Alessandro Ronchi

TV

A noi toccano i Castelli


Ieri sera ad Annozero, a fronte di giustificati motivi di preoccupazione di una signora (36 anni non possono etichettare più una “ragazza”) per l’occupazione, ma più in generale per la mancanza di qualsiasi certezza per il futuro delle ultime generazioni, Castelli ha di fatto preso per il culo l’intera generazione dicendo:

– Lei pensa che i nostri padri abbiano trovato la pappa pronta?
– Lei si lamenta delle classi di 30 alunni, io ero iscritto in una di 44 e non mi lamentavo…
– Io sono stato precario a vita, lei Mentana lo dica lei che è pure un precario…
– “Io mi alzavo alle 4 e andavo a lavorare…” (detta così sembra onesta, ma lui l’ha detta in sostanza dando del vagabondo a tutti coloro che oggi sono in difficoltà. A tutti i laureati che possono tranquillamente sostituire il proprio titolo alla carta igienica).
– Guardi con spirito positivo, è giovane e carina (fosse stata brutta sarebbe giustificata un po’ meno positività).

Purtroppo a Castelli nessuno ha obiettato che ai suoi tempi le cose miglioravano di anno in anno, si guardava al futuro consapevoli di migliorare le proprie condizioni di vita. La politica era al servizio di questo ottimismo e si investiva sui giovani e sulle famiglie.

Oggi, al contrario, i giovani vedono che staranno peggio dei loro genitori, la politica è contro di loro, si taglia ovunque e ci si permette perfino di sprezzarli in TV con un sarcasmo certamente indegno di un viceministro.

Se Castelli poteva contare su De Gasperi, La Malfa, Moro, oggi i giovani devono fare i conti con il disprezzo di Castelli medesimo e Brunetta.

E li votano pure.

La seconda parte:

IPTV

Oltre alla chiavetta che permetterà agli utenti sky di vedere i canali del digitale terrestre, compresi quelli che la RAI aveva ritirato dal satellite rifiutando 60 milioni di euro, vedo sul retro di Wired la pubblicità di un’altra alternativa: il decoder IPTV di Telecom che con 3 euro al mese dice di offrire Sky, Il digitale terrestre, i video on demand.

Sul canone RAI

Leggo proposte stravaganti per il recupero del canone RAI, come quella di legarla alla bolletta della luce (come se ovunque ci sia elettricità ci sia una TV). Visto che secondo l’azienda ed il Governo il futuro passa necessariamente per il digitale terrestre, lancio la mia: legare la visione dei canali RAI all’abbonamento con una tessera per decrittare il segnale.

Sia chiaro, lo stesso vale per le TV private, visto che il canone è obbligatorio per chiunque.
Finite le tv in chiaro, sarà più facile capire veramente chi sono gli evasori. E magari scopriremo che la TV non è poi così fondamentale, nel 2010.

Influenza suina: cifre a caso

800px-Swine_Flu_Masked_Train_Passengers_in_Mexico_CityL’altro giorno, mi pare al TG1, hanno detto che la mortalità della nuova influenza H1N1 è dell’1% (fonte World Health Organization)
Sparata così, è una cifra impressionante. Ogni 100 abitanti colpiti uno non riuscirebbe a cavarsela.

In realtà, calcolando i dati europei, il tasso di mortalità registrato fino a questo momento, senza vaccini, è dello 0.16%, quindi quasi 10 volte meno di quello dichiarato alla tv del servizio pubblico.

Per avere un confronto, l’influenza stagionale ha un tasso dell’1 per mille circa (0.1%).
Immagino che i due dati si allineeranno non appena sarà migliore la diagnosi e saranno vaccinati i soggetti più a rischio.

Rimane da sapere il perché di questa leggerezza nella divulgazione di dati così importanti e sensibili per la popolazione, che rischiano di causare più danni di quelli dell’influenza (la paura può scatenare reazioni irragionevoli e pericolose).

Nella migliore delle ipotesi è un meme ricorrente, come quello dei cani aggressivi, che ogni tanto è bene rispolverare per riempire gli spazi informativi.
Nella peggiore, e forse più probabile, c’è qualcuno che ci guadagna che ha più strumenti di chi non vuole verificare le fonti.

Se fossi in Sky

Fossi in Murdoch non darei per persa la guerra contro il cartello RAI-Mediaset. Penserei seriamente a trasmettere gratuitamente (in chiaro), sul satellite, 2 o 3 canali seri. Ad esempio Skytg 24, uno di film (non necessariamente le novità) ed uno di serie tv, magari non proprio quelle di punta. Punterei a MySky ed agli altri canali crittati come valore aggiunto.

Contribuirei all’installazione di nuove parabole per contrastare la bufala del digitale terrestre e penserei ad una carta prepagata, perché gli Italiani non amano gli abbonamenti.

Tanto si sa che alla fine spendono di più con le ricariche, come nei cellulari, ma si sentono di avere più controllo sulle spese.

Contrasterei con ricorsi europei il cartello delle aziende private e pubbliche gestite dal Presidente del Consiglio, ed allo stesso tempo cercherei di ottenere nuovi utenti, allargando la base verso le persone che oggi stanno passando al digitale RAISET.

Di certo non è solo con l’alta definizione che si vince la guerra.
Che non sia una sana concorrenza Sky dovrebbe ormai averlo capito, ma le contromisure mi pare tardino ad arrivare.

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