella che ha tracciato il leader.

Oggi si apre una nuova e lunga strada, occorrerà ricostruire un gruppo ed una immagine, tornare indietro rispetto alle scelte sbagliate fatte negli ultimi anni e recuperare le teste che nel frattempo per questi motivi si sono allontanate.

Lo spazio politico c’è. In tutto il Mondo le forze ecologiste hanno prima predetto poi dimostrato che economie diverse, rispettose e non avide di risorse, sono possibili.

Ora è giunto il momento di andare avanti e metterle in pratica.

La “furbizia” e gli anticorpi

Grotta Azzurra, Foto by Enrico Sitta
Grotta Azzurra, Foto by Enrico Sitta

La scelta di riversare liquami nella Grotta Azzurra di Capri sarebbe incomprensibile in un Paese normale, con un buon tasso medio di cultura ed intelligenza.
Purtroppo finché non avremo sviluppato anticorpi contro questi comportamenti, cronaca come questa rimarrà all’ordine del giorno.
Riusciremo mai ad indignarci davanti a questo esattamente come di fronte ad un pirata della strada?

La nostra preoccupazione non dovrebbe andare verso gli eccessi, ma ai piccoli comportamenti quotidiani che sottointendono la stessa ignoranza in piccola scala (ma con maggiore frequenza): il camper che svuota gli scarichi nel fiume, il pirla che getta la bottiglia d’acqua fuori dal finestrino, il deficiente che lascia la batteria scarica dell’automobile di fianco al cassonetto, perché qualcun altro se ne occupi al suo posto.

In troppi spendono molte parole contro il degrado senza fare la loro piccola ma fondamentale particina.

A Forlì una centrale nucleare?

Mi segnala un amico lettore che nella puntata di Ambiente Italia di sabato 20 luglio, in onda su rai 3 dopo il tg delle 14:15, al minuto 13 della trasmissione è apparsa una strana mappa relativa al nucleare con Forlì tra le fortunate, non commentata tra l’altro in nessun modo dalla trasmissione.

La trasmissione si può vedere su RAI TV:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c41da238-a054-449b-ab4d-905fa046c9ec.html?p=0

Il Consiglio Comunale di Forlì ha votato recentemente un mio ordine del giorno che dichiarava il territorio di Forlì LIBERO DAL NUCLEARE, per sottolineare la contrarietà della Città all’installazione di una centrale nel nostro Comune, tenendo in considerazione ovviamente che la scelta di una città fuori Provincia avrebbe comunque gli stessi problemi.

Non so da dove provenga questa mappa, ma bisogna fare almeno un paio considerazioni.

La prima riguarda coloro che mi accusarono di strumentalizzare un problema inesistente, perché il nostro Comune, a loro dire, non avrebbe avuto questo rischio. Questa mappa è la prova che, ancora una volta, si sbagliavano oppure erano in malafede.

La seconda è che oggi il centrodestra che non ha votato quell’ordine del giorno deve assumersi la responsabilità di quella decisione e spiegarci se intende veramente perseguire anche a livello locale, come sta facendo a livello nazionale, la scelta di costruire impianti di produzione di energia nucleare invece di aprire la strada, come tutti i governi più avanzati nel resto del Mondo, al risparmio energetico ed alle energie rinnovabili.

Lo stesso devono fare tutte le forze politiche, dicendo con trasparenza da che parte stanno.

La campagna elettorale è finita e le buone intenzioni devono trasformarsi in decisioni concrete a tutti i livelli.

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